Pap Khouma –  Barbara Pumhösel – Candelaria Romero – Andrea  Sirotti –Gabriella Ghermandi – Mihai  Mircea Butcovan – Adrian  Bravi – Mia  Lecomte – Kossi Komla-Ebri– Sante Matteo – Walter Zidaric – Simona Wright – Ugo Fracassa – Erminia Dell’Oro – Christiana de Caldas Brito – Melita Richter

Raffaella Bianchi si occupa di italianistica, storia e studi culturali e si è avvicinata all’analisi della letteratura della migrazione per l’affinità di sentimenti con la sua esperienza personale di migrante. Attualmente è docente a contratto di Scienze Politiche a Suleyman Sah University a Istanbul, dove insegna anche un modulo di storia europea in lingua inglese rivolto a tutti gli studenti internazionali del primo anno che provengono da paesi asiatici, mediorientali e africani. Vive in Turchia da cinque anni e vi ha condotto una ricerca sul ruolo della musica nel movimento Occupy di Gezi Park. In precedenza ha vinto una borsa di dottorato di ricerca in storia, scienze politiche e studi europei a Loughborough University, scrivendo una tesi di storia culturale sul teatro alla Scala nel Risorgimento. Dell’Inghilterra sogna ancora le immense biblioteche e la multiculturalità esperita in università. La sua ricerca si concentra specialmente su due filoni: il ruolo della musica nella costruzione d’identità politiche e la letteratura della migrazione. Ha pubblicato su prestigiose riviste accademiche internazionali come The European Legacy e  ha contribuito alla pubblicazione di volumi sull’opera e sul concetto di identità nazionale e di genere. Viene da Milano dove, prima di laurearsi in storia con una tesi in archivistica svolta all’Archivio del Lavoro di Sesto San Giovanni, ha avuto la fortuna di fare esperienza del meticciato di minareti e campanili. Ha insegnato come volontaria, specialmente ad analfabeti al Centro Culturale Multietnico La Tenda e ha partecipato alle prime serate letterarie di “letteratura nascente” alla Biblioteca Dergano-Bovisa. Gaggianese di nascita e di origini, lombarda native speaker deve molto ai suoi amati professori del sud che le hanno insegnato che anche un istituto tecnico per la formazione di impiegate può diventare un importante luogo formativo di cultura.