Monthly Archives: Settembre 2015

Stanza degli ospiti

Stanza degli ospiti " come tributo di ospitalità, raccoglie e propone testi di scrittori stanziali italiani e stranieri - i viaggiatori immobili - con cui è sempre più necessario interagire e collaborare per un arricchimento reciproco. E’ una sezione che si vorrebbe sempre più ricca perché solo con lo scambio reciproco di scrittori autoctoni, migranti. Francesca Lo Bue L'Occhio Tiziana Altea Fare sole Viola De Filippo Il muro Monica Dini Senza la vite americana Loretta Emiri Frocetto Loris Ferri Viaggio di un uomo Anna Fresu Il muro (in)finito Emma Grillo Balle Alessandro Magherini Sestine sul muro di Berlino Martina Chiari Ninna Nanna Fuga per ventimiglia Emiliano Rolle Di coesistere  ...
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RACCONTI E POESIE

La sezione "Racconti e poesie" si prefigge di raccogliere e proporre testi di  scrittori migranti o migranti scrittori che sono in Italia, che usano l'italiano come lingua d'espressione letteraria; di scrittori figli di migranti che ormai hanno acquisito l’italiano come propria lingua avendo frequentato tutti i gradi di scuola nel nostro paese. Christiana De Caldas Brito Il Muro Pap Khouma Il piede nel piatto di riso col pesce Adriana Langtry Fari nella notte Gentiana Minga In giro per i viali di Bolzano Barbara  Pumhösel Regole e pace Božidar Stanišić Euro tunnel...
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Editoriale

Editoriale Mura di pietre mura storiche mura costruite mura promesse mura desiderate mura introiettate mura volute mura dello spirito mura dell’animo mura del pensiero mura dei sentimenti mura mura mura quante Gerico dovremo abbattere prima di chiamarci uomini Taddeo Raffaele Muri Il muro, a cui di El-Ghibli dedica ampio spazio letterario in questo mese, ci induce ad alcune riflessioni sulla sua realtà, oggi sempre più feroce e ineludibile. 1) Il muro come limite: oggi in Europa, quel continente avvilito e offeso nella sua intima essenza, prolifera in modo selvaggio, ostentando forme fisiche, dimensioni psicologiche, emotive plurime e sempre devastanti. I muri ci offendono nelle immagini surreali di piccoli morti sulla battigia, di giovani madri strattonate, spinte, umiliate, di padri e madri di famiglia disperati sui binari, di bambini piangenti. È la retorica dell’emergenza, un altro muro che l’Europa ha sapientemente costruito intorno alla sua stoltezza, alla sua pochezza politica, al suo oscurantismo economico e alla sua inadeguatezza etica. Pensiamo a questo muro, pensiamoci profondamente e caparbiamente. Allontaniamo la faciloneria delle...
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