Monthly Archives: Marzo 2014

biografia Duska Kovacevic

Duska Kovacevic è originaria di Rijeka, Croazia. Vive in Italia da molti anni. Ha scritto il romanzo “L'orecchino di Zora” - Eks&Tra, 2007; raccolta di poesie “Un seme di luce” LietoColle, 2013; poesie e racconti presso diverse antologie, raccolte, riviste, blog. E' attiva nell'ambito teatrale, sociale, multiculturale.

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biografia Adriana Langtry

Adriana Langtry è nata a Buenos Aires nel 1956 e risiede a Milano dal 1977. Ha lavorato diversi anni nell’ambito informatico e della traduzione tecnica. Laureata in Letteratura Ispanoamericana all’Università Statale di Milano ha pubblicato recensioni, racconti e poesie (in spagnolo, in italiano e in una sorta di terza via espressiva nata dall’incrocio di entrambe le lingue) su riviste quali Sipario, Crocevia, Pagine, El-Ghibli, e in antologie come “Lingua Madre Duemilaundici - Racconti di donne straniere in Italia” (a.c di Daniela Finocchi, Ed.SEB27), “Sempre ai confini del verso. Dispatri poetici in italiano” (a.c. di Mia Lecomte, Chemins de tr@verse, 2011), “Novunque” (a.c. della Compagnia delle poete, Aracne, Libretti/1, 2012), “Concorso di Poesia: La donna nascosta. Verba Agrestia duemilatredici” (Lietocolle, 2013). Come artista visiva ha pubblicato i suoi collages per le edizioni P.J.Varet (Francia, 2009, 2011, 2012, 2014). Fa parte della Compagnia delle Poete fondata da Mia Lecomte.

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biografia Rahma Nur

Rahma Nur, nata a Mogadiscio, in Somalia. Arriva in Italia nel 1969, ha sempre vissuto a Roma e dintorni e da circa vent’anni insegna italiano, storia ed inglese in una scuola primaria statale a sud di Roma. Scrive poesie da sempre e da qualche anno scrive racconti che partono dal suo vissuto tra due mondi culturali, l'Italia, paese che l' ha accolta all'età di cinque anni e la Somalia, terra che l' ha vista nascere. Ha partecipato al concorso Lingua Madre  2012 e vinto il Premio Speciale Rotary Club per il racconto “Volevo essere Miss Italia”. Ha vinto il Primo Premio nel Concorso Scrivere Altrove “Amici di Nuto” di Cuneo con il racconto “Mamma Somalia”.Un altro breve racconto “ Le radici nascoste in me” è stato selezionato e pubblicato nell'antologia “Terra Mia” 2013 dal Furore dei Libri e fa parte della mostra “ Parole per Strada” della città...

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biografia Helene Paraskeva

Helene Paraskeva è nata ad Atene. Ha studiato in Grecia, in Italia e nel Regno Unito. Vive e lavora a Roma. Oltre all'insegnamento curricolare (lingua e letteratura inglese) nell'Istituto "G. Caetani", organizza e coordina progetti interculturali collaborando con Università, ONG e altri Enti. Immigrata ed extracomunitaria ante litteram ha imparato a convivere con la precarietà quotidiana. In Italia ha pubblicato racconti in riviste letterarie e antologie e i libri: Il Tragediometro e Altre Storie (racconti, Fara ed. 2003), Nell'uovo cosmico (romanzo, Fara ed. 2006), Global Issues in English Literature (testo antologico di letteratura angloamericana). Collabora con la rivista settimanale "Internazionale" alla rubrica Italieni.

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Racconti e poesie

La sezione "Racconti e poesie" si prefigge di raccogliere e proporre testi di  scrittori migranti o migranti scrittori che sono in Italia, che usano l'italiano come lingua d'espressione letteraria; di scrittori figli di migranti che ormai hanno acquisito l’italiano come propria  lingua avendo frequentato, fin dai primissimi anni,  la scuola  nel nostro paese

Helene Paraskeva I confini della laguna

Rahma Nur La tua mano

Adriana Langtry Linguamadre

Duska Kovacevic Pregiudizio & Tolleranza

Mohamed Malih Il giorno che sei diventato poeta

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Il giorno che sei diventato poeta

in questo pomeriggio che sa di pioggia distenditi prendi i ricordi uno ad uno fallo teneremenete torna a quand’eri bambino e camminavi sulla terra e guardavi il cielo torna a quell’atrio quando hai scoperto che l’attesa era un’assenza al tempo in cui l’ombrello ti era d’impiccio ma non sempre pioveva ti ricordi quel campo la ragazzina con le treccine aveva preso una spiga te ne aveva messo i chicchi nel palmo della mano a quando parlavi con i sassi e ridevi insieme al tuo cane alla tortora che avevi ferito te n’eri molto dispiaciuto e hai scoperto che non eri un cacciatore forse era quello il tempo che sei diventato poeta. distenditi, chiudi gli occhi e ricorda il primo giorno di scuola la solitudine che provavi accanto al papà forse era lì che sei diventato poeta ricorda le vie dove hai camminato ah quanto vie hai camminato pensa alla gioia di quando di lì a poco avresti incontrato il tuo amico a quando hai scoperto l’altro nel viso rugoso e scuro del contadino forse è stato quello il momento che sei diventato poeta pensa ai...

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Pregiudizio & Tolleranza

Piacere, sono il pregiudizio dicono io sia un tizio alquanto bizzarro perché vado in giro armato e sparo ad ogni minimo avvistamento di sospetto ma io non aspetto che sia qualcun altro a tirare il grilletto per primo io mi deprimo, senza pregiudicare e cosa dovrei fare con quest’ansia che mi erode il petto non sai mai qual è il difetto di quello là mentre ti guarda stupito cos’hai da guardare, io non ti do la mano, e neanche il dito che poi magari ti salta in mente di chiedermi pure il braccio allora, sai cosa faccio non ti do un bel niente, anzi, ti riempio di botte ancor prima che tu abbia fiatato così impari che con il pregiudizio non si fanno affari sono io che tiro le fila di questo gioco e ho un esercito di alleati, alcuni dicono matti come per loro sarei matto io perché “non conosco altro dio al di fuori della mia ansia” ma se uno magari ti dice di essere rosa, e poi...

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linguamadre

Scampata al naufragio mi son ferita la lingua, Madre. D’allora un nodo umido mi strozza ogni parola, cicatrice fibrosa come dosso o frontiera dove continuo ad inciampare.

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La tua mano

( Dedicato alle vittime di Firenze)

la tua mano il tuo corpo la tua anima… la tua mano che ha parato i colpi della vita che ha parato gli insulti che ha parato sguardi offensivi che ha parato odio che ha accettato strette di mano sincere che ha offerto aiuto che ha lavato via offese e pregato.

Il tuo corpo che ha viaggiato che ha abbandonato gli affetti che si è posato sul materasso stanco e triste che ha sofferto la nostalgia che ha desiderato il calore di un amore.

La tua anima che ha sempre veleggiato in alto osservato da lontano il tuo dolore per l’abbandono della tua terra e dei tuoi amori che ti ha visto piangere e ridere e che con te ha pianto e riso che ora si libra serena mentre il tuo corpo è coperto a malapena da un lenzuolo e la tua mano con dita lunghe e magre, la tua giovane mano forte giace inerte… Tutte vittime di un’altra mano ma vile e sporca come i mali del mondo tutte vittime: mano, corpo, anima!

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I confini della laguna

Lo chiamano “il Mago” e lo conoscevano tutti nel paese e in tutti i paesi dell’isola. E tutti sapevano che era un mago cattivo, uno che praticava la magia nera. Il Mago aveva  una bella moglie, un figlio sano, una bella casa con giardino e le terre più ricche del paese. Ma era un povero Mago cattivo. La sua fama aveva superato i confini dell’isola e spesso a casa sua arrivava gente da ogni dove. La storia dei cugini Fenacchi aveva scosso tutti. Mino Fenacchi, chiamiamolo MinoI, odiava a morte il cugino, che si chiamava anche lui Mino Fenacchi, chiamiamolo MinoII. Odiava il cugino da molto tempo MinoI, prima che MinoII  spostasse i confini comuni a suo favore all’alba del primo dell’anno, quando tutti dormivano, dopo la festa di Capodanno. Gli aveva fagocitato praticamente mezzo metro per tutta la lunghezza di trenta metri del terreno e fu allora che esplose l’odio di...

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