Interventi

Guerra fra le vittime

Crudeli frontiere
o
dell’antisemitismo tra gli algerini

Speciale Giornata della memoria

“Ebrei e musulmani hanno un patrimonio e un’eredità comuni: la lingua araba, la filosofia, l’organizzazione dei poteri politici, il modo di concepire il rapporto con l’altro, con l’Occidente soprattutto…
Tutto ciò costituisce una struttura forte che dura ancora nell’immaginario collettivo, anche se fisicamente gli ebrei sono scomparsi dalla terra dell’Islam. Una domanda che bisognerebbe necessariamente esplorare.”

Benjamin Stora(1) – il quotidiano algerino El Watan 23-01-14

Quando le vittime si fanno la guerra e discolpano il loro carnefice comune

L’antisemitismo degli algerini fa pensare al comportamento della gallina che – in un famoso esperimento etologico – è stata rinchiusa all’interno di un cerchio tracciato con un gesso bianco! Frontiera dalla quale le è stato poi impossibile uscire.
La gallina in questa metafora sarebbe berbericus (l’uomo algerino), l’etologo sarebbe il colonialismo francese e la frontiera tracciata da quest’ultimo sarebbe quest’odio (artificiale) che hanno gli uni verso gli altri, algerini ed ebrei…
In questi ultimi giorni berbericus si è scoperto improvvisamente preda di un interesse per l’uomo ebreo, e di conseguenza si è sentito come investito dalla missione divina di dover esaminare e giudicare due uomini di cultura per il rapporto che hanno con gli ebrei : si tratta del comico francese Dieudonné M’bala M’bala (di presunta origine cattolica) e dello scrittore algerino Sansal Boulam (2) (di presunta origine mussulmana).

Ma a berbericus giudicante non importa la confessione della persona da giudicare: il suo unico criterio sembra essere l’atteggiamento delle persone verso gli ebrei.
Infatti egli distribuisce lodi per colui che è ostile ad essi, Dieudonné, e dei “vada all’inferno!” per colui che simpatizza con loro, Sansal.

Il caso di questi due uomini di cultura mi ha portato a riflettere più a fondo sull’ostilità che caratterizza i rapporti tra gli israeliani e i vari popoli del mondo detto arabo-musulmano.
Ma con quali criteri berbericus giudica? Semplicemente con quegli stessi criteri che i suoi intellettuali usano per pensare Israele e gli ebrei!
Questa stranezza da parte di berbericus non dovrebbe stupirci però, perché lui è sempre stato ossessionato dall’uomo ebreo, fin dai tempi immemorabili.

Si tratta di un’ossessione che lo ha accompagnato corrompendogli la mente e la sensibilità già fin dagli albori della sua cristianità, passando per la sua islamicità – soprattutto nel periodo dell’occupazione ottomana – per raggiungere il suo culmine durante l’occupazione dell’Algeria da parte dei francesi.
E quando berbericus ebbe finalmente la sua indipendenza, quando cioè non aveva più l’urgenza di pensare alla sua sopravvivenza, egli ritornò alla sua ex ossessione!
Infatti, per istigazione dei suoi governanti in mancanza di legittimità ma brillantemente furbi (pari in ciò ai loro cosiddetti fratelli arabi o musulmani) berbericus dimenticò i suoi veri carnefici, i colonizzatori, e i disastri umani, culturali, economici, psicologici e sociali che hanno provocato nel suo paese, nella sua lingua, nella sua storia, nella sua memoria, nella sua organizzazione sociale, nella sua persona…

“Chi sono gli arabi che minacciano Israele?” Si chiede Suheil El Khalidi(3) nel quotidiano algerino Echourouk online del 28-01-14 e si risponde “È noto che i palestinesi, anche nel culmine della loro lotta negli anni settanta del secolo scorso, non hanno avuto dai paesi arabi, in sostanza, che un sostegno emotivo verbale, quindi vano.
Anzi la maggior parte dei paesi arabi ha avuto e continua ad avere rapporti con Israele in segreto e in pubblico, direttamente e indirettamente; dov’è allora questa minaccia a Israele?”
Ecco un’altra fonte da dove sgorga questo cretino ma nondimeno vergognoso antisemitismo che copre gli algerini di ridicolo.
Quindi, in mancanza di legittimità, alcuni dei nostri governanti hanno dovuto ricorrere all’istigazione all’odio confessionale, metodo tipicamente colonialista, per avere consenso.
E così, facendo il gioco degli antisemiti per eccellenza (gli ex o neo-colonialisti), essi ci brandiscono il problema della Palestina come pretesto “valido e molto convincente” inducendoci a proiettare tutta la nostra malvagità e la nostra miseria sugli ebrei.

Berbericus non sa che la fonte del suo male e della sua miseria non gli viene da Israele, bensì da questa complicità contro-natura tra i suoi governanti, vittime vinte e sottomesse, e i parassiti imperialisti che li dominano coi ricatti, con le minacce, coi discorsi mistificatori​​, coi droni, con le bombe…
Sono convinto che l’antisemitismo degli algerini non ha consistenza: è una polvere di mistificazione soffiata nei nostri occhi da parte degli strateghi dell’impero e dei suoi vassalli per distogliere la nostra attenzione dalle loro opere di distruzione e di bordellizzazione del mondo musulmano ai fini di asservirlo ancora di più, di saccheggiarlo e di privarlo dalla sua umanità.
Sì, sia Israele che i paesi cosiddetti musulmani (arabi in testa) sono vittime di quella grande ed infame congiura per opera del grande rapace che è l’impero.
In parole semplici, entrambi questi gruppi confessionali antagonisti (mussulmani e ebrei) sono semplici strumenti nelle mani dell’impero per i propri interessi.
Ma questi due blocchi, in guerra loro malgrado, si prestano a questo gioco di distruzione e di saccheggio per predisposizione, oppure sono costretti a farsi una guerra minima per evitarne una totale che l’impero sarebbe pronto a muovere nei loro confronti?
In altre parole, questi fratelli nemici trovano il loro tornaconto in questa guerra minima e ci si prestano quindi quasi volentieri, oppure sono complici in questa autodistruzione loro malgrado?
In realtà sono costretti a fare questo lavoro sporco di gendarme gli uni nei confronti degli altri. Diversamente essi avrebbero da rendere conto ai loro carnefici e dominatori, gli imperialisti, che nel caso d’infrazione sanno punire gli uni e gli altri con misure adeguate
Ad esempio, se gli israeliani non obbediscono agli ordini dell’impero, l’impero non esiterà a punirli e non darà loro nemmeno il tempo di fare i bagagli e fuggire.
Perché in quel caso di disobbedienza l’impero non esiterà ad incitare le orde anti-israeliane – da lui coltivate ​​con cura come coltiva l’odio tra le due Coree, tra Iraq e Iran, tra serbi e bosniaci, tra gli abitanti ebrei e arabi della Palestina, tra la Siria e l’Arabia Saudita… – per farli sbranare e divorare vivi…
Frattanto gli imperialisti staranno là ad aspettare solo il momento propizio per raccogliere il bottino confiscando i beni e le ricchezza degli uni (gli israeliani cacciati e perseguitati) e facendo pagare gli altri (arabi musulmani adoperati come inerti strumenti di questa caccia agli ebrei).
Israele, in quanto paese democratico, non potrebbe accettare una tale macchia. E ciò checché si dica del suo comportamento nei confronti dei palestinesi… ma questa è un’altra storia.
No: in quanto popolo forgiato dal monoteismo hanif, puro, di Abramo e dalle leggi giuste di Mosè e avendo contribuito alla creazione dei più grandi valori umani già fin dall’antichità, sino a Ben Maimoun (Maimonide)(4), Spinoza, Karl Marx, Freud, Arendt, Einstein e tanti altri grandi donne e uomini di cultura e di genio…
Israele non si sarebbe lasciato trascinare in questa guerra ai palestinesi se non fosse stato costretto con dei ricatti e delle minacce concrete.
Esso sa che lo spettro dello sterminio abita ancora tra le anime dei sopravvissuti e pende ancora come la spada di Damocle sulla testa di ogni ebreo…
Lo fa quindi e cede al ricatto e ad alcuni (gli antisemiti soprattutto) sembra che lo faccia con gioia, di cuore! Mentre si vede palesemente che esso è costretto a subire, a marciare, a calpestare i propri valori umani, affinché non si ritrovi ancora una volta calpestato dagli stivali dei neocolonialisti eredi dei fascisti, dei nazisti e di altri collaborazionisti.
E poi, dove potrebbero andare gli ebrei se venissero cacciati via dalla Palestina? Tutto sommato, volenti o nolenti, gli ebrei sono stati accettati dai palestinesi, forse a causa o in virtù della legge del sangue: i semiti non possono ch’essere solidali con i loro fratelli semiti.
Potrebbero forse tornare in Europa che di nuovo spalancherebbe loro le porte delle persecuzioni, dei pogrom e delle Shoa?

Per quanto riguarda gli arabi e i musulmani, anche se sono esclusi o resi incapaci di contribuire al discorso sui grandi ideali umani, essi continuano ad essere di grande aiuto, garantendo ai loro padroni e predatori:
-carne da cannone,
-servi e colf per i loro anziani e i loro cani,
-raccoglitori delle loro immondizie,
-fornitori di bambini per arginare l’invecchiamento e la sterilità delle loro società morenti, in via di estinzione,
-fornitori di organi come pezzi di ricambio organici,
-cavie per testare le loro nuove armi, le loro nuove sostanze chimiche e altri veleni e raggi letali da creare…
L’unico e più grande nemico dei popoli oppressi in generale e degli ebrei in particolare è l’imperialismo: le potenze predatrici, gli ex e neo-colonialisti più gli Stati Uniti d’America.
Israele non è che una vittima fra tante altre di questo verosimile impero del male, terribile club della distruzione e della predazione.
Dal momento che il male non ha niente di una costruzione retorica vuota, esso deve avere una sostanza e un volto.
Tutto si può camuffare, tranne il dolore. E infatti il male è il dolore gratuito e spietato che le potenze predatrici infliggono inesorabilmente e spietatamente ai popoli pacifici o che hanno la “tara” d’essere pacifici.
Israele non è dunque che l’ennesima vittima di questo terribile impero del male, che è questa lega degli ex e neo-colonialisti.
Si tratta di un male progettato e realizzato esclusivamente da paesi convenzionalmente genocidi, schiavisti, colonialisti e fascio-nazisti:
-Inghilterra e Francia in testa, con gli Stati Uniti che le hanno superate strappando loro la leadership in merito, ma non la virulenza naturalmente;
-Spagna, Belgio, Olanda e Portogallo… anche se danno l’impressione d’essere spenti come antichi vulcani, la loro crudeltà e la loro indecenza furono senza limiti;
-l’Italia, ovviamente, non dobbiamo dimenticare le sue avventure africane e le sue leggi razziali;
-la Germania che, con il nazismo, aveva superato ogni limite, ma che fu sconfitta per fortuna grazia alla ragione e al pesante sacrificio dei Giusti e degli innocenti;
-gli erdoganiani (da Erdogan, il premier turco) – sì, anche loro! – nostalgici per l’impero ottomano che aveva venduto vilmente il mondo arabo, dopo essersene servito a sazietà e dopo averlo schiacciato per secoli;
-l’Australia infine – non dobbiamo dimenticare che anch’essa fa parte di questo club del terrore storico -: ricordiamo la sua implicazione nelle manovre di destabilizzazione del Pacifico, l’esempio del falso problema di Timor Est, tra altri interventi e complicità nelle guerre che l’impero muove ai dannati della terra.
Per quanto riguarda le altre potenze, esse saranno una specie di rifinitura per questo grande spettacolo macabro: sono complici loro malgrado e preda al ricatto, per paura, per vigliaccheria, per ignoranza, per alienazione, per servilismo, per torpore o per sconfitta…
Naturalmente ci sono anche, all’interno di queste nazioni terroristiche e guerrafondaie, dei cittadini e dei governi giusti, vale a dire lucidi e impegnati contro la natura malvagia dei loro paesi, ma purtroppo è il male che prevale e prende il sopravvento.

Lettera al comico Dieudonné
Cosa? è dunque vero?!
Lei vuole venire in Algeria per esibirsi e per distillarvi il veleno delle sue parole contro gente innocente?!
No, signor Dieudonné, in questo caso lei è una persona non grata. Malvenuto a lei! Non venga a casa mia, io non l’accetterei.
Sarebbe meglio rimanere nel suo paese, la Francia, patria delle tradizioni rivoluzionarie e certamente résistenziali, ma anche colonialiste e collaborazioniste.
Come se mancassero i problemi in Algeria o come se essa non soffrisse già abbastanza per i propri antisemiti che s’ignorano!
Oppure, se lei vuole, noi l’accoglieremo a braccia aperte, signor Dieudonné, ma non approfitti della nostra ospitalità per ridere sulla pelle e la sofferenza degli ebrei.
“Ma io sono antisionista!” dice lei per difendersi?
No, noi non glielo permetteremo, qualsiasi sia il nome che lei cercherà di dare agli ebrei per nascondere il suo odio gratuito verso di loro…
No, Signore, gli ebrei sono più vittime che carnefici. Sono vittime anche loro quanto lo è lei stesso.
Se invece accetta di ridere e di farci ridere delle imbecillità degli imperialisti e neo-colonialisti, allora benvenuto a lei e a tutti gli artisti e uomini giusti…
Ma onestamente, sia giusto nei confronti degli ebrei che lei chiama sionisti!
Lei sa, istruito e illuminato come è, che il termine “sionista” non è più offensivo: per la forza della storia e l’evoluzione della semantica, questo termine ha visto scivolare il suo significato per generalizzazione e ora fa riferimento alla parola ebreo.
E se lei ha dei conti da regolare con coloro che la provocano, che la montano come un orologio (gli imperialisti e neo-colonialisti e i loro vassalli), si attacchi piuttosto a loro che sono l’origine del male di cui soffrono i dannati della terra.
Non soccomba alla sua cecità, non se la prenda con tutto un popolo. Non entri nel gioco sporco e crudele dei colonialisti: cerchi piuttosto di rispettare i nostri fratelli ebrei denunciando i veri responsabili delle nostre e loro disgrazie e miserie!
Si attacchi agli imperialisti, veri criminali contro l’umanità, che, per sembrare innocenti, non esitano a gettare nel fango e nei roghi genti e popoli innocenti seminando discordia tra di loro e innescandovi guerre infinite, spietate, senza quartiere: le guerre tra le vittime.
Denunci questi criminali e mistificatori che gettano polvere nei nostri occhi per distoglierci dalle loro manovre infernali contro il dannati della terra che siamo.
Questi provocatori, i suoi provocatori signor Dieudonné, hanno un nome e un cognome chiari e inconfondibili: essi si chiamano imperialisti, ex e neo-colonialisti, le cui vittime sono appunto
–   Dieudonné se stesso,
–   la Palestina,
–   il resto dei dannati della terra,
–   e, naturalmente Israele e tutti gli ebrei sionisti (o non)!
Sì – per quanto inverosimile ci possa apparire – Israele è una grande vittima di questi diavoli dell’inferno che sono gli imperialisti.
Sì, Israele è la vittima che gli imperialisti continuano a ricattare e a utilizzare a proprio vantaggio e a svantaggio degli israeliani e degli ebrei in generale.
Questi rapaci senza fede né legge imputano ignominiosamente a Israele tutte le loro colpe e tutte le loro sporcizie morali per nascondere la propria responsabilità nella caotizzazione del mondo.
Caotizzazione che aveva preso come punto di partenza
–         i massacri dei musulmani durante le Crociate,
–         la cacciata degli ebrei e dei musulmani dalla Spagna cattolica,
–         il genocidio degli amerindi e il massacro delle loro civiltà durante la conquista dell’America,
–  la tratta dei neri durante i quattrocent’anni di schiavitù,
l’annientamento degli aborigeni durante la colonizzazione dell’Australia,
–  la colonizzazione infernale di altri popoli innocenti,
–  e infine le recentissime bordellizzazioni dei soliti oppressi chiamate sarcasticamente primavere arabe!…
–  frattanto i colonialisti predatori non hanno mai smesso un giorno durante tutti questi secoli di perseguitare gli ebrei per sboccare infine nella shoah. Un orrore brevettato (exclusivly made) da parte di questa Europa dell’ovest, a cui aggiungiamo la sua recente propaggine, gli States.
La Shoah è una delle grandi tragedie inflitte all’uomo dal suo fratello uomo per l’unico piacere di dominarlo e di accaparrarsi dei suoi beni.
Questi rapaci, questi cannibali della civiltà, credono di darsi importanza, de la Grandeur, umiliando coloro che per un motivo o un altro si sono trovati umiliabili, colonizzabili direbbe il sociologo algerino Malek Bennabi, buoni da escludere dall’umanità e dalla storia.
Sono loro, gli imperialisti, ex e neo-colonialisti, che ora cercano di farci credere, a noi gli stupidi inculati della terra che l’inferno è Israele, sono gli ebrei, sono i sionisti…!
E se Israele non osa denunciare questo ricatto è perché ha una paura terribile di cadere in disgrazia e di ricadere di nuovo tra le grinfie di questi suoi carnefici imperialisti.
Gli ebrei d’Israele hanno  paura di perdere la Palestina (per opera dei loro carnefici e ricattatori) e di essere ri(de)portati in Europa di nuovo verso nuovi campi per un nuovo orrore…
E allora ci sarà qualcuno a salvarli dalle grinfie dei loro aguzzini, gli imperialisti ex e neo-colonialisti il cui fascismo e nazismo costituiscono una loro seconda natura ?
Ritorno a lei, signor Dieudonné per dirle questo: Sì, noi potremmo accoglierla a braccia aperte, ma cerchi di portarci gioia, risate e amore.
Ne abbiamo davvero bisogno…
Onestamente, è ciò che manca a noialtri, i dannati della terra : i nostri oppressori imperialisti e neo-colonialisti li hanno uccisi in noi. Ci hanno regalato solo morte e pianti.
Ed è proprio a causa di questa mancanza di gioia, di risate e di amore che siamo rimasti – e rimarremo per quanti lustri o secoli ancora? – gli infelici della terra; preda indifesa di questi spietati e insaziabili predatori ex e neo- colonialisti.
Personalmente io sono contrario alla sua venuta in Algeria, signor Dieudonné, per montare uno dei suoi spettacoli dove vuole deridere la sofferenza degli ebrei che lei chiama sionisti.
Questo è uno spettacolo che ferisce il popolo ebraico e non solo il popolo ebraico poiché esso non mancherà di offendere tutti i Giusti che rispettano i popoli indipendentemente da quello che sono. Lei ha il diritto di attaccare le persone, ma solo coloro che appartengono alla sfera pubblica, e solo nel caso dimostrino di essere colpevoli di qualche mediocrità morale… anzi sarebbe il ruolo e la responsabilità di ogni comico o artista impegnato quello di prenderli in giro.
Quanto ai loro presunti reati (reati di queste persone da ridicolizzare) lei, signor Dieudonné, deve girarne il dossier alla giustizia.
Ed è giusto che sia così… E soltanto allora sarà il benvenuto in Algeria.
Mi dispiace per lei anche se, a giudicare dai video che girano su youtube, lei è un grande comico, ma la sua ingiustizia verso gli ebrei deve essere inaccettabile.
Se invece continua ad insistere, io l’accuso di essere irrispettoso degli altri e in questo caso non parli a nome mio.
E comunque, non pensi di poterci far ingoiare, con le risate che ci può provocare, la sua pretesa d’essere più onesto, più buono e più intelligente di queste persone che lei prende in giro e stigmatizza tanto da farne dei demoni .
L’Algeria ufficiale non dovrebbe dare rifugio al suo spettacolo che incita all’odio. Perché l’Algeria è amica e solidale coi popoli innocenti. Non ha nulla a che fare con i loro aguzzini.
In caso contrario, la prego di rimanere nel suo paese, la Francia… dove lei sarebbe comunque considerato e aiutato meglio che da noi in Algeria.
Sappia che è un’Algeria che, pur essendo nel pieno inferno dell’occupazione e dell’indigénat, non aveva dimenticato i suoi figli ebrei e li aveva difesi contro i fascisti e i collaborazionisti durante il regime di Vichy.
E lei si aspetta adesso da questa stessa Algeria d’esserle complice nella sua cultura di odio e d’ingiustizia? Ma qui, francamente, lei ignora assai che l’Algeria ha una dignità!
Sappia che se le orde dei dannati le cantano le lodi sul web è perché credono di trovare nelle sue parole dei rimedi per rinfrescare la loro sete di vendetta contro i loro aguzzini, l’impero e i suoi vassalli e concubine.
E lei sbaglierebbe assai se si mettesse a credere nella loro sincerità: quelli sarebbero i primi a scaricarla con calci in culo non appena i loro padroni e carnefici, i mistificatori, decideranno di disinteressarli al suo ignobile commercio.
Lei scoprirebbe allora che la solidarietà di costoro nei suoi confronti non è stata costruita su una solida base di conoscenza e di giustizia.
Scoprirebbe allora che sono stati manipolati come degli incoscienti o degli stolti.
Dopo tutto, qualunque sia il nostro livello d’evoluzione e di sviluppo morale, noi algerini non potremo mai essere più civili e più tolleranti dei francesi.
Perché allora dovremmo credere che possiamo essere più aperti e più tolleranti nei suoi confronti di quanto lo siano i francesi?
I francesi che hanno censurato il suo spettacolo sospetto hanno ragione di farlo. E lei deve essere loro grato, perché dire le verità a gente come lei, signor Dieudonné, in modo un po’ brutale guardandola dritto negli occhi, non è necessariamente una cosa negativa. Anzi è un modo di volerle bene, tanto bene.
E penso che la reazione dei francesi giusti (governanti e governati) sia un modo di aiutare quest’anima smarrita, lei signor Dieudonné, a ritrovare la via dell’umiltà, a ritrovare la sua umanità.
Gli algerini devono conoscere i loro veri amici: i Giusti… perché coloro che ci fanno ridere non sono sempre necessariamente buoni amici e, forse, non sono affatto amici..
Dieudonné, se davvero lei è capace, ci faccia ridere delle nostre stupidaggini non delle miserie degli innocenti.
Vedrà allora che la ameremo e la accoglieremo… altrimenti è meglio restare dove è… non starebbe che meglio.
Non ci sono piaciuti quelli che hanno preso in giro la nostra cultura e i nostri simboli sacri con la scusa della libertà d’espressione – si ricorda le vignette razziste sul profeta dell’Islam? – perché dovremmo amare coloro che prendono in giro gli altri, la loro cultura e i loro simboli sacri e la loro dolorosa memoria?!

Solidarietà con Boualem Sansal

Il nostro scrittore ha ragione non solo quando egli sostiene le sue idee “scellerate” ma anche e soprattutto quando le dice con chiarezza e con coraggio.
E chi ha detto che l’amicizia o la solidarietà con gli ebrei – che sono i nostri fratelli per noi semiti per la loro carne, il loro sangue, la loro lingua e il loro monoteismo – dovrebbero essere proprietà privata dei francesi, degli italiani o dei tedeschi (gli stessi che soltanto ieri erano fascisti e nazisti, persecutori e sterminatori degli ebrei)?
Ho detto nel mio blog e, prima ancora, alla mia coscienza, e lo ripeto ancora qui in questo scritto: per quanto mi riguarda, il problema degli algerini in particolare – e in questo io sono completamente d’accordo con Sansal – non è causato da Israele, ma dagli imperialisti colonialisti con la complicità di alcuni dei nostri goumiya(5) traditori per ignoranza, per opportunismo o per codardia e servilismo.
Credo che il signor Sansal sia arrivato anche lui a questo risultato; e solo un deficiente ingrato, un Ingiusto, non riesce a raggiungere una conclusione del genere.
Quindi, onestà intellettuale obbliga, Sansal ha voluto condividere con noi questo suo bisogno di essere onesto e giusto con gli altri, gli ebrei in questo caso.
Perché quest’odio verso gli ebrei, noi non l’avevamo sempre avuto come musulmani o arabi, anche se ci fosse stata qualche ostilità tra le due comunità attraverso la loro storia comune; ostilità dovuta principalmente al fatto che ebrei e arabi sono appunto due comunità semite diverse.
Ma la differenza non crea l’ostilità soltanto, tranne naturalmente tra i barbari: la differenza in mezzo a gente onesta, lucida e giusta significa anche e soprattutto l’opportunità per la complementarietà e la solidarietà tra individui diversi.
Infatti se noi andiamo a scrutare tutti i rapporti che i musulmani e gli arabi hanno avuto e hanno con le altre comunità con cui hanno convissuto e convivono tuttora, ci renderemo conto che la natura di tali rapporti è sempre stata ed è caratterizzata dalla differenza.

Non c’è qui niente di strano: dopo tutto possiamo essere diversi noi stessi da noi stessi a seconda che abbiamo due anni o vent’anni; figurarsi i popoli – la cui età si misura in secoli e millenni – che navigano nel fiume immenso della storia ricevendo ad ogni momento della loro vita diluvi di esperienze storiche varie e inedite…
Prendiamo l’esempio degli sciiti e dei sunniti : queste due grandi comunità mussulmane si amano forse tra di loro?
E i cristiani arabi con gli arabi musulmani ?
E i Bouteflikisti coi loro avversari politici?(6)
E che dire dell’infinità dei gruppi etnici e delle fazioni politiche e culturali che costituiscono il mondo cosiddetto mussulmano?
A proposito di Boualem Sansal, un internauta algerino dell’importante forum Algérie-patriotique scrive:
“Con ciò, lui ci trova il suo tornaconto, e non ha nessun problema a pubblicare i suoi libri in tutta Europa e in America.
(Sansal) è come Hammoudi Daniel(7) ( Dany Boon ) che si è “convertito” al giudaismo, e subito dopo, i media francesi hanno fatto del suo brutto telefilm “Bienvenue chez les Ch’tis”(8), il più grande successo della storia del cinema francese, a furia di fargli la propaganda in tutti i canali, i giornali, ecc.”
E l’internauta algerino, come rappresaglia contro lo scrittore Sansal, raccomanda “il boicottaggio totale” perché secondo lui “Sansal non è più algerino ma l’ennesima prostituta dell’estero, residente all’estero, attivista per delle cause straniere, e vendendo le sue opere a degli stranieri.”
Un ricatto emotivo, nient’altro!
Infatti questo internauta, non ha inventato l’ipotesi della “prostituzione” degli uomini di lettere nelle corti ebraiche o sioniste in cerca di pubblicazione. No.
È un ricatto che è diventato un deterrente per richiamare all’ordine gli uomini e le donne contrarie a questo codice di odio, a quest’apologia della ingiustizia.
I fautori di una tale teoria fanno pensare che gli ebrei siano troppo stupidi per poter distinguere i veri amici dai falsi!
I fautori di questa teoria fanno pensare che gli ebrei sono degli ignoranti cultori della mediocrità, dato che essi sarebbero disposti a pubblicare qualsiasi inezia purché l’autore li lusinghi dando loro una pacca sulle spalle e dichiarando d’essere il loro miglior amico!
I fautori di una tale teoria ignorano che gli ebrei non si assomigliano a noialtri (stirpe di berbericus berberofono o arabofono che sia) irrazionali ed emotivi.
Ignorano, questi teorici del male e dell’odio, che gli ebrei sono – a differenza di noi – troppo razionali e troppo onesti per comprare l’affetto e la simpatia delle persone.
Se li ami e li rispetti – uguali in questo al resto degli esseri umani – loro ti amano e ti rispettano. E se li disprezzi, loro hanno il diritto di darti il resto con la tua stessa moneta…
Una cosa è certa: li puoi anche adorare quanto vuoi e puoi, come dèi, essi non ti crederanno mai. Perché sanno che si può fare a meno dei servi e leccaculo. Sono troppo dignitosi e intelligenti per comportarsi come il corvo della favola.
“Facendosi l’avvocato di Israele” – scrive R. Mahmoudi(9) – “l’autore del “Village allemand”, Boualem Sansal, ribadisce la propria fedeltà alla lobby sionista che domina tutti i settori dell’editoria, soprattutto in Francia dove lo scrittore algerino pubblica i suoi romanzi, in un momento in cui gli artisti francesi lottano contro l’egemonia di questa lobby nel loro paese.”
Personalmente non vedo in queste parole di Mahmoudi – purtroppo (!) – che parole di odio assurdo contro delle persone innocenti.
Inoltre ci vedo la proiezione dei mostri dell’autore su una vittima designata, l’ebreo.
Vittima designata naturalmente dagli imperialisti/colonialisti, eredi dei fascisti e nazisti d’ieri.
Ma Sansal non può o non deve forse avere un’opinione politica personale e autonoma?
Non ha forse il diritto e la dignità di fare bene il suo mestiere di scrittore e il suo spartito di uomo rispettabile?
Boualem Sansal, dovrebbe veramente leccare gli stivali a qualcuno per farsi pubblicare?

E allora che i suoi denigratori smettano di chiamarlo scrittore, dal momento che lo stanno accusando d’incompetenza, di parassitismo e d’impostura!
Non è questa forse una grande contraddizione da parte dell’autore di questo articolo, R. Mahmoudi?!
Signor autore di questo articolo, sarebbe forse meglio approfittare della sua posizione di intellettuale – che lei, a differenza del denigrato signor Sansal, non ha bisogno di ricorrere agli ebrei per essere pubblicato – per orientare i suoi lettori e educarli al rispetto per gli altri, tutti gli altri, ivi compresi gli ebrei.
E se lei stesso, signor R. Mahmoudi, essendo magari sotto l’effetto di qualche sostanza, di qualche cecità o di qualche ricatto – dovesse odiare così tanto gli ebrei, faccia come il signor Sansal : Cerchi di essere se stesso, di essere onesto, di essere rispettoso e coraggioso.
Avere una sua rubrica in questo bellissimo forum che è Algérie-patriotique è una grande responsabilità e il modo in cui si comporta può fare di lei un Giusto da rispettare se lei rispetta gli altri o una persona ingiusta, esecrabile quindi…
Veda lei e scelga.

 Una parola per un altro internauta algerino di Algérie-patriotique

Non è detto che sia facile capire queste regole basilari della buona cittadinanza (se mai sarà possibile a berbericus di capire qualcosa) e  sottoscriverle dunque.
Del resto è naturale: se Dio ci ha messi in questo mondo per cercare di capirci fra di noi, non è detto da nessuna parte che noi ci possiamo arrivare…
“Ma tu” mi ha scritto un altro internauta – “hai il diritto di esprimere la tua opinione anche se essa non ci piace, ma non hai l’obbligo di convincerci o di indirizzarci…”
E non cantare vittoria, caro internauta! Non assumere quest’aria altezzosa da vincitore detentore di verità… a meno che tu sia ancora giovane e inesperto, perché rischi di non trarne che delusioni e mortale depressione.
Nel mondo delle idee, tutto è tentativo per non dire ERRORE … e sono appunto questi tentativi che alcuni fra di noi, per vanità, osano chiamare Verità.
Credi forse di sdoganarti così, sputando su di me in più un’inutile e stupida lezione di morale?
Pensi di esonerarti dopo avermi insultato, per il solo fatto di credere che avevi ragione o che eri una sorta di Mahdi Mountadhar(10) ?
Ti sbagli alla grande: hai fatto al contrario un immenso torto all’Islam, questa innocente religione che credi di amare e che ha la sfortuna di cadere su tipi come te…
Torno quindi ad insistere e dire che gli ebrei e i dannati della terra sono purtroppo rispettivamente carnefici e vittime gli uni degli altri: essi sono strumenti di attualizzazione di quest’odio artificiale (tra ebrei e musulmani) docili e inconsci nelle mani dei soliti ed unici beneficiari che sono gli imperialisti nostalgici delle colonie perdute, francesi in testa.
Ma sii onesto con te stesso: pensi davvero che gli ebrei di Israele avrebbero accettato di vivere in un stato di guerra continuo con il popolo palestinese, se essi non ci fossero stati costretti?
Io non ci credo e cerco con tutta la mia coscienza di attirare l’attenzione degli algerini sul fatto che Israele (e tutte le israelerie) è solo fumo gettato nei nostri occhi dai colonialisti imperialisti, nostalgici delle colonie perdute (francesi in testa), affinché non possiamo vedere le loro opere distruttive che proseguono il loro cammino fino a questo momento stesso.
Io mi considero semplicemente un anti-imperialista : combatto, tra altre miserie della mente, l’idea imperialista che vuole fare di noi algerini un popolo anti-ebrei per natura(!) mentre è nostro dovere non esserlo se vogliamo essere giusti di fronte a noi stessi, di fronte a Dio, di fronte agli uomini!
Io sono un uomo che cerca di essere giusto coi miei simili, indipendentemente dal loro colore o dalla loro religione, come Dio, la giustizia e la mia coscienza raccomandano.
E se, così facendo, sbaglio, è la prova che io umano sono e umano rimango. Ma la mia consolazione è che cerco sempre di correggere me stesso.
E poi se penso di essere sulla retta via, non so perché devo cercarne altre… dopo tutto io non sono una pecora!
E non è patriottismo quello che alcuni nostri concittadini costruiscono sulla l’ingiustizia, a danno degli ebrei, quando non solo dimostrano di odiarli e d’istigare gli altri ad odiarli ma di applaudire coloro che li danneggiano insultandoli e calunniandoli.
Quanto a me, se sono incapace di amare l’Algeria e gli algerini, quale cosa o quale persona posso amare in questo mondo? Nemmeno me stesso…
Infine caro internauta, vorrei ringraziarti per avermi dedicato un po’ del tuo prezioso tempo, ma dal momento che nel tuo scritto ci sono stati insulti e ingiustizie, non lo faccio. Non lo faccio per non incoraggiare l’ingiustizia e la mediocrità.
Paradossale berbericus : generoso qui, ingiusto là!
Ma si vede che quando berbericus si fissa sugli ebrei e sul loro presunto complotto sionista anti-islamico e anti-arabo, dimostra che egli non comprende nulla della storia, del rispetto per gli uomini e dei rapporti tra gli individui e popoli …
Da un lato si mostra più che generoso, più aperto e più solidale con il comico francese Dieudonné!
Dall’altro lato con il suo concittadino Sansal si dimostra arido e spietato come gli umiliatori e gli sterminatori dei popoli innocenti!
Il colmo è che berbericus non trova niente da fare che calunniare il suo concittadino Sansal che ha commesso il “reato” di essersi fatto amico degli ebrei!
Se questa confusione mentale di berbericus (dovuta certamente alla sua ignoranza storica) significa una cosa, questa cosa non sarà tutta anti-semitismo, ma piuttosto una specie di Auto-disprezzo!
In realtà, visto da vicino, il paradosso è solo apparente : berbericus odia la sua dimensione semitica quando dice di amare colui che insulta gli ebrei e di odiare colui che li rispetta.
L’antisemitismo in homo berbericus prende la sua origine in questo auto-disprezzo che sembra una seconda natura nei popoli ex-colonizzati.
Questo disprezzo di sé è l’unico reale bottino di guerra (strappato?), grandioso insegnamento, inculcato in berbericus dai colonialisti.
L’antisemitismo in berbericus gli viene da questa situazione assurda e contorta che il giornalista Kamel Daoud(11) cerca di spiegare in questi termini:
“Ed è affascinante quest’indifferenza dell’algerino nei confronti di se stesso, della sua gente e della sua terra. Come una dismissione. Forse di più: un rifiuto, un esilio statico, un ritiro dietro lo sbarramento e l’insensibilità.”

L’antisemitismo in berbericus è quindi una forma di auto-disprezzo: egli si odia attraverso colui che lo rappresenta (Sansal).
Abbiamo visto sopra come egli si ama attraverso il comico Dieudonné, il suo denigratore che lo odia e odia il suo fratello ebreo.
Così berbericus si odia attraverso colui che lo rappresenta e si ama attraverso colui che disprezza chi lo rappresenta…
Quanto è complicato, sto berbericus, nevvero?!
Forse non sa che, così facendo, egli non fa che difendere con denti e artigli il suo status di colonizzabile: nel suo zelo di servire, egli potrebbe e vorrebbe essere più boia che il boia stesso!
Non sa che così facendo egli discolpa i suoi carnefici, i colonizzatori, veri responsabili della sua miseria e della miseria degli altri dannati della terra!
Così, sdoganati e assolti, i suoi carnefici appaiono sotto la splendente luce dei “cavalieri senza macchia”, per usare un’espressione di Noam Chomsky, il famoso linguista e politologo statunitense noto in tutto il mondo.
Purtroppo, come dice lo psicologo americano contemporaneo Peter Grey “I piccoli del leone e di altri predatori giocano a correre, e inseguire e a saltarsi addosso, mentre i puledri delle zebre e delle altre prede giocano a schivare e a fuggire.”
“Ma” potrebbe obiettare una mente scettica “se non c’è davvero fumo senza fuoco, da dove viene fuori questa allergia di berbericus per gli ebrei/sionisti?”
L’antisemitismo di berbericus è un antisemitismo passivo: esso è causato dalla sua paura degli ebrei che i colonialisti – con la complicità più tardi di alcuni governanti autoctoni – hanno sempre presentato e descritto come un orco astuto (essere settut, è appunto una parola dialettale dell’est algerino per dire furbo. Ed è una parola che si usa purtroppo nei confronti degli ebrei!), mentre sono i colonialisti stessi ad essere quell’orco non solo furbo ma tremendamente crudele e mistificatore.
Sia per i colonialisti, ex o neo, che per gli ingannati governanti locali, questo “orco” serve come spaventapasseri per tenere buoni i popoli da loro dominati e distrarli dal capire le vere cause della loro disgrazia, vale a dire la responsabilità degli stessi colonialisti.
L’antisemitismo in berbericus è quindi un antisemitismo passivo, ma ciò non gli garantisce nessun’innocenza né lo esenta da alcuna responsabilità morale…
Il suo antisemitismo è più maleducazione e ignoranza passiva che desiderio attivo o volontà di danneggiare o ferire.
Il suo antisemitismo – che è certamente da condannare fermamente ma allo stesso momento è da capire e correggere con indulgenza – è diverso da quello attivo, scientifico, sistematico dettato dall’arroganza contro un popolo indifeso e innocente che ha l’unico difetto “mortale!” di essere vivo e di voler vivere con dignità e libertà.
Il suo antisemitismo, tutto sommato, è diverso da quello dei nazisti, fascisti e collaborazionisti di Vichy in particolare.
Quando nel 1870 lo stato colonialista francese aveva emesso il decreto Crémieux che concedeva la nazionalità francese agli ebrei d’Algeria negandola nel contempo ai loro fratelli musulmani, gli ebrei avevano mostrato una grande resistenza. Si erano opposti prima perché era un’assimilazione e in sé una grande umiliazione, poi (inizialmente) non solo perché il decreto escludeva i musulmani dai vantaggi di essere dei “cittadini”, ma anche perché esso escludeva gran parte degli ebrei stessi : gli ebrei dei quartieri urbani miserabili e quelli che vivevano nelle povere zone rurali (si veda a questo proposito il romanzo storico di Pierre Freha(12) , Le vieil Alger).
Naturalmente il resto della comunità ebraica non tardò poi ad unirsi alla nuova condizione sociale dei loro correligionari.
Quelli fra gli ebrei che erano contro questo decreto sapevano che la Francia mirava allo smembramento del popolo algerino per facilitarne il domino.
Inoltre gli strateghi colonialisti sapevano che avrebbero creato in tale modo un’atmosfera di perversa gelosia tra le due comunità sorelle algerine.
Infatti alcuni vanitosi tra questi ebrei assimilati si sentivano come promossi a un grado superiore di cittadinanza e guardavano ormai – dall’altezza dei loro cappelli e dei loro nuovi stili di abbigliamento, dei loro nomi cristianizzati/francesizzati come Claude, Mireille e Michel – i loro fratelli musulmani come dei miserabili indigeni, come dei Mohammed e delle Fatma senza importanza né alcun valore umano!
Da parte loro i musulmani d’Algeria non erano e non dovevano in nessun modo stare a guardare senza reagire di fronte a un tale affronto contro una parte dei loro concittadini.
C’erano quelli che avevano solidarizzato coi 35.000 algerini ebrei vittime di quel violento ed ingiusto decreto che li aveva sradicati.
E c’erano anche, tra i musulmani, coloro che aspiravano a tale promozione che li avrebbe elevati al rango di verosimili cittadini. E allora cominciarono ad invidiare gli ebrei invece di prendersela coi loro aguzzini, i colonialisti, e presero a sospettarli di complicità !
Una guerra tra vittime, insomma!
Quindi amputando la società algerina di una sua componente fondamentale, i colonialisti francesi erano arrivati ​​a far dire e convincere gli uni e gli altri – ebrei e musulmani-, che la fonte della loro miseria non era il colonialista intruso e rapinatore, ma l’ebreo per i musulmani e il musulmano per gli ebrei!
E quando più tardi arrivarono i governi locali incompetenti e privi di legittimità (a causa della loro inesperienza accumulata durante secoli e secoli d’esclusione dalla pratica politica per mani degli occupanti ottomani e francesi) hanno trovato il terreno preparato a quest’ostilità tra i due fratelli semiti e le giustificazioni pronte…
Non c’è speranza?
Scommetto che berbericus non tarderà a togliersi via dagli occhi questo fumo per scoprire che ad averlo paralizzato non è stata la vista del tracciato di quella frontiera artificiale ma la tremenda stretta dei colonialisti…
Berbericus è in questo pari alla gallina dell’etologo che non tarda anch’essa a capire che è stata la stretta brutale dello sperimentatore ad immobilizzarla e non certo il confine vano, tracciato con un gesso delebile, e comunque valicabile.

(1) storico francese contemporaneo d’origine algerina specialista nella storia dei paesi del Maghreb.
(2)Boulem Sansal: storico francese contemporaneo d’origine algerina specialista nella storia dei paesi del Maghreb.
(3)Suheil El Khalidi: editorialista del quotidiano algerino Echorouk online.
(4) Ben Maimoun (Maimonide): filosofo, rabbino e medico (Cordova, 1138 – Il Cairo, 1204).
(5) Goumiya: così gli algerini chiamano i traditori della loro guerra d’indipendenza.
(6)Bouteflikisti quelli che rivoterebbero Bouteflika, l’attuale presidente dell’Algeria.
(7)Hammoudi Daniel o Dany Boon: regista francese.
(8)Bienvenue chez les Ch’tis: titolo originale del film conosciuto in Italia col titolo “Giù al nord”.
(9)R. Mahmoudi: giornalista di Algeriepatriotique.com, autore dell’articolo in questione: “Boualem Sansal se fait l’avocat d’Israël auprès de l’Unesco” vedere il link (http://www.algeriepatriotique.com/article/boualem-sansal-se-fait-l-avocat-d-israel-aupres-de-l-unesco#comment-54029)
(10) Mahdi Mountadhar: un personaggio fondamentale dell’escatologia dell’islam sciita che ripropone in altre vesti l’idea messianica tipica dell’ebraismo.
(11)Kamel Daoud: editorialista presso il quotidiano algerino “Le Quotidien d’Oran”
(12)Pierre Freha: scrittore francese contemporaneo

L'autore

Abdelmalek Smari

Abdelmalek Smari

Abdelmalek Smari nasce a Costantina, in Algeria dove si laurea in Psicologia clinica e lavora per 7 anni. Giunto a Milano agli inizi degli anni ’90, scrive il suo primo romanzo Fiamme in paradiso – Il Saggiatore 2000 – grazie all’amicizia con Raffaele Taddeo e al suo sostegno. Avendo imparato l’italiano, diventa a sua volta insegnante d’italiano per stranieri. Scrive poesie che riceveranno un riconoscimento come opera inedita col premio Lorenzo Montano a Verona nel 2006. Si cimenta anche nel teatro con Il poeta si diverte e L’asino sulla terrazza, adattamento teatrale dell’omonimo racconto già pubblicato nell’antologia La lingua strappata; una riduzione teatrale di Fiamme in paradiso sarà rappresentata presso il Centro sociale Leoncavallo. Nel 2001 ottiene il premio Marisa Rusconi per Fiamme in paradiso. Nel 2008 pubblica con Libribianchi il romanzo L’occidentalista. In entrambi i romanzi il protagonista vero è la Milano amata e criticata e così congeniale all’autore, tanto che sarà annoverato tra gli scrittori milanesi dalla poetessa Marina Corona. Scrive spesso agli amici sui suoi temi preferiti: la lingua, la scrittura, la divisione mistificatrice tra oriente e occidente, la storia e la politica. L’autore ha intenzione di raccogliere questi scritti in un’opera, dopo aver ultimato la stesura del suo terzo romanzo, a cui sta lavorando. È di questi ultimi anni l’apertura di un blog, che gli permette di trattare l’attualità della vita politica e civile algerina: www.malikamin.net All’autore è stata dedicata nel 2011 una tesi di un laureando in Lettere e filosofia dell’Università degli Studi di Milano – Giuliano Buzzao – dal titolo “L’identità della e nella letteratura migrante”. El-Ghibli gli ha dedicato il supplemento del suo numero del giugno 2012.

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