Racconti e poesie

Cantico

Dedico questi versi a tutti profughi

Chi più di me può cantarvi?
Sono le vostre labbra e il vostro ritmo
tesserò nell’orto i vostri passi, fermerò il tempo
il tempo che ha soffocato il vostro respiro
non importa se qualcuno rifiuterà il mio canto
nel mesto meriggio le stelle hanno pietà
la mia rima fermerà il vento bugiardo
il verso non si rattrista e l’aria loderà
i vostri sguardi sommersi e respinti
l’orizzonte delle vostre vite tradito
dalle terre umide e luminose: il vostro pozzo
voglio scrutare i vostri sogni
scavare le melodie delle vostre voci,
i poemi colmi di ritmi che sciolgono
l’odio nelle catene della disperazione.
La mia saliva spegnerà i morsi velenosi
seduto sulle onde a canticchiare i vostri volti
e a soffiare nuove carezze per albe nascenti
intreccerò i vostri passi ai vostri canti
e ne farò l’amuleto protettore
delle vostre notti d’incubo.

Vorrei distendermi nell’alessandrino e onorarvi
scolpire senari e settenari per addolcire le onde
che portano le vostre anime
e seppelliscono i vostri sguardi.
È buio, il Mediterraneo medita!
È notte, il Mediterraneo ozia!
È giorno, il Mediterraneo non vede!
Sull’azzurro le acque insanguinano,
la luna orfana il sole non splende
l’azzurro muta il colore – odorante rifugio
diventato CIMITIERO!

Era già l’ora che volge il disio
di calpestare la spiaggia accogliente
che alla fine tradisce
la spiaggia che espone i corpi
piedi umili disonorati, mani innocenti inerti
una terra tradita, un sangue assente
il cuore di un intero cielo oscurato.

Canto Ahmed, Aden e Adam
la madre Aicha, la nonna Hamza
per il coraggio: le ferite non muoiono
le anime sospese non crollano, la vita canta
i vostri passi, i respiri di orgoglio.
Dove sono gli angeli?
I profeti? I santi?
Dove sono i predicatori dalle lingue taglienti?
Questi …..
hanno un Dio?
Voi, voi i miei fratelli avete il Vostro Dio
Il vostro destino appeso?
Il deserto è morto
il mare è morto
la savana è morta
perché sono morte le vostre speranze
gli occhi di alcuni hanno respinto il vostro respiro
Il Mediterraneo erra, le sue onde vagabonde
la sua saliva pietosa e la sua voce versatile
Questi…..

hanno un Dio?
in che chiesa pregano?
In che moschea pregano?
In che sinagoga pregano?

Non vi è rima che balla
Non vi è verso che canta
Non vi è strofa che sazia
Il mare rapisce – il cielo capisce e l’uomo non agisce
Una vita assurda, una vita fabbricata da esseri morti-viventi
che credono che gli esseri umani siano diversi
che le razze esistano
che la stupidità vinca
che il sole appartenga ai paesi opulenti

io torno a cantare l’orfano, continuo a far scintillare i miei versi
voglio essere il marinaio per salvare le anime degne e umili
dire al bambino che la vita ha il suo prezzo
sussurrare all’anziano che vivere è bellezza
dire a chi il mio alito disturba che respingere è disumano
salvare un respiro è allattare la vita
portarla all’altare della civiltà
che sognare è vivere
vivere è amare
amare è accogliere
e accogliere è vivere

voi il sangue fertile, noi il sangue fertile
l’ulivo per unire i figli di Adamo e Eva
il vino rosso di sangue per incorniciare la vita.

La vita è la religione dell’anima
… fede dei non credenti.

L'autore

Cheikh Tidiane Gaye

Cheikh Tidiane Gaye

Poeta, scrittore e membro del Pen Club Internazionale Lugano Retoromancia Svizzera, vive in Brianza ad Arcore. Fondatore di Kanaga Edizioni, ha ottenuto significativi riconoscimenti letterari ed è presente sulla scena culturale italiana attraverso interventi, letture e performance poetiche che testimoniano la partecipazione alla vita del suo nuovo paese.

E’ stato il coordinatore e presidente della giuria della terza edizione del Premio Letterario Jerry Masslo, organizzato della Cgil / Flai e nel 2015 e Fondatore del Premio Letterario del Comune di Arcore.

Presidente di Africa Solidarietà Onlus e Presidente Fondatore del Premio Internazionale di Poesia “Sulle Orme di Léopold Sédar Senghor“, da sempre partecipa a diversi incontri sulle tematiche legate all’Africa, all’integrazione, all’intercultura e alla letteratura della Migrazione.

E’ autore di Il giuramento (Liberodiscrivere editore, 2001), seguito da Méry principessa albina (2005), e Il canto del djali (2007), Ode nascente Ode naissante ( ripubblicati da Kanaga Edizioni 2018), Curve alfabetiche (Montedit, 2011), Rime abbracciate (L’Harmattan Parigi 2012), Léopold Sédar Senghor, il cantore della Negritudine (Edizioni dell’arco,2013),Prendi quello che vuoi ma lasciami la mia pelle nera, (Jacabook 2013) e Il sangue delle parole ( Kanaga Edizioni, 2018).