Recensioni

Il bacio del pane

Carmine Abate
Il bacio del pane
Mondadori     2013

raffaele taddeo

 

Il bel romanzo di Carmine Abate riprende alcuni aspetti consueti della narrazione dello scrittore calabrese. L’ambiente meridionale calabro, l’uso di termini del dialetto locale che valorizzano  sentimenti e conferiscono personalità ai personaggi.
Il tempo narrativo  nei precedenti romanzi  di solito era  lungo, nell’ultimo esso si dilatava fino a tre generazioni, in questo romanzo Il bacio del pane  è piuttosto ristretto, in pratica dura solo un’estate, anzi forse un mese, l’agosto estivo che solitamente i migrati più attaccati al suolo e tradizioni natie non tralasciano di trascorrere al proprio paese.
Una storia d’amore delicata, accennata, quale può essere quella di due ragazzi, Francesco e Marta,   ancora in età scolare, che non si chiude con la fine dell’estate, ma sembra preludere ad altri sviluppi, non narrati perché ininfluenti alla vicenda narrata. Ma accanto a questa   avventura dei due adolescenti , contornati dagli amici di svago, si  aggiunge un’altra vicenda, quella di Lorenzo, di origine calabra anche lui, che da giovane aveva vissuto un’esperienza singolare e costruttiva insieme ad altri  giovani, forse figli dei fiori, con la comunità del paese in cui si si svolgono le vicende del romanzo.  Lorenzo, ormai un uomo adulto e imprenditore,  è ritornato, ma di soppiatto e nascondendosi in un specie di rudere, forse per riprendere il coraggio di resistere e opporsi alle minacce di stampo mafioso che nella lontano Milano aveva negli ultimi tempi subito,  perdendo,  in una prima fase di lotta, anche il fratello.
Saranno i due ragazzi alla scoperta del loro amore che scopriranno Lorenzo e gli daranno il coraggio di riprendere la lotta contro i malavitosi.
Dopo il libro “Gomorra” di Saviano, c’è stata una maggiore attenzione ai problemi connessi fra società e mafia, camorra, andragheta, ecc.  Negli ultimi tempi almeno due romanzi, che entrano nell’area della cosiddetta Letteratura della migrazione, hanno inserito nella loro vicenda il problema di queste società segrete che vivono del ricatto, della estorsione danneggiando in maniera non visibile, ma certa, tutta l’economia italiana e in special modo quella del Sud.  L’uno era quello di Amara Lakhous Contesa per un maialino italianissimo a San Salvario,  l’altro è questo di Carmine Abate. La chiusura del libro di Lakhous indulgeva al pessimismo, mentre in questo romanzo di Carmine Abate sembra poter sperare in una possibilità di resistenza ed opposizione al delinquere di stampo mafiosa.

Il testo è snello e lo si legge piacevolmente.

settembre 2013

L'autore

Raffaele Taddeo

Raffaele Taddeo

E’ nato a Molfetta (Bari) l’8 giugno 1941. Laureatosi in Materie Letterarie presso l’Università Cattolica di Milano, città in cui oggi risiede, ha insegnato italiano e storia negli Istituti tecnici fin dal 1978. Dal 1972 al 1978 ha svolto la mansione di “consulente didattico per la costruzione dei Centri scolatici Onnicomprensivi” presso il CISEM (Centro per l’Innovazione Educativa di Milano). Con la citata Istituzione è stato coautore di tre pubblicazioni: Primi lineamenti di progetto per una scuola media secondaria superiore quinquennale (1973), Tappe significative della legislazione sulla sperimentazione sella Scuola Media Superiore (1976), La sperimentazione nella scuola media superiore in Italia:1970/1975. Nell’anno 1984 è stato eletto vicepresidente del Distretto scolastico ’80, carica che manterrà sino al 1990. Verso la metà degli anni ’80, in occasione dell’avvio dei nuovi programmi della scuola elementare, ha coordinato la stesura e la pubblicazione del volumetto una scuola che cambia. Dal 1985 al 1990 è stato Consigliere nel Consiglio di Zona 7 del Comune di Milano. Nel 1991 ha fondato, in collaborazione con alcuni amici del territorio Dergano-Bovisa del comune di Milano, il Centro Culturale Multietnico La Tenda, di cui ad oggi è Presidente. Nel 1994 ha pubblicatp per il CRES insieme a Donatella Calati il quaderno Narrativa Nascente – Tre romanzi della più recente immigrazione. Nel 1999 in collaborazioone con Alberto Ibba ha curato il testo La lingua strappata, edizione Leoncavallo. Nel 2006 è uscito il suo volume Letteratura Nascente – Letteratura italiana della migrazione, autori e poetiche. Nel 2006 con Paolo Cavagna ha curato il libro per ragazzi Il carro di Pickipò, ediesse edizioni. Nel 2010 ha pubblicato per l’edizione Besa La ferita di Odisseo – il “ritorno” nella letteratura italiana della migrazione.