Al colmo della stasi
estiva, elettrico
brusio di condizionatore
in molle monotonia di si bemolle
trascina monotono
il mio corpo.
Il calore prodotto per tener freschi
i vicini fa vibrare
l’aria fuori, surriscalda
la nostra notte collettiva.
Moltitudini meccaniche
s’auto-reduplicano in coro,
orologio e frigo implacabili.
L’unico frangi-malia
è un nastro di canto tibetano.
Armoniche profonde
evocano una risonanza,
turbano le onde sinusoidali.
Insonne alle Beaches,
resisto al suono singolo
dato che Blake deplora visione
singola e sonno di Newton.
Il suono dell’eterno
ventesimo secolo
che ci colonizza il futuro
con un ritmo imperante, vendite
promozionali: comodità, con-
venienza, funzionalità
di merci.
Il guaio non è
che il secolo si sta
riavvolgendo a un fine, ma
che seguita nel suo
piagnucolio
In qualche luogo oltre
il pervasivo strepito,
onde sulla riva si frangono.
Specie si diversificano.
Traduzione di Angela D’Ambra