Stanza degli ospiti

Paradise village

Nigeria India Brasile Uruguay Messico Argentina Manila.
Bambini,
di tutti i colori dei fiori e delle spezie divise per sfumatura dei mercati e degli Orixa
brasiliani: bianco,
rosa,
azzurro-violetto,
rosso-amaranto, rosso-bianco, azzurro, blu,
nero-rosso, bianco striato di nero, multicolore, bianco-nero, bianco-verde, giallo-verde,
rosso-giallo (il colore dell’oro e dell’amore)
Sotto un cielo di cotone e strisce di tempesta,
immersi nei rifiuti,
raccolgono tutto ciò che può essere riciclato,
ferro, cartone, lattine, vetro,
e plastica:
la isolano dall’amianto,
dai rifiuti ospedalieri,
parassiti, batteri, siringhe usate, residui radioattivi sangue escrementi urina.
Camion
entrano e escono scaricando a ogni ora tonnellate di immondizia con un fragore che fa tremare tutto.

Cancri, tetano, allergie, infezioni della pelle, vomito,
soprattutto problemi respiratori,
legati al puzzo del marciume della spazzatura in decomposizione,
dissenteria.
Cartoneros, catadores de lixo.
A volte
schiacciati e soffocati da frane di rifiuti che dopo le piogge torrenziali
spesso travolgono e seppelliscono le baracche in cui vivono.
Negli slum
e nelle bidonville e nelle “città discariche”.
In 65.000 , 374.000, 1 milione, quasi 2, 4 milioni….

Paradise Village

Nigeria India Brazil Uruguay Mexico Argentina Manila.
Children,
of all the colors of flowers and spices divided by shades of markets and brazilians
Orixas: white,
pink,
blue-violet,
amaranth red, red-white, light blue, blue,
black-red, white streaked with black, multicolored, white-black, white-green, yellow-green,
red-yellow (the color of gold and love)
Under a cotton sky and stormy striped-sky
immersed in garbage,
they collect everything that can be recycled,
iron, cardboard, cans, glass,
and plastic:
isolate it from asbestos,
hospital waste,
parasites, bacteria, used syringes, radioactive slag, blood, excrements, urine.
Trucks
come in and go out unloading tons of waste every hour with a roar that makes everything tremble ……….

Cancers, tetanus, allergies, skin infections, vomiting,
especially respiratory problems,
related to the stench of decaying garbage,
dysentery.
Cartoneros, catadores de lixo.
Sometimes
crushed and suffocated by landslides which, after torrential rains,
often overwhelm and bury the shacks in which they live.
In the slums
and in “landfills”.
In 65,000, 374,000, 1 million, almost 2, 4 million ……

Rohingyas

……………
E’ talmente fitto e denso il mare delle nubi
che è difficile dal satellite fotografarli tutti.
Ma le prove ci sono.
Vengono dai rivelatori satellitari antincendio, le immagini satellitari, le riprese fotografiche e i video
dai droni.
Myanmar,
l’ex Birmania di Bagan con i suoi 2000 templi,
i giardini galleggianti sul lago Inle,
l’attrito di un vento pulito e terso di blu su una montagna di vallate e cime intatte
e i raggi del sole che il dorato dello Swegadon restituisce al mondo.
Stanno dando sistematicamente alle fiamme lo stato di Rakhine
per costringere i rohingyas a lasciare il paese.
dichiara Amnesty
Le forze di sicurezza circondano i villaggi,
sparano alle persone in fuga e accoltellano chi è rimasto indietro,
poi danno alle fiamme le abitazioni.
Con lanciarazzi o la benzina…….

Rohingyas

The cloud’ cover of the monsoon season
is reflected in the rice fields and makes the sweet up and down of the hills even sweeter,
soon whipped and swallowed by streams and walls of rain.
The sea of clouds is so dense and thick
that it is difficult from the satellite to photograph them all.
But the evidences are there.
They come from satellite fire detectors, satellite images, photo shoots and drone videos.
Myanmar,
the ancient Burma of Bagan with its 2000 temples,
the floating gardens on Inle Lake,
the friction of a clear and clean blue wind on a mountain of intact valleys and peaks
and the rays of the sun that the golden Swegadon gives back to the world.
Rakhine State is systematically set on fire to force the Rohingyas to leave the country
says Amnesty
Security forces surround the villages,
they shoot people on the run and stab those who are left behind,
then they set the houses on fire.
With rocket launcher or petrol……….

Translation by Laura Fusco and Anna Maria Robustelli

L'autore

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Laura Fusco

Laura Fusco nasce da una famiglia di artisti. Dopo un’infanzia di viaggi e a contatto con la musica l’incontro con la poesia cambia la sua vita. La sfida da subito è quella di cercare di mettere insieme una natura intensa, solitaria e attratta da un linguaggio alto e l’esigenza profonda di parlare ai grandi pubblici. Ne nasce una ricerca, personalissima e contemporanea nel segno, che si riallaccia a quella antica della poesia orale, degli aedi e più tardi delle “canzoni”: “raccontare” in modo immediato il quotidiano, ma anche “in-cantare”. Negli anni ’90 è a Parigi e Avignone, dove si avvicina al teatro, firmando testi e regia di coproduzioni internazionali e dirigendo stages e ateliers internazionali in collaborazione con Festival e Rassegne d’Arte, ma anche per e presso scuole di periferia, comunità d’accoglienza per minori stranieri, campi rom. Poeta, regista, drammaturga, interessata ai rapporti tra le diverse realtà e culture, ha diretto e collaborato con artisti dei diversi paesi europei che hanno ospitato il suo lavoro e ha portato la poesia, il teatro e la danza in teatri, ma anche trasformato spazi naturali e luoghi non tradizionali in luoghi d’arte. In più occasioni ha coinvolto in suoi lavori donne e giovani rifugiati, perseguitati e in diverse situazioni di difficoltà, scrivendo per loro testi e facendoli recitare nelle diverse lingue dei loro paesi di provenienza. I progetti artistici e sociali, realizzati tra gli altri per e con l’Unione Europea, sono stati spesso pilota in Italia. Scrive e ha scritto per l’Indice e Semicerchio, collabora e ha collaborato con università italiane e straniere, spesso a progetti sulla poesia femminile, suoi testi sono apparsi su Poesia e Le voci della Luna, è tra gli autori dell’IPC Iniziative Produzioni Cinematografiche.

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