Interviste Supplementi

Intervista 1. Gianluca Testa

TE LO DO IO IL BRASILE!
DI GIANLUCA TESTA, in «Tra terra e cielo», dicembre 2003)

Una terra immensa, contesa e depredata. Tutti i riflettori sono ora puntati sul presidente Lula, in un clima di entusiasmi e delusioni. L’opinione di Julio di Monteiro Martins….

Il Brasile fa gola a tutti. Col sostegno dei governi “forti”, multinazionali di legname e industrie farmaceutiche sgomitano per entrare nel paese e accaparrarsi il controllo delle risorse. Eppure il Paese deve fronteggiare gravi problemi sociali e ambientali. Secondo dati ufficiali oltre due terzi della popolazione vive ai margini, esclusa dal circuito economico; si contano 22 milioni di analfabeti e 26 milioni di persone sono state costrette ad abbandonare i propri villaggi e a vivere nelle favelas. Ma vediamo, perché tanto interesse? “Il paese è ricco di risorse minerarie, industriali e ambientali che stuzzicano l’appetito a molti – spiega lo scrittore brasiliano Julio Cesar Monteiro Martins, attualmente docente di lingua portoghese e traduzione all’Università di Pisa – . Si vuol far credere che il governo brasiliano non sia in grado di gestire il suo patrimonio per creare una sovranità internazionale sul territorio. E tutti sono già pronti a metterci le mani sopra, soprattutto le industrie farmaceutiche”. Un caso su tutti l’Amazzonia. Circolano appelli e denunce sul destino della foresta più grande del mondo, “ma si tratta di interventi strumentali – aggiunge Julio -. Spesso ricevo e-mail critiche nei confronti di nuove leggi varate dal governo brasiliano, ritenute dannose per l’equilibro ambientale. Tutto falso. Gli amici, in Brasile, non ne sanno nulla. E nessun quotidiano nazionale riporta la notizia. Nonostante tutti i gravi problemi ambientali, credo infatti che esista un interessa a condizionare l’informazione, per indebolire il governo e facilitare l’inserimento di poteri stranieri”. E il pericolo dei disboscamento? Falso anche questo? “In Amazzonia, dove vive il 50% della fauna mondiale, sparisce ogni anno una superficie di bosco grande quanto il Belgio” risponde Julio. “Ma la superficie complessivamente della foresta è pari alla grandezza degli Stati Uniti. Il disboscamento oscilla dunque tra lo 0,3 e lo 0,5% annuo. Il problema è grave, ma non di così vasta proporzione”. Lo scrittore brasiliano, perseguitato e minacciato agli inizi degli anni Settanta per la sua attività politica, nel 1986 ha fondato il Partito Verde. “Erano i primi anni della democrazia. Volevamo fornire un’alternativa alla destra estrema uscente e al regime comunista, che al tempo non aveva prospettive. Ma il partito si è adeguato presto al sistema di potere. Così ho creato il movimento Os Verdes, più estremo e libero”. La vittoria alle ultime elezioni presidenziali di Luis Inacio da Silva, detto “Lula”, sembrava potesse segnare un cambiamento del sistema politico ed economico del paese. Chi si aspettava la “rivoluzione”, però, è rimasto deluso. “Dopo Salvador Allende in Cile, è la prima volta che viene eletto un presidente di sinistra in sudamerica – ricorda lo scrittore – . L’errore della sinistra cilena è stato quello di aver imposto subito la sua politica radicale, che ha sconvolto l’economia favorendo l’inserimento di Pinochet. Lula non credo voglia ripetere l’errore. Questa lenta azione di cambiamento potrebbe però, ritorcersi contro di lui. Il rischio è di arrivare alla fine del mandato senza risultati concreti”. La politica estera di Lula, invece, è più aggressiva. “Il Presidente vorrebbe dare al Brasile un ruolo guida in Sudamerica nell’ambito del rilancio del Mercato Comune” aggiunge lo scrittore brasiliano. Che ridimensiona anche l’emergenza sociale. “E’ vero, il 20% della popolazione vive in condizioni di grande povertà” spiega Julio. “Gli altri hanno un reddito minimo, ma non muoiono di fame. Il Brasile, oggi, si presenta come l’Italia del dopoguerra. Quella raccontata nei  film neorealisti di Rossellini. Un Brasile povero ma degno, capace della ricostruzione”. Un rinnovamento che passa anche attraverso l’Italia. La Comunità impegno servizio volontariato (Cisv), ad esempio, propone un programma di sviluppo agricolo sostenibile negli “assentamenti” dell’area rur-urbana della Baixada Fluminense, a Rio de Janeiro. E sta lavorando per lo sviluppo di un’agenzia di collocamento. “L’obiettivo è l’inserimento nel mercato del lavoro di ragazzi di strada nel comune di Nova Iguacù – spiega il responsabile della progettazione per il Cisv, Federico Perotti – favorendo i rapporti tra le realtà presenti”. Un nuovo modo di viaggiare lo propone invece l’Associazione Tremembè. “Prendiamo il nome da un villaggio di pescatori indios – racconta Antonia Borgo –. Lo abbiamo visitato e ce ne siamo innamorati. Di qui l’idea dell’associazione, che ha come obiettivo la promozione di un turismo consapevole, attento alla cultura locale”. E a Tremembè c’è una “pusada” (cioè una pensione, a soli 15 euro il giorno) che si affaccia sull’oceano. Chissà di che colore è il Brasile, visto da laggiù.

L'autore

Avatar

El Ghibli

El Ghibli è un vento che soffia dal deserto, caldo e secco. E' il vento dei nomadi, del viaggio e della migranza, il vento che accompagna e asciuga la parola errante. La parola impalpabile e vorticante, che è ovunque e da nessuna parte, parola di tutti e di nessuno, parola contaminata e condivisa.