Postcolonialismo italiano

Franca Sinopoli (a cura)
Postcolonialismo italiano
Novalogos    2013

raffaele taddeo

Gli studi sul postcolonialismo italiano si stanno moltiplicando, dopo anni di ritardo e superando quasi una barriera culturale perché non si assegnava alla nazione italiana alcuna importanza per la sua politica coloniale, come se l’esperienze nel Corno d’Africa, in Etiopia, in Libia fossero state cose da poco o del tutto differenti rispetto a quelle delle altre nazione che del colonialismo avevano fatto linea politica principale dalla seconda metà del 1800 fino alla seconda metà del 1900. Nelle scuole si trattava poco della politica coloniale italiana, si ricordava qualche battaglia, qualche sconfitta bruciante come quella di Adua, ma che cosa aveva significato il colonialismo nella storia della giovane nazione italiana e quali effetti si erano avuti e si hanno ancora oggi per quelle azioni politiche, non veniva punto trattato. Una prima scossa la si è avuta ad opera del lavoro storico di Del Boca, che ci ha rivelato l’uso delle armi chimiche in Etiopia; ma certamente i testi letterari prodotti da immigrati o da esponenti della cosiddetta seconda generazione stanno riportando all’attenzione questa esperienza storica. I testi di Erminia dell’Oro, da tempo, ma poi quelli di Igiaba Scego, di Gabriella Ghermandi , di Cristina Ali Farah, pur senza molta acredine stanno riproponendo all’attenzione l’azione politica italiana che si è esplicata per quasi 70 anni fino al periodo dell A.F.I.S. degli anni ’50. Ci si è mossi quasi a tentoni nell’iniziare a capire se e come affrontare questo argomento, ma ormai alcuni studi stanno emergendo e già il saggio di Ugo Fracassa Patrie Lettere, ma poi il testo curato da Franca Sinopoli Postcolonialismo italiano – tra Letteratura e storia, hanno iniziato a dare una svolta alla metodologia d’approccio al problema ponendosi come punto di riferimento per  successive analisi e approfondimenti.
Il libro curato dalla studiosa dell’Università Sapienza di Roma costituisce la raccolta degli studi di un seminario svoltosi a Roma nel dicembre del 2011.  Si organizza attorno ad una serie di ricerche che vanno dall’analisi e direzione degli studi sul postcolonialismo in Italia alla trattazione di specifici argomenti come quelli della imagologia,   le impronte lasciate in ambito artistico culturale, in primo piano quello letterario. Ma il testo affronta anche questioni della lingua adoperata da scrittrici postcoloniali. Un’analisi più accurata viene fatta sul testo di Gabriella Ghermandi Regina di perle e di fiori, per il suo significativo connotato postcoloniale, ma anche testi come Aulò  di Ribka Sibbatu e Fra-intendimenti di Kaha Mohamed Aden sono presi in esame per il loro apporto alla riscoperta  di una Letteratura postcoloniale.
Da ultimo non potevano mancare riflessioni sulla Libia, di cui non abbiamo narratori o poeti, che   abbiamo raccontato la politica italiana coloniale in quel paese dall’inizio del 1900 (Guerra della Libia) alla fine della seconda guerra mondiale, ma neppure potevano mancare analisi  sulle relazioni avute    con Gheddafi a partire dagli anni ’70. Gli avvenimenti degli ultimi due  anni che hanno visto l’Italia schierarsi con Francia e Inghilterra nell’aiuto ai rivoltosi che hanno debellato Gheddafi vengono analizzati in questo testo  alla luce di tutta la politica coloniale italiana in Libia.
La raccolta di saggi in questo testo curato da Franca Sinopoli può considerarsi  importante per il prosieguo degli studi e delle analisi sul postcolonialismo italiano.

02-07-2013