Stanza degli ospiti

Ho aspettato

Ho aspettato davanti al mio mare
Aspettato davanti al tuo porto
Aspettato davanti a te
Mentre mangiavi e di venderti rose cercavo
Mentre ridevi e fastidio ti davo
Ma a parole non eri con me quanto elemosinavo?

Se non porti con te la pena del mondo dove potrai sentirti a casa?
Se chiudi fuori il dolore del mondo come potrai sentirti a casa?
Il dolore del mondo non bussa alla porta
Sta fuori in silenzio nel male del giorno.

Piagnucolo al tuo tavolo per ore
Dissimulando fame e dolore
Ignorando umiliazione
E dolore e consunzione
Per non essere importuno
Devo fingermi nessuno

Se non porti con te la pena del mondo quando potrai sentirti a casa?
Se chiudi fuori il dolore del mondo perché devi sentirti a casa?
Il dolore del mondo bussa alla porta
Sta fuori dormendo nel male del sonno.

Potrei farcela, posso farcela, devo farcela
Questo mantra dovrebbe guidarmi
Ce la posso fare, ce la voglio fare, ce la devo fare
Parole che dico per consolarmi,
Trucchi noiosi per suggestionarmi
Penosi modi per sollevarmi.

Se non porti con te la pena del mondo a che ti serve una casa?
Se chiudi fuori il dolore del mondo perché non cambiare casa?
Il dolore del mondo abbatte alla porta
Grida ogni tanto, ma lunga è l’attesa.

L'autore

Clementina Coppini

Clementina Coppini

Laureata in lettere classiche da oltre vent'anni, durante i quali ho dimenticato pressoché tutto quello che sapevo, non ho molto da dire su me stessa. Scrivo per giornalettismo.com, mondointasca.org e grey-panthers.it, per il Cittadino, giornale di Monza, la mia città, e per Vivere, rivista della Brianza, la mia terra. Prima ho collaborato con tante riviste e scritto tanti libri per bambini, poi sono cambiata e ho cercato cose nuove. Bisogna provare a fare tutto per diventare bravi e a me manca ancora tanta strada per diventarlo. Non credo di essere arrivata, anzi certi giorni mi pare di non essere nemmeno partita. Ho pubblicato due romanzi a puntate (un capitolo ogni domenica) su Giornalettismo non tanto per la loro bellezza quanto perché il direttore è buono e mi vuole bene, e ne sto pubblicando un terzo. Ho pubblicato un romanzo cartaceo e spero di pubblicarne altri, ma questo bisogna chiederlo al mio editore. L’ultimo romanzo lo scrivo in via sperimentale su un blog che ho fatto apposta per lui e che si chiama Pensierini di un Mandarancio (pensierinidiunmandarancio.blogspot.it). Il mandarancio sarei io, per via del nome (argh!). Per me è un grande onore scrivere su El-ghibli, che mi ha dato la soddisfazione di veder pubblicati i miei racconti ma soprattutto le mie poesie. Nessuno aveva mai fatto questo per me prima. Grazie.