Recensioni

L’amore scritto

Julio Monteiro Martins
L’amore scritto
Besa  2007

raffaele taddeo

Più che le varie storie che illustrano una vasta geografia della fenomenologia dell’amore, ciò che sorprende del testo di Julio Monteiro Martins è la struttura narrativa, che – simile alle precedenti raccolte ma in qualche modo differente, supera completamente  la  modalità del racconto breve ed attinge ad un modo del tutto nuovo nel tratteggiare personaggi e situazioni.
Analizzando l’opera dello scrittore di origine brasiliana avevo affermato, in accordo con quanto  già rilevato da Armando Gnisci,   i racconti di Monteiro Martins  erano come  “fotografie” che coglievano la realtà in un istante e la fissavano in un’immagine significativa.
Mi sembra che in questi racconti ci sia qualcosa di diverso. Più che istantanee fotografiche forse è possibile parlare di pennellate, di tratti pittorici che suggeriscono  qualcosa che poi il lettore, dall’elemento  “iconografico”, dall’abbozzo dello scritto, come in questo caso, ha facoltà, desiderio, curiosità di immaginare, riempire, , compiere.
I tratti a volte sono appena accennati, altre volte sono più marcati, ma la definizione dei fatti, dei personaggi richiede la compartecipazione del lettore che man mano riscopre in sé quegli elementi poliedricamente proposti dal narratore.
Il libro è diviso in tre sezioni intitolate rispettivamente: “oro”, “incenso” e “mirra”. Sono i tre doni che i Magi evangelici portarono al neonato Gesù. Sono i doni per la epifania,  la manifestazione della divinità di Gesù. Nel testo di Julio Monteiro Martins dovrebbero essere i doni per lo svelamento della fenomenologia dell’amore.
Un racconto fra i più significativi è “La tigre dai denti a sciabola”. Nella storia avviene un rovesciamento delle solite situazioni amorose e specialmente del rapporto uomo-donna. Intanto l’iniziativa è della donna, ma forse questo è già un fatto abbastanza scontato. Sono piuttosto i ruoli sociali maschio-femmina che in questo racconto vengono completamente sovvertiti. Lei è un trafficante di droga con tutte le astuzie e le aderenze tipiche dei boss, lui è un artista che si è rifugiato in un angolo di terra sperduta, ritirandosi dalla vita stressante della città. Ma non  c’è solo questa inversione di ruolo. Anche sul piano prettamente sessuale, – là dove la ricerca di una soddisfazione  momentanea  è tipica dell’uomo, mentre la donna di norma   ricerca la stabilità e la  durevolezza  degli affetti  – abbiamo una completa inversione delle parti.
E’ il percorso che sta facendo la società, ove la femmina nella sua emancipazione acquista le caratteristiche finora proprie del maschio.
Anche la gravidanza annunziata è vista sotto l’aspetto di un suo uso strumentale, perché la femmina si serve del rapporto per soddisfare la sua esigenza di maternità indipendentemente da ogni legame affettivo e stabile con l’uomo che gli ha fornito il seme.
La geografia dell’amore – descritto e rappresentato nei racconti dello scrittore brasiliano – è ampia e va da quello episodico a quello  sognato e vissuto come tale.
Il racconto, “sulla battigia”, prende in esame l’amore travolgente fra un anziano professore ed una sua studentessa.
La passione amorosa investe a tal punto l’animo del docente che questi preferisce sacrificare tutto, la moglie,  il rispetto dei figli, l’affetto dei nipoti così importante per lui. E’ certo consapevole di bruciare tutta la vita passata ed anche dei rischi che corre  continuando la relazione con una ragazza giovanissima che in qualsiasi momento potrebbe stancarsi di lui.
La celebrazione dell’amore totale al di là dei possibili pericoli, al di là della vita stessa è tema centrale di questa novella. L’andamento narrativo non si declina in facili romanticismi   per cui la storia risulta una credibile vicenda dei nostri tempi.

 

03-09-2007

L'autore

Raffaele Taddeo

Raffaele Taddeo

E’ nato a Molfetta (Bari) l’8 giugno 1941. Laureatosi in Materie Letterarie presso l’Università Cattolica di Milano, città in cui oggi risiede, ha insegnato italiano e storia negli Istituti tecnici fin dal 1978. Dal 1972 al 1978 ha svolto la mansione di “consulente didattico per la costruzione dei Centri scolatici Onnicomprensivi” presso il CISEM (Centro per l’Innovazione Educativa di Milano). Con la citata Istituzione è stato coautore di tre pubblicazioni: Primi lineamenti di progetto per una scuola media secondaria superiore quinquennale (1973), Tappe significative della legislazione sulla sperimentazione sella Scuola Media Superiore (1976), La sperimentazione nella scuola media superiore in Italia:1970/1975. Nell’anno 1984 è stato eletto vicepresidente del Distretto scolastico ’80, carica che manterrà sino al 1990. Verso la metà degli anni ’80, in occasione dell’avvio dei nuovi programmi della scuola elementare, ha coordinato la stesura e la pubblicazione del volumetto una scuola che cambia. Dal 1985 al 1990 è stato Consigliere nel Consiglio di Zona 7 del Comune di Milano. Nel 1991 ha fondato, in collaborazione con alcuni amici del territorio Dergano-Bovisa del comune di Milano, il Centro Culturale Multietnico La Tenda, di cui ad oggi è Presidente. Nel 1994 ha pubblicatp per il CRES insieme a Donatella Calati il quaderno Narrativa Nascente – Tre romanzi della più recente immigrazione. Nel 1999 in collaborazioone con Alberto Ibba ha curato il testo La lingua strappata, edizione Leoncavallo. Nel 2006 è uscito il suo volume Letteratura Nascente – Letteratura italiana della migrazione, autori e poetiche. Nel 2006 con Paolo Cavagna ha curato il libro per ragazzi Il carro di Pickipò, ediesse edizioni. Nel 2010 ha pubblicato per l’edizione Besa La ferita di Odisseo – il “ritorno” nella letteratura italiana della migrazione.