Il fantastico mondo

il fantastico mondo di farid boudjellal

 

massimiliano carboniero

In Italia, i fumetti che vanno per la maggiore sono altri. Siamo stati abituati a Topolino o a Tex Willer e, da questo range di strisce colorate, è difficile uscire. Cambiano i nomi degli albi ma di freschezza ed inventiva se ne vede poca. Per trovare una novità, bisogna sconfinare. Cercare altrove. In Francia, per esempio.
L’editoria d’oltralpe, da sempre all’avanguardia anche nel segmento delle “bandes dessinées”, propone da qualche tempo un fumettista molto interessante.
Colto, serio ed impegnato.
Si chiama Farid Boudjellal ed è nato nel sud della Francia cinquant’anni fa. Il suo nome svela origini algerine ma anche lontane discendenze armene. E’ un beur Boudjellal, cioè un francese di origine maghrebina.
Questo intelligente creatore ha pubblicato una serie di fumetti autobiografici in cui il protagonista è un bambino, figlio d’immigrati algerini arrivati in Francia alla fine degli anni Cinquanta, che comincia a scoprire il mondo partendo dalle incomprensioni, create dai grandi, tra culture e religioni. Mahmoud, il piccolo eroe delle strisce disegnate di Boudjellal, è anche affetto dalla stessa poliomielite che affligge il suo autore.
Le storie che racconta Boudjellal attraverso gli occhi curiosi di Mahmoud sono storie semplici.
Normali. Ma intrise di profonda umanità e di democratico multiculturalismo.
E’ un fumetto cosmopolita, in cui lo spazio d’azione implicito è il Pianeta.
Mahmoud è un bambino musulmano che frequenta la scuola insieme a cattolici ed ebrei, il suo medico è armeno. Lui è nato in Francia, sua sorella è nata in Algeria.
Sullo sfondo c’è una bella Tolone. Colorata, assediata dai mercatini delle pulci, inebriata da profumi e spezie.
Il messaggio è semplice: siamo tutti uguali con le nostre diversità.
Anche se questo semplice messaggio è un alto proclama politico, in realtà Boudjellal non ha la pretesa di intervenire sui massimi sistemi. Boudjellal non vuole cambiare il mondo con un fumetto. Ci vuole solo dire che su questa terra ci sono miliardi di persone che dovrebbero convivere senza odiarsi, senza farsi guerre. C’è spazio per tutti, quaggiù.
In Francia, questo bravo disegnatore è conosciutissimo e, tanto tra le élites culturali quanto tra i dormitori delle cité, è considerato un vero innovatore del genere.
Com’è ovvio, le strisce pubblicate da Boudjellal non sono destinate esclusivamente ai più giovani. Il dialogo tra religioni e culture differenti, la necessità di deporre le armi e di aprire la mente verso chi non ha la nostra storia e le nostre tradizioni, è un imperativo che dovrebbe essere fatto proprio soprattutto dal mondo degli adulti.
Quegli adulti che rispondono alla guerra con una guerra più grande. Quelli che rispondono al fuoco con un incendio difficile da spegnere.
E’ un fumetto per la pace quello di Farid Boudjellal. E’ un fumetto sociale e pedagogico.
Sarebbe cosa buona che queste strisce colorate fossero tradotte anche in italiano.
Forse i giovani italiani, abituati a vedere animali vestiti all’occidentale che parlano, faranno inizialmente un po’ di fatica a capire un messaggio così semplice e così profondo. Ma ne varrebbe la pena.
E poi, sapere che un cattolico, un ebreo, un musulmano ed un ateo possono stare l’uno accanto all’altro senza denigrarsi o massacrarsi, farebbe bene anche a qualcuno di noi grandi.

Dicembre 2003