Anche quest’ultimo romanzo di Adrian Bravi è improntato sul problema della lingua. Il testo pubblicato precedentemente era stato infatti La gelosia delle lingue, una raccolta di saggi sul problema del bilinguismo e degli effetti che avvengono quando si abbandona la propria lingua per assumerne un’altra come lingua d’espressione letteraria. L’autore di origine argentina vede, nella lingua e nei riflessi emotivi inconsci derivati da migrazione o altro, un aspetto determinante per la riuscita della scrittura. Chiunque si allontani dal territorio ove viene parlata la propria lingua materna vive l’angoscia della dimenticanza e cioè quella di non padroneggiare più l’idioma materno così da correre il rischio di non poter più entrare in totale contatto con i parlanti quella lingua.

La vicenda del romanzo è semplice perché è la storia di un viaggio compiuto da un allievo di un grande glottologo alla riscoperta e possibile ricostruzione di un idioma che sta scomparendo e che ormai è possibile recuperare se si riesce...

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