Monthly Archives: febbraio 2014

Stanza degli Ospiti

"Stanza degli ospiti", come tributo di ospitalità, raccoglie e propone testi  di scrittori stanziali italiani e stranieri - i viaggiatori immobili - con cui è sempre più necessario interagire e collaborare per un arricchimento reciproco.  E’ una sezione che si vorrebbe sempre più ricca perché solo con lo scambio reciproco di scrittori autoctoni, migranti, migranti stanziali è possibile arrivare a stabilire condizioni per affermazioni di valori di pace, tolleranza e condivisione di progetti e valori.

Tiziana Altea La vita di noi

Clementina Coppini il confine

Monica Dini per il mare (altro…)

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il confine

Il confine

Quantus tremor est futurus (che paura ci sarà) Uscì dal portone e fuori c’era una città scura. Anche se era giorno. Grigio. Marrone scuro. Color fuliggine. Aveva piovuto ma faceva caldo. Quella era casa sua? Ma sì, certo che era casa sua. Di chi altro avrebbe dovuto essere? E quella era la sua città, in una mattina solita. Si sentiva un po’ confuso, anche perché la sera prima era stato a quella cena e doveva aver bevuto un bel po’. - Nemmeno mi ricordo di essere tornato a casa. Eppure eccomi qua! L’edicolante che aveva il baracchino a pochi metri dal portone lo salutò come faceva ogni mattina. - Ciao, Gabri! Hai una faccia, oggi! Si sentì un po’ meglio. Gabriele era lui. Si chiamava proprio così, Gabriele Rocca. - Ciao... ciao... ehm. - Non riusciva a ricordarsi il nome. Aveva davvero bevuto parecchio, la sera prima. Si girò distrattamente e, appoggiato a un palo della luce,...

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la conchiglia

Non c’era nessuna valigia Da preparare Non c’era nessun documento Da portare Solo un corpo e Un’anima smarrita Mi hai presa per mano E nella tua ho stretta la mia Piccola, fragile, magra Non avevo idea di dove andavamo Non avevo idea da dove venivamo Era solo casa Era solo famiglia Alla spiaggia Mi hai stretto ancora più forte la mano Ti sei chinata Ho visto i tuoi occhi bagnati Lacrime lapidarie Rigare il tuo viso Hai preso una grande conchiglia Me l’hai poggiata sull’orecchio “Ascolta, la musica del mare Il richiamo del ventre terreno Non dimenticare mai Da dove vieni Non dimenticare mai chi sei Non dimenticarmi mai!” Hai posato la conchiglia nella mia mano E con essa hai lasciato la vita nelle mie mani. La conchiglia è ancora con me La vita è ancora con me Ma tu, dove sei?   LA TUA MANO ( Dedicato alle vittime di Firenze) la tua mano il tuo corpo la tua anima… la tua mano che ha parato i colpi della vita che ha parato gli insulti che ha parato sguardi offensivi che ha parato odio che ha accettato strette di mano sincere che ha...
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