Stanza degli ospiti

Mani

Pietro Pancamo
Scritto da Pietro Pancamo

Non potendo sopportare un mondo, divenuto da tempo il regno dell’odio, i baci e gli abbracci preferirono partire per rifugiarsi in Paradiso: ecco perché dismisero con sollievo sia noi e i nostri corpi (intenti a delitti recidivi, fra cui gli stupri assassini), sia le nostre labbra (suggelli continui di patti aberranti, ad esempio mafiosi) abbandonandoci al destino che purtroppo ci attendeva. Fu proprio allora, infatti, che persino negli angoli più remoti della Terra, mani a tradimento sbucarono dal nulla all’improvviso, tempestandoci di schiaffoni insolenti e a perdita d’occhio che –nell’abbattersi collerici sulle nostre guance, per stravolgerle di netto– eran spesso accompagnati da pizzicotti così feroci, da staccarci le gote o quasi. Ovunque eravamo insomma angariati da una furia tremenda, da raffiche di mani che dispensavano percosse a volontà, ma anche “ganascini” dolorosi –e questa situazione, intollerabile quanto mostruosa, si protrasse per anni interminabili, obbligandoci ad un passo fatale: redimerci e optare per l’amore.

«Ebbene sia» –proclamarono i capi di stato in seduta congiunta e a nome della razza umana intera– «Rinunciamo per sempre a ciò che abbiamo di più caro: l’odio».

Ad una simile dichiarazione, solennemente intrisa di sincerità e sacrificio, le mani iraconde –forse strumento del Cielo– cessarono all’istante di malmenarci a iosa; poi, commosse, si strinsero due a due in tanti nodi serrati, composti di dita. In tal modo ogni coppia formò un pugno (innocuo, per fortuna, dato che in realtà era quello intrecciato della preghiera).

Ormai i soli ceffoni autorizzati, ed effettivamente presenti qui sul nostro pianeta, furon gli “schiaffi” che le mani di ciascuno (adulto o bimbo che fosse) si scambiarono a vicenda nel gesto dell’applauso: l’applauso che accolse corale il ritorno festoso dei baci e degli abbracci.

L'autore

Pietro Pancamo

Pietro Pancamo

Pietro Pancamo (1972), dopo essere stato incluso nell’antologia «Poetando» (Aliberti) curata da Maurizio Costanzo, s’è visto pubblicare una breve raccolta di versi dal blog «Poesia» della Rai e dedicare una puntata del programma «Poemondo» dalla radio nazionale della Svizzera italiana.

È autore delle sillogi poetiche «Manto di vita» (LietoColle) e «Il Silenzio Stonato» (Edizioni Thyrus); con quest’ultima ha vinto il Premio “Città di Torino”, per giungere poi secondo al “Trofeo Medusa Aurea” (concorso letterario, indetto dall’Accademia internazionale d’arte moderna di Roma).

Suoi testi sono apparsi sul «Corriere della Sera», «Il Fatto Quotidiano», «la Repubblica», «La Stampa», «Poesia» (Crocetti editore), «Atelier», «Gradiva», «Poetarum silva», «Carmilla», «Il Ridotto», «Il Paradiso degli Orchi», «FantasyMagazine», «IF. Insolito & Fantastico», «Vibrisse», «El Ghibli», «Cronache letterarie», «Scriptamanent» (Rubbettino editore), «Suite Italiana» e «Diogen» (rivista di Sarajevo, fra le più importanti d’Europa).

Cura la sezione poesia del mensile italo-olandese «Il Cofanetto Magico», mentre su Maratea Web Radio conduce la rubrica letteraria “(Pod)cast away”.

Per Radio Big World (emittente italofona di Madrid) e «Beyond Thirty-Nine» (ex piattaforma culturale di Hong Kong, fondata dal romanziere della Mursia editore Angelo Paratico), ha rispettivamente condotto il programma mensile «The Big World of Poetry and Fiction» e il podcast in inglese «Good Mo(u)rning, Italy!».

Nel tempo –oltre a fondare e dirigere il portale culturale «L(’)abile traccia» (citato nel 2007 in un volume della Zanichelli)–, è stato direttore editoriale della rivista internazionale «Niederngasse», caporedattore per la poesia dell’e-zine «Progetto babele» e redattore del blog «Viadellebelledonne».

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