IL PIOPPO E LO SVASSO

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IL PIOPPO E LO SVASSO

Non mi conforta
il basculare lento del lago
cardato dal vento del Pelèr,
anzi, confonde di malinconia
l’intuizione di un’alba sedicente.
Svilisce il senso del domani
quella foglia di pioppo cipressino
intestardita
riottosa pure al logico destino
che sfrigola annerita;
medaglia penzolante dal labaro
di un rachitico ramo gocciolante.
Ormai scordiamo le meccaniche autunnali
privandoci del conforto di alchimie,
di gemme verdi al prossimo equinozio.
Ci angoscia pertanto anche lo svasso,
inghiottito dal suo stesso gorgo,
e annaspiamo
lordando i secondi di labile angoscia,
dubbiosi persino del suo scontato riemergere.
Frenesia delle api in ottobre;
Divoriamo pazienza,
estinguiamo speranza
come lemma obsoleto
che impecia
una croce di legno consunta
che inchioda il cielo alla terra.

Marco Pezzini