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Ernesto Rodríguez Abad

Ernesto Rodríguez Abad è nato a Los Silos nel 1955. Direttore del Festival Internacional de Cuentos de Los Silos, a nord di Tenerife (Isole Canarie). Attualmente è professore alla Universidad de La Laguna.

La passione per i libri gli viene da quando bambino ascoltava le favole del suo paese, le canzoni e il cinema che lo hanno portato a presentare seminari, corsi e conferenze ovunque.

Poeta, drammaturgo e traduttore ha pubblicato un ampio lavoro sul teatro medievale francese, e uno sul poeta surrealista di Tenerife Emeterio Gutiérrez Albelo. Altri lavori riguardano il teatro, la poesia e la drammaturgia infantile. Ha ricevuto diversi premi fra cui il “Santa Cruz de la Palma” nel 1994 con l’opera teatrale La Africana e nel 1996 per El pulpo.

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Giovanni Saverio Santangelo

Giovanni Saverio Santangelo, dopo avere insegnato nelle Università di Perugia e di Siena, è stato Professore Ordinario di “Letteratura francese” dal 1987 presso l’Università degli Studi di Palermo; dal 2007 è Professore Ordinario di “Critica letteraria e letterature comparate” presso lo stesso Ateneo.   È componente il Consiglio Direttivo della rivista Esperienze Letterarie”e del   Comitato scientifico della rivista “InVerbis.  Coordina, insieme a Laura Restuccia, il Seminario annuale “Scritture Migranti”, organizzato in collaborazione con le Associazioni studentesche e il Dipartimento di Scienze Umanistiche dell’Ateneo palermitano e con l’Ufficio Scolastico Regionale per la Sicilia.   Suoi scritti sono apparsi su riviste e opere miscellanee nazionali e internazionali. Settori di ricerca privilegiati sono stati fra gli altri la letteratura maghrebina di espressione francese e la scrittura delle migrazioni.

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Giusy Nicosia

Giusy Nicosia, pugliese che vive in Brianza, artista poliedrica, si definisce “una giornalista della vita” che desidera scrutare ogni angolo buio della strada e del cuore. Una ragazza un po' cocciuta, chiacchierona e tanto curiosa, una poetessa sconosciuta e un'attrice smemorata. Dice di sé “Amo i libri. Amo i libri da quando ho scoperto la loro esistenza e il loro significato. I miei occhi ci fanno l'amore ogni volta che entro in una libreria. Amo la penna, di qualunque colore essa sia. L'importante è che continui a compiere il suo miracolo e scriva il più possibile. Amo anche la matita. La uso per disegnare e per raccogliere i capelli che coprono il mio viso quando scrivo. Mi piace l'odore della carta. Conservo in maniera maniacale ogni ritaglio di giornale che abbia attirato la mia curiosità. Casa mia è piena di libri e di fogli svolazzanti, di agende, quaderni...

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Anna Fresu

Anna Fresu è regista, autrice, attrice di teatro, traduttrice e studiosa di letterature africane. È stata presidente dell’ associazione “Scritti d’Africa”, che si occupa di divulgare le letterature africane attraverso recensioni, eventi, seminari, conferenze, siti web e spettacoli teatrali;  e  de “Il Cerchio dell’Incontro”, che cura laboratori di educazione alla pace e allo sviluppo e produce e mette in scena spettacoli teatrali. È nata a la Maddalena, in Sardegna. Nel ’64   si è trasferita a Roma dove si è diplomata al Liceo Linguistico e laureata in Lettere e Filosofia. Ha vissuto undici anni in Mozambico dove ha insegnato e diretto la Scuola Nazionale di Teatro, realizzando molti spettacoli e lavorando nei quartieri, nelle scuole, in ospedali psichiatrici, in villaggi. Ha creato e diretto col regista e giornalista Mendes de Oliveira il “Dipartimento di Cinema per l’Infanzia e la Gioventù”. I suoi film hanno ottenuto riconoscimenti internazionali. In Mozambico ha pubblicato...

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Clementina Coppini

Laureata in lettere classiche da oltre vent’anni, durante i quali ho dimenticato pressoché tutto quello che sapevo, non ho molto da dire su me stessa. Scrivo per giornalettismo.com, mondointasca.org e grey-panthers.it, per il Cittadino, giornale di Monza, la mia città, e per Vivere, rivista della Brianza, la mia terra. Prima ho collaborato con tante riviste e scritto tanti libri per bambini, poi sono cambiata e ho cercato cose nuove. Bisogna provare a fare tutto per diventare bravi e a me manca ancora tanta strada per diventarlo. Non credo di essere arrivata, anzi certi giorni mi pare di non essere nemmeno partita. Ho pubblicato due romanzi a puntate (un capitolo ogni domenica) su Giornalettismo non tanto per la loro bellezza quanto perché il direttore è buono e mi vuole bene, e ne sto pubblicando un terzo. Ho pubblicato un romanzo cartaceo e spero di pubblicarne altri, ma questo bisogna...

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Babbo Natale e l’uomo nero, ovvero dell’incontro

«Dai, prendilo, sono sicura che ti piacerà!». Era diventato abituale, nello scorrere dei lunghi anni che li avevano visto affiancati, scambiarsi i testi da leggere con quella sua giovane amica. A tal punto che si domandavano  a vicenda, di tanto in tanto, ove fosse andato a nascondersi il tal volume che non si riusciva a trovare, e se potesse trovarsi sepolto in qualche anfratto della casa dell’una o dell’altro. L’uomo se ne tornò a casa con quel libro stretto in mano, già impaziente di iniziarne la lettura. Lungo il percorso si imbatté in uno degli innumerevoli e soffocanti ingorghi stradali che mortificano in un’avvilente morsa giornaliera la vita di quella città mediterranea adagiata sul mare e onusta di millenarie stratificazioni di etnìe e di culture, colorandola delle tinte della follìa collettiva d’una umanità sempre più incapace di carpire gli impalpabili tesori della vita. Resosi conto che la sosta forzata sarebbe...

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Emerge come un messaggio in bottiglia

Emerge come un messaggio in bottiglia dal lontano mare della memoria il “tema in classe” svolto nell’anno scolastico 1959 / 60 in quinta ginnasio, a Matera, città dei Sassi, capitale europea della cultura 2019. Un messaggio all’Italia di oggi, a chi detiene il Potere gretto e arrogante e cinico e stupido, a chi continua a cacciare i suoi figli migliori, a chi non sa , non vuole accogliere i migranti del mondo che soffre.

Era già l’ora che volge il disio ai navicanti e intenerisce il core Lo dì ch’an detto ai dolci amici addio E che lo novo peregrin d’amore Punge, se ode squilla di lontano, che paia il giorno pianger che si more. ( Dante Alighieri)

“ Ritornavo al paesino dove soggiornavo, in Svizzera, dopo una giornata di lavoro. In treno. Lo sferragliare era assordante, intollerabile. Eppure lo sentivo ogni mattino, ogni sera; ma in quel momento mi sembrava strano e terribile. Guardai fuori. Gli occhi per un po’ si velarono, rabbrividii: il...

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Tre gatti

Mi chiamo Alì Babà e sono un gatto nero e nella luce scura c’è il meridiano zero quella che dici gente è la brutale folla quello che credi certo è la vuotezza in bolla un tempo mi muovevo con le mie zampe altere ora respiro l’aria delle penose sere in questa gabbia bianca nuda di muri e stanca Gatto tra i cani vivo e Bao è il mio nome intero fisso l’aliena luna con l’unico occhio vero l’altro è rimasto in guerra schiacciato sulla terra a volte vedo ancora la luce di una speranza brillare in questa stanza e l’occhio che non vede è quello che ci crede crede in un universo dove ciò che hai perso torna per il suo verso Ecco la vostra Alma detta la gatta calma venuta con un camion insieme ad una salma mi vendo a gatti vecchi per poco e meno ancora vomito dentro a secchi lo schifo che ogni ora delle mie lunghe notti passo nei viadotti l’altra me l’ho arrampicata sulle scale salutata lei di notte a casa resta è una cucciola onesta Tre poveri gatti amari diversi ma...
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Venivamo da sud, una carovana di occhi..

Venivamo da sud, una carovana di occhi che brillavano in un giorno infuocato, eravamo infinite mano di cartone, che i crocchi oscuravano nella luce di smeraldo dietro le colline, l’umida ombra eravamo, il polline di una nuova primavera; il respiro della calura maturava un tempo rabbioso come un avvoltoio panciuto e lasciava tremare il vuoto scheletro di ginocchia arrese. Eravamo il cammino di innumerevoli cuori, l’azzurro delle risacche, l’ambra del ferro il battito eravamo, colore della polvere, quell’immensità del ritmo, quel rosso di un tamburo primordiale che nel magma vibrava  di pietra e si faceva il cullare dell’onda e terminava la sua fronte perduta, dove i petali di una rosa aperta venivano baciati dalle calde labbra del vento. Entrammo nelle città segrete, nel regno del carbone e delle macchine, coperti dalla mole di una tela tenebrosa; dalle fabbriche sacerdotali spuntarono i semi dell’oblio, essi nutrirono la nostra gola e ci divisero col velenoso pane dell’inferno, a numeri e grappoli, nelle maglie di un grembo metallico. E la terra si fece il solco...
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Tre poesie

Quando il tempo sposterà davanti i suoi enormi piedi solo allora si percepirà ciò che è passato e che lascia quel vuoto tremendo di ciò che non avresti voluto lasciare, ignorare, concedere o pretendere. Quando il tempo sarà davanti il dietro rimasto incompreso nevicherà nel buio e non ci sarà peso a cui aggrapparsi neppure un filo d'anima. ---- Aspettarsi sempre qualcosa dall'amore come una scusa già pronta a lucidare un tavolo. Ho smesso di scegliere le tovaglie e far sì che i piatti non si rompino. Che vada tutto in frantumi! Che tutto si sporchi e resti macchiato! L'amore è troppo fragile per reggersi su una statua. Beato tra i colori imprevisti, nutrito dal caos ispira la sua stessa argilla mentre brucia tra le mani degli amanti. ---- Quando penso di arrivare all'estremità della mia anima immagino l'infinito ed è allora che comprendo quanto sia inutile il possesso di ciò che non si può contenere....
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