Racconti e poesie

Donna straniera

Che vivesse ora a Coney Island,
emblema di frivolezza collettiva,
era una di quelle ironie
che fanno sorridere, o quasi.
Cresciuta a Cracovia
aveva trovato l’approdo finale
a Brooklyn, dove viveva ormai da decenni.
Ma il suo inglese era storpiato,
il suo accento offendeva l’orecchio.
Anche se sapevo che era istruita
(parlava perfettamente il francese
oltre al polacco e all’italiano
— erano passati dall’Italia
durante la fuga a Parigi) la sentivo
straniera, forestiera: altra.
Alla fine provavo pena per lei,
la trovavo un po’ patetica
poverina.

Vivo ora sull’altra sponda dell’Atlantico
da quarant’anni ormai.
Ma basta che dica ‘buona sera’
perché mi rispondano
‘ma lei non è italiana, vero?’
E ogni volta
non sono sicura
come rispondere.

 

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Brenda Porster