Racconti e poesie

I miei tre fiori

I miei tre fiori

Poesia dedicata a Sua Santità Francesco

Il primo fiore nasce e non muore
ha l’amore come seme e  i suoi  petali
sibilano il suo nome nel ventre del flauto.
Ascolta la sua voce che dice:
sono nato tra la Betlemme e Gerusalemme
il mio corpo sorregge il dolore
le grida dei bambini e delle donne e degli uomini.
Il mio nome rimane la tua effigie: amore
per cantare l’umiltà del più grande fedele.
Porto con me le cicatrici degli sguardi smarriti
porto con me gli sguardi sperduti nell’oceano
della sofferenza,
porto con me il grido della speranza
sono il fiore che germoglia l’amore del tempio
sono  la luce dello spirito santo,
sono il buio lume dello spirito di pace
sono il cristallino che canta il cielo di pace.
Fiore, Ti chiami  Gesù perché sei  amore.
Ho addobbato il tuo nome che non conosce l’inferno
e mi si è acceso l’incenso che profuma i miei passi
i passi del tuo popolo del nostro popolo.
Quando ti penso si illumina la stanza di chiarore celeste
visibile e invisibile sul cielo stellato che loda,
il tuo cuore mi ha liberato dall’ingiustizia.

 

Il mio secondo fiore cresce
e quando parla traccia con le sue mani
la strada della pace.
Pace sei stata e pace sei
Ascolta, Israele :
il Signore è il nostro Dio, il Signore è uno solo.
L’ho ripetuto tre volte,
sei volte, nove volte, dodici volte
l’ho ripetuto molte volte
l’ho sussurrato alle piante
l’ho concimato tra le tue nuvole
l’ho scandito nei versi delle tue preghiere
l’ho offerto agli assetati di pace
per misurare il tuo profondo amore
“ Tu amerai il Signore tuo Dio con tutto il cuore,
con tutta l’anima e con tutte le forze. “
Ho ripetuto il tuo arcano
perché sei quella stella che mi segue
dall’alba al tramonto e mi guida
sei il vento che rinfresca il silenzio delle mie notti scure
sei quell’aria limpida e dolce,
che soffia la mia ombra che abbraccia la tua ombra.
Dalle tenebre rinasce la tua ombra che rimane
dal nido dei miei pensieri mi incanta il tuo soffio.
Tu, Mosè, mi segui per abbracciare i miei passi
il mio corpo, le mie unghie e i miei capelli
dalla tua capigliatura la mia saggezza.
Cosa penso di te? Scrivo il tuo nome
sugli stipiti delle case
perché tu sei amore e pace.
perché tu sei l’altare della Pace
perché tu sei l’Arco della Pace
perché tu sei l’onore della Pace.
Perché tu sei il cuore della parola
perché tu sei la linfa esistente.
Il mio terzo fiore nasce e vive ancora
vive ovunque, è misericordia
Il mio fiore bianco e fertile, rosso colmo di vita
alto e accarezza le montagne
sublime viandante per tessere i versi di pace.
Quando il mio fiore fiorisce acclama le pupille eloquenti
quegli sguardi di amore e di pace che non nascono mai
nell’aridità delle terre ma nella ricchezza dei cieli fertili di vocaboli.
Questo mio terzo fiore non conosce il sangue
il suo profumo è denso di fragranze
fiore mio ti dico:
vorrei che il tuo cuore fosse un pozzo di miele
vorrei che il tuo sguardo fosse l’orizzonte dei monaci
vorrei, vorrei che i tuoi passi fossero la strada dei figli di Israele.
Credo a una sola fede
e i miei tre fiori
li metto in un vaso
per tracciare una sola fede
per scolpire una sola luce
per cantare un solo inno
per sventolare una sola bandiera
e quella bandiera è la chiesa
e quella bandiera è la sinagoga
e quella bandiera è la moschea.
Porto il vaso e lo annaffio di una sola acqua
santa acqua e limpida
santa acqua e profumata
santa acqua benedetta che bagnerà il mondo.

I miei tre fiori diventano un albero
ombroso e ombreggiante
accogliente e osservante
che recita il silenzio delle benedizioni
e riempie gli occhi di bei sogni.
I miei tre fiori diventano uno
nasce la corte cortese
che accoglie gli alfabeti della pace
e riempie gli occhi di bei sogni.

I miei tre fiori diventano uno
nel crepuscolo della sera
accende le cascate di legno
e riempie gli occhi di bei sogni.

I miei tre fiori diventano uno
per professare la religione dell’amore.
I miei tre fiori diventano uno
per raccogliere
le pagine dei Vangeli
i fogli ebraici
le sura del Corano.
Le mie tre foglie,
tre figli di Abramo
tre sillabe
A-MO-RE.
Fiore, sei la fede prediletta.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

L'autore

Cheikh Tidiane Gaye

Cheikh Tidiane Gaye

Poeta, scrittore e membro del Pen Club Internazionale Lugano Retoromancia Svizzera, vive in Brianza ad Arcore. Laureatosi in Studi Filosofici, è fondatore di Kanaga Edizioni. Ha ottenuto significativi riconoscimenti letterari ed è presente sulla scena culturale italiana attraverso interventi, letture e performance poetiche che testimoniano la partecipazione alla vita del suo nuovo paese.

E’ stato il coordinatore e presidente della giuria della terza edizione del Premio Letterario Jerry Masslo, organizzato della Cgil / Flai e nel 2015 e Fondatore del Premio Letterario del Comune di Arcore.

Presidente di Africa Solidarietà Onlus e Presidente Fondatore del Premio Internazionale di Poesia “Sulle Orme di Léopold Sédar Senghor“, da sempre partecipa a diversi incontri sulle tematiche legate all’Africa, all’integrazione, all’intercultura e alla letteratura della Migrazione.

E’ autore di Il giuramento (Liberodiscrivere editore, 2001), seguito da Méry principessa albina (2005), e Il canto del djali (2007), Ode nascente Ode naissante ( ripubblicati da Kanaga Edizioni 2018), Curve alfabetiche (Montedit, 2011), Rime abbracciate (L’Harmattan Parigi 2012), Léopold Sédar Senghor, il cantore della Negritudine (Edizioni dell’arco,2013),Prendi quello che vuoi ma lasciami la mia pelle nera, (Jacabook 2013) e Il sangue delle parole ( Kanaga Edizioni, 2018).