Maïmouna Guerresi

Maïmouna Guerresi

Maïmouna Guerresi è un’artista multidisciplinare nata in Italia e naturalizzata senegalese. La sua pratica comprende fotografia, scultura, video e installazione e si concentra sul rapporto tra spiritualità, identità e rappresentazione.

La sua ricerca, profondamente nutrita dalla spiritualità islamica e sufi, nasce dal dialogo tra differenti culture, in particolare quella italiana e quella senegalese. Attraverso figure monumentali, costumi scultorei e ambientazioni costruite, Guerresi crea immagini sospese e senza tempo, nelle quali il corpo diventa presenza spirituale e simbolica.

Una particolare centralità è riservata alla figura femminile, spesso ispirata all’immaginario spirituale dell’Africa musulmana. Nella serie Giants, le grandi vesti trasformano il corpo in una presenza quasi architettonica e archetipica, evocando una relazione profonda tra corpo, natura, cosmo e spiritualità. Il suo lavoro propone una visione dell’identità come esperienza fluida e in continua trasformazione, nella quale l’incontro tra culture, geografie e tradizioni spirituali diventa uno spazio di conoscenza e di creazione.

Artista attiva a livello internazionale, Guerresi ha esposto in Europa, Africa, Stati Uniti, Asia e Medio Oriente. Il suo lavoro è stato presentato alla Biennale di Venezia (1982, 1986) e a Documenta (1987), oltre che in importanti istituzioni e manifestazioni internazionali, tra cui Les Rencontres de Bamako – Museo Nazionale del Mali, Bamako (2009); Kiasma Museum, Helsinki (2011); Institut du Monde Arabe (IMA), Parigi (2017); New Orleans Museum of Art; Smithsonian National Museum of African Art, Washington, D.C.; e Tate Modern, Londra.

È rappresentata a livello internazionale dalla Mariane Ibrahim Gallery e da Materia Gallery Roma. Il suo lavoro è stato inoltre presentato presso importanti istituzioni quali il Royal Ontario Museum, l’Aga Khan Museum e Fotografiska Shanghai, dove ha partecipato a un’importante mostra curata da Ekow Eshun, oltre alla Tate Modern di Londra nell’ambito di A World in Common: Contemporary African Photography, a cura di Osei Bonsu.

MOSTRE E PROGETTI RECENTI

2025–2026 – Mariane Ibrahim Gallery, Città del Messico; A World in Common: Contemporary African Photography, a cura di Osei Bonsu, C/O Berlin, Berlino, mostra itinerante prodotta dalla Tate Modern, Londra; Madrasat ’Athina, mostra personale a cura di Caterina Riva, Istituto Italiano di Cultura, Dakar, Senegal; Maschio Angioino, Napoli, a cura di Simon Njami;  The Art She Crafted, a cura di Rajae El Mouhandiz, Wereldmuseum, Rotterdam, Paesi Bassi; Beauté(s) – Biennal Textile 2026–2027, curated by Simon Njami and presented at the Musée d’Art Roger-Quilliot (MARQ) in Clermont-Ferrand, France.

2024 – Wereldmuseum, Rotterdam, Paesi Bassi; RAKFA 24, Ras Al Khaimah, Emirati Arabi Uniti; Crescentina Laboratorio per l’Arte, Fubine, Italia; NXTHVN, Black Portraitures: Shifting Paradigms, conferenza e panel African and Mediterranean, Venezia, Italia; Fotografiska Shanghai – The Contemporary Museum of Photography, Art & Culture, Shanghai, Cina; Matèria Gallery, Roma, Italia.

2023 – Tate Modern, Londra, Regno Unito; Mariane Ibrahim Gallery, Chicago, USA; Museo Ettore Fico (MEF), mostra personale, Torino, Italia.

2022 – KYOTOGRAPHIE 10th Anniversary, Kyoto, Giappone; Aga Khan Museum, Toronto, Canada; Royal Ontario Museum, Toronto, Canada.

Le sue opere sono presenti in collezioni private e pubbliche internazionali, tra cui: Boghossian Foundation Bruxelles, Belgio; GAM Galleria Arte Moderna Achille Forti, Verona; Minneapolis Institute of Art; Noma Museum, New Orleans ; L.A.C.M.A Los Angeles County Museum of Art; Museum of African Contemporary Art Al Maaden, MA, MAR; Smithsonian National Museum of African, USA; Black Gold Museum, Riyadh, S.A.; M.E.F museo, Torino Italy; Marie Luise Hessel Foundation, Hudson, USA; The Moller Collection, Oslo, Normay