Recensioni

fra-intendimenti 1

Kaha Mohamed Aden
Fra-intendimenti
nottetempo      2010

raffaele taddeo

E’ la prima interessante raccolta di racconti della scrittrice di origine somala  Kaha Mohamed Aden, che è già conosciuta ai lettori di el-ghibli perché un suo testo, ripubblicato in questa raccolta, è apparso nella rivista fin dal 2004.

Si tratta di 11 narrazioni, alcune delle quali di chiaro sapore autobiografico, altre costruite proprio intorno ad equivoci (fra-intendimenti) che possono nascere quando il significato di termini o cose non è preciso così da indurre ad altri significati e mal comprensioni.

Spesso gli equivoci suscitano ilarità, ma anche sorriso bonario perché è sotteso il fatto che per lo più  le diffidenze  nascono da questi elementi e possono essere superati con poca o pochissima positiva intenzionalità.

E’ così il caso del pronome “loro”, incompreso da tre ragazzi somali, oppure il termine “scomparso”, ma anche la non esperienza dell’ascensore, sono tutti elementi  che generano equivoco e diffidenza.

Un carattere più spiccatamente politico assumono quelle storie che possiamo riconoscere come autobiografiche. Una prima, molto significativa dal titolo La casa con l’albero: tra il Giusto e il Bene, in cui l’autrice tende a far emergere come è impossibile che nasca qualcosa che porti realmente alla pace in Somalia, quando si affida il compito di pacificare i vari clan a chi aveva in precedenza scatenato odio e rancore.

Il racconto è sviluppato con una certa leggerezza, perché non assume mai dimensione di astio rancoroso pur descrivendo la situazione con realismo. Anche 1982 Fuga da casa, esperienza  che avrebbe dovuto lasciare risentimento, è un racconto ove la protagonista vive l’arrivo dei soldati, che perquisiscono la casa mettendola a soqquadro, quasi con ironia. La  distanza emotiva e il suo controllo avvengono  attraverso anche uno stratagemma narrativo che è quello del flashback nato all’interno di una situazione umoristica del racconto.

La caratteristica fondamentale del testo è la leggerezza con cui anche i fatti più drammatici vengono descritti.

Nella produzione di Kaha Mohamed Aden ci sono parecchi elementi positivi sia nella struttura narrativa che nella organizzazione linguistica che vanno ancora  consolidati e sviluppati.

                                                                                                      30 ottobre 2010

L'autore

Raffaele Taddeo

Raffaele Taddeo

E’ nato a Molfetta (Bari) l’8 giugno 1941. Laureatosi in Materie Letterarie presso l’Università Cattolica di Milano, città in cui oggi risiede, ha insegnato italiano e storia negli Istituti tecnici fin dal 1978. Dal 1972 al 1978 ha svolto la mansione di “consulente didattico per la costruzione dei Centri scolatici Onnicomprensivi” presso il CISEM (Centro per l’Innovazione Educativa di Milano). Con la citata Istituzione è stato coautore di tre pubblicazioni: Primi lineamenti di progetto per una scuola media secondaria superiore quinquennale (1973), Tappe significative della legislazione sulla sperimentazione sella Scuola Media Superiore (1976), La sperimentazione nella scuola media superiore in Italia:1970/1975. Nell’anno 1984 è stato eletto vicepresidente del Distretto scolastico ’80, carica che manterrà sino al 1990. Verso la metà degli anni ’80, in occasione dell’avvio dei nuovi programmi della scuola elementare, ha coordinato la stesura e la pubblicazione del volumetto una scuola che cambia. Dal 1985 al 1990 è stato Consigliere nel Consiglio di Zona 7 del Comune di Milano. Nel 1991 ha fondato, in collaborazione con alcuni amici del territorio Dergano-Bovisa del comune di Milano, il Centro Culturale Multietnico La Tenda, di cui ad oggi è Presidente. Nel 1994 ha pubblicatp per il CRES insieme a Donatella Calati il quaderno Narrativa Nascente – Tre romanzi della più recente immigrazione. Nel 1999 in collaborazioone con Alberto Ibba ha curato il testo La lingua strappata, edizione Leoncavallo. Nel 2006 è uscito il suo volume Letteratura Nascente – Letteratura italiana della migrazione, autori e poetiche. Nel 2006 con Paolo Cavagna ha curato il libro per ragazzi Il carro di Pickipò, ediesse edizioni. Nel 2010 ha pubblicato per l’edizione Besa La ferita di Odisseo – il “ritorno” nella letteratura italiana della migrazione.