Category Archives: Altro

Spettro di ragno-poesia

pioggia a scrosci, una tenera visitazione, e iÕm in qualche punto al mezzo e iÕm in qualche punto in tenera visitazione pioggia a scrosci il guaio con tenera è quella parolina in fondo preceduta da due vuote lettere....
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Grey Does Matter

There is nothing rote or banging about this poetry on unofficial winter but the skeptical clarity of memory— a slippery escarpment of tidbits [surrounded by loud water, maybe shale] welling up a gainst the grey light under the skull: leaves failing buildings falling [even the honeymoon hotel imploded] toothy women a flying man [not burning] blood aching out disappearing here and there. Somewhere it is falling snow a typhoon a rainbow smear a clap the weather channel tells me [about fog] more than I need to know but can’t help tuning in....
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Il Grigio Conta

Niente di mnemonico o battente in questa poesia sull’inverno ufficioso se non la scettica chiarezza del ricordo – una scarpata scivolosa di scaglie [serrate da acque fragorose, forse scisto] s’innalzano con tro la luce grigia sotto il cranio: foglie che cedono edifici che cadono [pure l’hotel della luna di miele è imploso] donne dentute un uomo volante [non bruciante] sangue che fra spasmi fluisce svanisce qua e là. Da qualche parte c’è neve che fiocca un tifone una stria d’iride uno schianto il canale meteo mi dice [della nebbia] più di quanto ho bisogno di sapere ma non riesco a non sintonizzarmi (traduzione di Angela d’Ambra)...
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Night bloom

rain just beginning lullaby drops against window half open draws gesture of night air to lift the thin curtain discovering bare skin against sheets discarded inciting the bloom of a quicksilver shiver to spread its long fingers from wrist to bent elbow shoulder to shoulder breastbone to belly across thigh to ankle regardless of imperfect nerve-damaged tissue forgiven in darkness flawless in dreaming savour brief thrill of sensation arousal...
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Fioritura notturna

pioggia un inizio appena ninna-nanna stilla contro una finestra socchiusa spira movenza d’aria notturna a sollevare la tenue cortina scoprendo pelle nuda contro lenzuola scostate sprone al fiorire d’ un fremito mercuriale che stende le lunghe sue dita da polso a gomito piegato da spalla a spalla da sterno a ventre da coscia a caviglia senza riguardo per l’imperfetta fibra nervosa lesa, assolto nella tenebra senza macchia in sogno assapora breve il brivido il risveglio dei sensi     (traduzione di Angela d’Ambra)...
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Kim Clark

Malattia e desiderio, maternità e mondanità sono gli sproni dell’incessante viaggio di Kim Clark tra poesia e prosa, scena e pagina. La sua prima raccolta di narrativa, Attemptations (Caitlin Press), è uscita nel 2011 e uno dei racconti è stato scelto per un film di 90 minuti. Il suo chapbook di poesia, Dis ease ad De sire, the M anu S cript (Lipstick Press), è uscito ad aprile, 2012. Opere di Kim si trovano anche in Body Breakdowns (Anvil Press), e in Malahat Review, giornali elettronici e in altre pubblicazioni in Canada e negli Stati Uniti. La sua nuova raccolta di poesie, Sit You Waiting,  è uscita in libreria ad agosto 2012 per i tipi di Caitlin Press. Kim vive a Cedar sull'isola di Vancouver.

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Browner Shades of White

Under race/ethnic origin I check white I am not a minority on their checklists and they erase me with the red end of a number two pencil. I go to school quite poor because I am white. There is no square to check that I have no camels in my backyard, that my father does not have eight wives inside the tents of his harem or his palace or the island he bought with his oil money. My father is a farmer. My mother is a teacher. I am white because there is no square for exotic. My husband does not have a machine gun though sometimes his eyes fire anger because while he too is white, his borders have long since been smudged by the red end of a number two pencil. My friend who is black calls me a woman of color. My mother who is white says I am Caucasian. My friend who is Hispanic/Mexican-American understands my dilemma. My country that is a democratic melting pot does not. originally published in my name on his tongue, Syracuse University Press, 2012, translated with permission...
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Sfumature di bianco più scure

Sotto razza/etnia barro la casella “bianca” non sono una minoranza nelle loro liste e mi cancellano con la punta rossa di una matita numero due. Vado a scuola piuttosto povera perché sono bianca. Non c’è nessuna casella da barrare che non ho i cammelli in giardino che mio padre non ha otto mogli nelle tende del suo harem o del suo palazzo o dell’isola che ha comprato coi soldi del petrolio. Mio padre fa il contadino. Mia madre fa l’insegnante. Sono bianca perché non ci sono caselle per esotica. Mio marito non ha una mitragliatrice anche se a volte ha gli occhi che sparano rabbia perché sebbene lui pure sia bianco, da tempo la sua frontiera è stata sbavata dalla punta rossa di una matita numero due. Un mio amico nero mi chiama donna di colore. Mia madre che è bianca dice che sono caucasica. Un mio amico ispanico/messicano-americano capisce il mio dilemma. Il mio Paese, che è un melting pot di democrazia, invece no. traduzione di Verusca Costenaro...
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Handfuls of wind

This summer I caught handfuls of wind At 65 miles per hour In Kentucky And imagined That the air in my hand Was laced with orange blossom, That the billboards were not in English And that you were next to me. Your memories are piles of silk: Colorful and unraveled In a heap Like your promises I keep in a mother-of-pearl box With the turquoise earrings You gave me at birth To ward off evil. One summer I caught handfuls of wind At 120 kilometers per hour In Amman And imagined That you were not taking me To the airport so late in a night That tasted of whiskey And that you would be next to me. Your memories are photographs: Black and white On my desk Like my stories That I carry with me everyday With the turquoise ring You gave me at birth To ward off evil. originally published in my name on his tongue, Syracuse University Press, 2012, translated with permission...
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Manciate di vento

Manciate di vento Quest’estate ho preso manciate di vento 65 miglia all’ora in Kentucky immaginavo che l’aria in mano fosse adorna di fiori d’arancio, che i cartelloni non fossero in inglese e che tu mi fossi accanto. I tuoi ricordi sono pile di seta: pieni di colori e privi di nodi in un mucchio come le tue promesse che conservo in una scatola di madreperla assieme agli orecchini di turchese che mi hai regalato alla nascita per scacciare il male. Un’estate ho preso manciate di vento a 120 chilometri all’ora ad Amman e immaginavo che non mi stavi portando in aeroporto a quell’ora tarda in una notte che sapeva di whiskey e che mi saresti stato accanto. I tuoi ricordi sono fotografie: in bianco e nero sulla scrivania come le mie storie che mi porto appresso ogni giorno assieme all’anello di turchese che mi hai regalato alla nascita per scacciare il male. traduzione di Verusca Costenaro...
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