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L’amore scritto – Karim Metref

Il titolo dell’ultimo libro dello scrittore brasiliano residente in Italia  Julio Monteiro Martins, L’amore scritto, può lasciar a pensare che si tratti di un libro all’acqua di rosa. Io che non sono proprio un amatore di libri sentimentali, mi sono chiesto: Potrò ingoiare 44 storie d’amore così d’un colpo e sopravvivere?

 Ma mano a mano che si entra nel libro di Monteiro Martins, “ingoiando” i racconti uno dopo l’altro come ciliegie, si lasciano indietro i dubbi. L’amore scritto non è un libro all’acqua di rosa, è un viaggio intorno al tema dell’amore.

 44 storie quarantaquattro angolazioni diverse per guardare lo stesso sentimento.

Quando ho cominciato a capire la cosa, ho preso una matita e ho cominciato a scarabocchiare alla fine di ogni racconto l’aggettivo che mi ha ispirato: amore pensiero, amore goloso poi amore indigestione, amore volante, amore testamento, amore harakiri, amore attesa, amore mercato, amore scoperta, amore caos, profumo d’amore, amore terrorista, amore inseparabile, amore volatile… così fino all’ultimo

 Il libro è diviso in tre parti ognuna di 14 o 15 racconti. Oro, Mirra e Incenso. La scelta dei titoli è carica di simbologia mistica. Ma non sono riuscito a trovare il nesso tra il titolo di ogni parte e i racconti raccolti in essa. Certo che la simbologia mistico religiosa non è proprio il mio forte.

 Di amore si parla nel libro ma non sempre (anzi raramente) di amore tutto rosa e fiori.  C’è come una cura particolare ad allontanarsi dai soliti binari degli stereotipi sull’amore. Una voglia di  stupire, scioccare anche un po’ certe volte. Come un fotografo creativo Monteiro Martins cerca angolazioni poco usuali, giochi di luci e di ombre…  Ma paradossalmente non c’è una ricerca frenetica del bizzarro. I personaggi raccontati ne “L’amore scritto” non sono estravaganti, diversi, strani… sono per lo piu’ persone “normali” o almeno di quelle che sono considerate tali. Se si legge il libro sull’autobus o in metropolitana, alzando gli occhi si è quasi sicuri di trovare sedute o in piedi vicino a noi persone che potrebbero aver vissuto una delle storie raccontate nel libro.

 La gente è normale, qualche volta banale, le storie sono di quelle che accadono tutti i giorni da una parte o l’altra del pianeta. A parte qualche differenza di età o di classe o ambiente sociale le relazioni descritte sono di tipo “convenzionale”, quasi. Il sentimento osservato è universale, su di esso sono stati spesi fiumi di inchiostro…

Ma allora cosa c’è di nuovo. È qui che entra in gioco l’arte e il mestiere del fotografo-scrittore: scegliere il sottofondo, la luce, la posizione e la distanza necessaria per rendere speciale ogni soggetto ripreso.

 L’amore scritto, 44 fotografie fuori dal comune di 44 soggetti tutto sommato banali. Mostra da visitare assolutamente.

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Karim Metref