Home sweet home Cari lettori, “Home sweet home” è un titolo banale. Però è una frase che ciascuno avrà pronunciato e sentito annunciare da figli, amici e sconosciuti. Tante volte l’abbiamo sentito al cinema,  alla televisione, alla radio.  Abbiamo letto e riletto “Home sweet home” tra le righe di romanzi, fumetti, giornali. L’abbiamo visto scritto con mano ferma o insicura su muri di città o di villaggi geograficamente distanti e culturalmente diversi tra loro. Tanti –noi compresi- hanno scritto “Home sweet home” su parapeti di ponti o l’hanno tracciato sulla sabbia di una spiaggia. “Casa dolce casa”, sussurrata dentro di sé o urlata in faccia ai quattro venti con rabbia o con gioia. Sono tre parole, tre pillole che sappiamo di potere auto prescriverci, perché speriamo possano avere un effetto placebo e calmare momentaneamente i nostri mali di tristezza, ansia, nostalgia, disorientamento … soprattutto quando la nostra casa è lontana.

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