Parole dal mondo

Dì loro

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Scritto da Ernest Pepin

Un uccello passa

fulmine di piume

nel corriere del crepuscolo

VA’

           VOLA

                     E DI’ LORO

Di’ loro che vieni da un paese

formato in un pugno di mano

un paese semplice come il buongiorno

dove le notti cantano

per scongiurare la paura degli indomani

di’ loro

che siamo un boccone

ripartito su sette isole

come i sette colori della settimana

ma che mai viene

la domenica di noi stessi

VA’

         VOLA

                    E DI’ LORO

Di’ loro che le maree

aprono la serratura delle nostre memorie

che a volte il passato soffia

per fomentare le nostre fiamme

giacché un popolo che dimentica

non conosce più il colore dei giorni

va come un cieco nella notte del presente

di’ loro che passiamo di isola in isola

sul ponte del sole

ma che non ci sarà mai abbastanza luce

per illuminare

i nostri morti

di’ loro che le nostre parole vanno di creolo in creolo

sulle spalle del mare

ma che non ci sarà mai abbastanza sale

per bruciare la nostra lingua

VA’

         VOLA

                    E DI’ LORO

di’ loro che a forza di amare gli uomini

abbiamo imparato ad amare l’arcobaleno

e soprattutto di’ loro

che ci basta avere un paese da amare

che ci basta avere storie da raccontare

per non avere paura della notte

che ci basta avere un canto d’uccello

per aprire le nostre ali di uomini liberi

VA’

         VOLA

                   E DI’ LORO…

Traduzione di Angela Caputo versione originale

«Dis-leur» è stata pubblicata per la prima volta in Babil du songer. Kourou: Ibis Rouge, 1997: 142-143.

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Ernest Pepin

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