Recensioni

Solo Andata

Erri De Luca
Solo Andata
Feltrinelli  2005

raffaele taddeo

E’ quasi impossibile ignorare il testo di Erri De Luca dal titolo   solo andata uscito recentemente a cura dell’editore Feltrinelli.
L’autore, nell’introduzione a Quattro quartieri, riferendosi alle poesie di solo andata, scrive che  “Esse sono il paese provato ad abitare. Non ci ho vissuto da solo, se una persona di passaggio su una pagina dirà: anch’io mi affacciavo sulla via, da un balcone del piano superiore”.
I redattori, i lettori di el-ghibli non possono non provare ad abitare il paese di cui è composto solo andata per molte ragioni: perché i suoi testi sono letteratura pura e ad alto livello, perché l’esperienza diretta o indiretta dei redattori, dei lettori di el-ghibli è all’interno del “paese” narrato da Erri de Luca.
Solo andata è un poema tragico. La sua struttura è poesia formata da distici  di vario metro e che in alcuni tratti diventa elevatissima per tensione poetica e per immagini che correlano la costruzione del tessuto narrativo.
E’ un poema tragico anche da un punto di vista strutturale perché è anche un testo teatrale ove ci sono voci, più che personaggi,  voci ora singole, ora multiple, ora coro.
E’ la tragedia dei nostri tempi. E’ la tragedia della globalizzazione. E’ la tragedia delle guerre, delle violenze economiche. E’ la tragedia che vede come coprotagonista il mare, quel mare che una volta era il “mare nostrum” e che ora è diventato il mare “lastricato di scheletri per camminarci sopra”.
In questo poema c’è la nuova colpa e la nuova vergogna di noi italiani.
Non è un caso che il poeta all’inizio dica “a sparagliare il conto la sventura, e noi, parte di essa”, perché se il secolo XX per gli italiani è ricordato come il secolo della sopraffazione fascista, l’inizio del XXI sarà invece richiamato alla nostra coscienza come quello in cui abbiamo spinto   migliaia di uomini  a quella fossa  comune  che è il mare.
Nel testo di Erri De Luca c’è una storia singola, c’è la storia di un gruppo, ci sono le ragioni dei popoli migranti, ci sono le speranze cresciute su cadaveri di generazioni di giovani, donne e bambini.
La nostra falsa coscienza sta ignorando che il mediterraneo è diventato il cimitero di migliaia di persone mentre noi continuiamo a discutere di sicurezza, di permesso di soggiorno, di clandestini, come se non stessimo creando noi stessi queste terribili condizioni. Alla prova dei fatti la “civilissima” Italia, la “civilissima” Europa, che ha fornito all’umanità tanti geni nei vari campi del sapere umano, da quello scientifico a quello letterario, sta dimostrando ancora una volta una totale insensibilità, non sa inventare nulla di più residuale che lo “ius loci” o lo “ius sanguinis”; ed intanto la fame, le guerre con armi fornite da noi, spingono altri popoli, altre persone, altri gruppi a porre la loro speranza in viaggi attraverso un elemento, il mare, che è un separatore ingannevole perché invisibile.
Esso diventa il testimone di dolori sconosciuti: piccoli figli  che muoiono di stenti, di freddo, inconsapevoli del perché di un destino così ingrato; madri che vedono il frutto del loro grembo affondare nel liquido, fino a poco prima visto con speranza; padri che si vergognano di non aver saputo garantire neppure la vita ai propri figli.

Di questo ed altro è piena la poesia di solo andata.

29-06-2005

L'autore

Raffaele Taddeo

E’ nato a Molfetta (Bari) l’8 giugno 1941. Laureatosi in Materie Letterarie presso l’Università Cattolica di Milano, città in cui oggi risiede, ha insegnato italiano e storia negli Istituti tecnici fin dal 1978. Dal 1972 al 1978 ha svolto la mansione di “consulente didattico per la costruzione dei Centri scolatici Onnicomprensivi” presso il CISEM (Centro per l’Innovazione Educativa di Milano). Con la citata Istituzione è stato coautore di tre pubblicazioni: Primi lineamenti di progetto per una scuola media secondaria superiore quinquennale (1973), Tappe significative della legislazione sulla sperimentazione sella Scuola Media Superiore (1976), La sperimentazione nella scuola media superiore in Italia:1970/1975. Nell’anno 1984 è stato eletto vicepresidente del Distretto scolastico ’80, carica che manterrà sino al 1990. Verso la metà degli anni ’80, in occasione dell’avvio dei nuovi programmi della scuola elementare, ha coordinato la stesura e la pubblicazione del volumetto una scuola che cambia. Dal 1985 al 1990 è stato Consigliere nel Consiglio di Zona 7 del Comune di Milano. Nel 1991 ha fondato, in collaborazione con alcuni amici del territorio Dergano-Bovisa del comune di Milano, il Centro Culturale Multietnico La Tenda, di cui ad oggi è Presidente. Nel 1994 ha pubblicatp per il CRES insieme a Donatella Calati il quaderno Narrativa Nascente – Tre romanzi della più recente immigrazione. Nel 1999 in collaborazioone con Alberto Ibba ha curato il testo La lingua strappata, edizione Leoncavallo. Nel 2006 è uscito il suo volume Letteratura Nascente – Letteratura italiana della migrazione, autori e poetiche. Nel 2006 con Paolo Cavagna ha curato il libro per ragazzi "Il carro di Pickipò", ediesse edizioni. Nel 2010 ha pubblicato per l’edizione Besa "La ferita di Odisseo – il “ritorno” nella letteratura italiana della migrazione".
In e-book è pubblicato "Anatomia di uno scrutinio", Nel 2018 è stato pubblicato il suo romanzo "La strega di Lezzeno", nello stesso anno ha curato con Matteo Andreone l'antologia di racconti "Pubblichiamoli a casa loro". Nel 2019 è stato pubblicato l'altro romanzo "Il terrorista".