Supplementi

Mery principessa albina

Anche per questo testo la struttura narrativa è alquanto semplice. Il narratore fa un sogno. In una comunità nera la figlia di un uomo,  rinomato per la sua forza di quand’era giovane e per la sua saggezza,   nasce albina e questo fatto la pone in difficoltà rispetto a tutte le altre persone della comunità perché è una diversa.  Il padre ora è quasi cieco e la madre diventa lebbrosa e questo fatto influisce ancora di più sulla solitudine della ragazza che quando diventa più grande viene avvicinata, mentre era sulle alture e boschi intorno alla zona in cui abitava e incontra lo spirito del territorio che le racconta la storia del nonno, il più ricco del paese, le dà spiegazioni del perché il padre è cieco e la madre lebbrosa e poi le fornisce una spada per liberare il paese da un re oppressore. Mery, dopo aver liberato gli schiavi, ottiene il loro aiuto e così fonda un regno sulla giustizia e la pace. Durante un raduno della comunità viene presentato a lei  Marc, compagno di François che era stato decapitato, perché bianco appartenente a quei popoli che avevano per secoli derubato e sfruttato l’Africa. Sulle sorti di Marc si stabilisce un serrato confronto fra il Griot, depositario della saggezza e della storia del popolo africano e Mery. Quest’ultima vuole una riconciliazione con l’uomo bianco e arriva ad affermare di voler sposare Marc per sugellare la possibile alleanza fra il popolo africano e quello bianco, mentre il griot insiste perché Marc sia condannato e giustiziato. Avviene un serrato duello verbale fra il griot e Marc, che cerca in tutti modi di difendere il suo operato, ma specialmente mostra quello che può ancora dare e consegnare al popolo africano. Mery prende sempre più le parti di Marc e deciderà di seguire quest’ultimo proprio alla ricerca di riconciliazione duratura e feconda fra popolo nero e bianco, riconciliazione operata da lei proprio per il colore della sua pelle bianca, ma tutta ripiena della cultura africana perché nata da genitori neri.

La narrazione è puramente simbolica, nessun aggancio alla realtà se non per la condizione di sofferenza presente nel continente africano, martoriato da guerre intestine e per la consapevolezza dello sfruttamento subito dalla stessa Africa durante molti secoli, dal rapimento e riduzione a schiavitù dei neri perpetrato secoli fa alla rapina delle sue ricchezza avvenute nei tempi più recenti.
Come per il precedente romanzo il testo è ripieno di considerazioni sul valore delle tradizioni del continente africano, sulla opportunità della pace,  sulla necessità dell’unione, del superamento delle divisioni. Ma fondamentali, perché questo sembra l’ipotesi sostanziale del testo,  sono le considerazioni sulla necessità di arrivare all’uguaglianza fra neri e bianchi perché questi non si sentano superiori e considerino il nero come un inferiore, un essere da civilizzare. Il nero ha tutte le carte giuste per essere trattato alla pari dell’uomo bianco. Il testo in qualche modo riconosce le possibilità positive di una collaborazione con il bianco e la cultura occidentale e proprio per questo si “perdonano” le malefatte del bianco nei confronti del nero.

L'autore

Raffaele Taddeo

E’ nato a Molfetta (Bari) l’8 giugno 1941. Laureatosi in Materie Letterarie presso l’Università Cattolica di Milano, città in cui oggi risiede, ha insegnato italiano e storia negli Istituti tecnici fin dal 1978. Dal 1972 al 1978 ha svolto la mansione di “consulente didattico per la costruzione dei Centri scolatici Onnicomprensivi” presso il CISEM (Centro per l’Innovazione Educativa di Milano). Con la citata Istituzione è stato coautore di tre pubblicazioni: Primi lineamenti di progetto per una scuola media secondaria superiore quinquennale (1973), Tappe significative della legislazione sulla sperimentazione sella Scuola Media Superiore (1976), La sperimentazione nella scuola media superiore in Italia:1970/1975. Nell’anno 1984 è stato eletto vicepresidente del Distretto scolastico ’80, carica che manterrà sino al 1990. Verso la metà degli anni ’80, in occasione dell’avvio dei nuovi programmi della scuola elementare, ha coordinato la stesura e la pubblicazione del volumetto una scuola che cambia. Dal 1985 al 1990 è stato Consigliere nel Consiglio di Zona 7 del Comune di Milano. Nel 1991 ha fondato, in collaborazione con alcuni amici del territorio Dergano-Bovisa del comune di Milano, il Centro Culturale Multietnico La Tenda, di cui ad oggi è Presidente. Nel 1994 ha pubblicatp per il CRES insieme a Donatella Calati il quaderno Narrativa Nascente – Tre romanzi della più recente immigrazione. Nel 1999 in collaborazioone con Alberto Ibba ha curato il testo La lingua strappata, edizione Leoncavallo. Nel 2006 è uscito il suo volume Letteratura Nascente – Letteratura italiana della migrazione, autori e poetiche. Nel 2006 con Paolo Cavagna ha curato il libro per ragazzi "Il carro di Pickipò", ediesse edizioni. Nel 2010 ha pubblicato per l’edizione Besa "La ferita di Odisseo – il “ritorno” nella letteratura italiana della migrazione".
In e-book è pubblicato "Anatomia di uno scrutinio", Nel 2018 è stato pubblicato il suo romanzo "La strega di Lezzeno", nello stesso anno ha curato con Matteo Andreone l'antologia di racconti "Pubblichiamoli a casa loro". Nel 2019 è stato pubblicato l'altro romanzo "Il terrorista".