Recensioni

24 scatti

Anna Belozorovitch
24 scatti
Besa  2015   pag. 228  €  17,00

raffaele taddeo

La poetica dell’attesa che abbiamo riscontrato nelle opere della scrittrice – poetessa Anna Belozorovitch non è assente neppure in quest’ultimo romanzo che appare molto simile ai  precedenti  almeno per una caratteristica dominante che è quella della introspezione. La scrittrice di origine russa per questo si discosta quasi totalmente dai  temi dominanti degli scrittori della migrazione  che spesso vedono nella saga di famiglia di breve o di lungo periodo la possibilità di discorrere della situazione di vita nel territorio che li ha visti nascere  e dove hanno subìto momenti di insofferenza politica o disagi di altro genere, fino a descrivere il periodo della loro ospitalità nel paese d’arrivo. La Belozorovitch  difficilmente affronta temi di emigrazione, di identità e/o di emarginazione per cause xenofobe e/o razziali, la sua ricerca è invece costantemente indirizzata all’analisi dei comportamenti umani, in particolar modo del mondo giovanile, e della loro genesi.
L’indagine della scrittrice è quella di cogliere ogni movenza dell’animo, ogni elemento che alteri e disturbi lo svolgimento delle normali attività dei personaggi. Non c’è dramma, ma c’è tensione perché ogni individuo agisce dietro sollecitazioni che sono spesso frutto di piccoli drammi interiori dettati da sensi di orgoglio, gelosia, narcisismo, posti continuamente alla prova con vittorie e sconfitte in cui gli altri sono di volta in volta nemici od alleati.
I 24 sono gli scatti fotografici programmati per fissare i momenti più diversi di una giornata e riviverli in un secondo tempo, anche lontano per riportare romanticamente la felicità vissuta in altro tempo. Ma proprio il desiderio di fissare  questi  momenti  costringe poi alla riflessione interiore, all’analisi del come sia nato il rapporto amoroso, alla sua consistenza, ai momenti di attenzione o disattenzione che sono indizi di innamoramento o di rapporto ormai caduto nella consuetudine.
L’analisi è così penetrante che come sottotitolo  il romanzo potrebbe avere quello di “biopsia di una rapporto amoroso”.
Una considerazione a parte va fatta in relazione al tempo preso in esame. Si tratta di una giornata, anzi di una giornata di luce quando gli uomini si scontrano, incontrano con la propria coscienza, con la consapevolezza dei propri sentimenti. Ma è anche una sorta di viaggio sentimentale, una specie di odissea sentimentale che si esaurisce nell’arco di una giornata e che ha bisogno di una pacificazione, che spesso non può che avvenire con la volontà di rimuovere i ricordi della vita perché potrebbero condurre invece che alla piacevolezza della memoria al riaffiorare delle lotte, dei tradimenti, dei ripensamenti, quindi in sostanza al riemergere della infelicità.
Si diceva all’inizio che anche in questo romanzo si evidenzia la poetica dell’attesa. Tutto il romanzo è un’attesa di speranza per fissare il momento più felice da ricordare. Tutto il romanzo è la raccolta dei momenti felici nell’attesa di riviverli in un tempo futuro. La felicità dell’uomo non è nel presente, nella vita della quotidianità, ma nella speranza che qualcosa possa accadere e sorprendere e quando questo è impossibile allora ci si rifugia nell’attesa del ricordo.

Dicembre 2015

L'autore

Raffaele Taddeo

Raffaele Taddeo

E’ nato a Molfetta (Bari) l’8 giugno 1941. Laureatosi in Materie Letterarie presso l’Università Cattolica di Milano, città in cui oggi risiede, ha insegnato italiano e storia negli Istituti tecnici fin dal 1978. Dal 1972 al 1978 ha svolto la mansione di “consulente didattico per la costruzione dei Centri scolatici Onnicomprensivi” presso il CISEM (Centro per l’Innovazione Educativa di Milano). Con la citata Istituzione è stato coautore di tre pubblicazioni: Primi lineamenti di progetto per una scuola media secondaria superiore quinquennale (1973), Tappe significative della legislazione sulla sperimentazione sella Scuola Media Superiore (1976), La sperimentazione nella scuola media superiore in Italia:1970/1975. Nell’anno 1984 è stato eletto vicepresidente del Distretto scolastico ’80, carica che manterrà sino al 1990. Verso la metà degli anni ’80, in occasione dell’avvio dei nuovi programmi della scuola elementare, ha coordinato la stesura e la pubblicazione del volumetto una scuola che cambia. Dal 1985 al 1990 è stato Consigliere nel Consiglio di Zona 7 del Comune di Milano. Nel 1991 ha fondato, in collaborazione con alcuni amici del territorio Dergano-Bovisa del comune di Milano, il Centro Culturale Multietnico La Tenda, di cui ad oggi è Presidente. Nel 1994 ha pubblicatp per il CRES insieme a Donatella Calati il quaderno Narrativa Nascente – Tre romanzi della più recente immigrazione. Nel 1999 in collaborazioone con Alberto Ibba ha curato il testo La lingua strappata, edizione Leoncavallo. Nel 2006 è uscito il suo volume Letteratura Nascente – Letteratura italiana della migrazione, autori e poetiche. Nel 2006 con Paolo Cavagna ha curato il libro per ragazzi Il carro di Pickipò, ediesse edizioni. Nel 2010 ha pubblicato per l’edizione Besa La ferita di Odisseo – il “ritorno” nella letteratura italiana della migrazione.

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