Parole dal mondo

Angeloo – dabrowski

Armuel era uno dei tanti dipendenti della CIELO & COMPANY – società s.r.l. semplicemente uno dei piccoli nobili tra gli angeli. L’unico suo compito era portare delle anime morte al grande tunnel, dove li prendevano in custodia i cosi chiamati accompagnatori. Come angelo non era un bel tipo – per questo motivo sicuramente non ha avuto nessuna promozione – non faceva neanche parte dei brutti – se fosse stato brutto avrebbe potuto cercare di ottenere il caldo impiego, al reparto sottostante chiamato INFERNO. Allora sarebbe stato un angelo nero – diavolo.
Diavolo, ahhh come suona bene – sospirò sognante.
Qualche volta si lamentava che aveva un lavoro noioso, però nessuno mostrava comprensione. Quante volte si può ripetere ai morti non consapevoli che si è oramai finiti, che è tempo di andare verso la luce. Alcuni – li aveva chiamati i pazienti di particolare attenzione – non volevano prendere coscienza del fatto che avevano esalato l’ultimo respiro. Cercavano ancora di esistere normalmente, nello stesso momento disturbavano il funzionamento dei vivi. I vivi, presto appendevano nel luogo nel quale i morti cercavano ancora di “vivere” l’etichetta “posseduto” e fuggivano in capo al mondo. Era cosi ribelle quest’anima attaccata al mondo materiale che ancora ignorava completamente la sfera astrale, nella quale volente o nolente aveva iniziato a funzionare. Di conseguenza, non vedeva Armuel e l’unico aiuto erano le persone chiamate esorciste, che lo facevano rendere conto della sua nuova situazione in un modo più o meno brutale. La noia incita la noia con la noia. Che lavoro ingrato.
Che cosa ho fatto di male per essere punito in questo modo? – si lamentava in fondo all’anima ma continuava a fare il proprio dovere.
Una volta pensò, se avesse fatto una piccola pausa, nessuno se ne sarebbe accorto. Perché quelli come lui erano centinaia di migliaia. Farà la differenza a qualcuno se Armuelek starà con la pancia all’aria per un po’ di tempo?
Così pensò e cosi fece. Ha lasciato la sfera astrale. Si solleva come la polverina sopra un grande blocco di cemento. Il suo rione, il suo maledetto rione – l’incubatoio delle anime fresche. Le persone qui cadono come le mosche. Perfino adesso i sensi segnalavano il prossimo paziente da prendere.
Aspetta un momentino compagno, aspetta – ha pensato – probabilmente non vai di fretta da nessuna parte no? Hai tutta l’eternità.
Da quando ricordava, voleva verificare come ci si sente ad essere un uomo, ricevere attraverso i sensi il mondo materiale.
Che cosa li attira fino a questo punto tanto da non volerlo abbandonare? Ehm, forse dovrei provare? La tentazione, ah questa tentazione. Tutto sommato già si stava ribellando un pochino, allora perché non lasciarsi andare del tutto? La città è piena di vari tipi di energie, come se fosse un enorme organismo caratteristico. Rimetteva ritmicamente pazzeschi impulsi di luci e colori. Disperatamente rantolava con fragore onnipresente. Sembrava un tremante essere sfortunato in agonia. Ha attirato la sua attenzione una scatola rettangolare rossa. Si muoveva infervorato dell’umana energia . Che stanno facendo lì? Strano – la curiosità ha vinto contro la prudenza. Senza indugi entrò dentro. Soffocante e pesante l’atmosfera gli procurò un effetto angosciante. Dentro c’erano un mucchio di persone, schiacciati al limite delle possibilità. Li circondavano i corpi energetici, nella maggioranza in varie sfumature del grigio, si penetravano a vicenda. Alcuni irradiavano d’avversione e d’aggressione. Altri erano circondati come un cadavere dalla pallida nebbiolina di malinconia. Su alcuni c’erano le macchie nere – i segni della grave malattia.
Filtrando attraverso le energie delle persone successive, Armuel si sentiva sempre peggio. Da ogni parte lo attorniavano cupi e rassegnati musi. I socchiusi occhi battevano con disprezzo. Perché si condannano a queste torture? – pensava. – Bisogna aiutare questi sfortunati.
Sapeva che c’è solo un modo per migliorare l’atmosfera. Deve entrare in qualche corpo e iniziare il processo del trasferimento delle vibrazioni positive. In questo modo passerà la carica dell’amore e li strapperà da questo stordimento. Bisogna solo trovare qualcuno che sarà la piccola pietra che evocherà la slavina del bene. Guardava intorno febbrilmente le facce dei passeggeri cercando uno d’aspetto delicato e piacevole.
Trovato. Un ventenne rosso di capelli che leggeva un libro e nervosamente aggiustava gli occhiali.
Sarà adatto – affermò Armuel e saltò nel corpo del giovane.
I sensi dell’angelo sono impazziti. L’ambiente sembrava essere leggermente sfumato. Tutto stringeva con forza e faceva male – soprattutto all’altezza del cavallo dei pantaloni. Completamente una nuova sensazione per un angelo. Il peggiore era il fiuto – prima non sentiva mai gli odori. Adesso ha ricordato che non aveva perso niente, addirittura l’opposto. Forti, marci odori entravano nella narice e gli facevano venire il capogiro. Sono passati alcuni attimi prima che riprese coscienza e padroneggiò il suo corpo. Iniziò a osservare attentamente i compagni di viaggio riflettendo, chi è che potrebbe avere di più bisogno d’aiuto. Stando nel corpo umano non vedeva più le aure. Non ha cercato a lungo – davanti a lui stava un giovane pelato con lo sguardo leggermente assente e l’alito che puzzava.
Sì, eccolo! Armuel lo salverà dalle sofferenze – ha deciso di trasmettergli quante più emozioni possibili mandando allo sfortunato un grande, radioso sorriso.
Putta, che guardi, fiocchio? – ha detto quell’essere sfortunato. – Vuooi un puugno suuul musso?
Oh, già sta meglio – si gioiva l’angelo – parlò ma… in un modo incomprensibile – si preoccupò.
Anche se era molto sorpreso che dopo l’entrata nel corpo della persona, la lingua umana all’improvviso ha smesso di essere chiara, alla fine ha creduto che questa doveva essere qualche forma di saluto o di ringraziamento. Poveretto, quanto aveva sofferto. Lo devo stringere a me – ha deciso.
Non dominando ancora fino alla fine questa novità che era per lui il corpo, si alzò perdendo quasi l’equilibrio e allungò le mani verso il sofferente.
Aa abbuschi fioccho putta!
Armuel vide il pugno che si avvicinava. Un attimo dopo davanti a lui balenavano le costellazioni e le galassie (per un momento ha visto anche la Via Lattea). Prima che riuscisse a comprendere tutto ciò, la meravigliosa vista scompare. E’ comparso il dolore.
Oh ingrati! – sentiva la delusione profonda dentro di sé. – O voi… o voi…
Decide di lasciare questo posto orribile. Abbandonò il corpo preso in affitto e in un lampo volò verso il cielo. Qui non servo, la Terra non è un posto per gli angeli – affermò, dopo di che, per migliorare l’umore canticchiò una vecchia canzonetta degli angeli sulla motivazione. La direzione della società COMPANY & CIELO la consigliava di utilizzare nei momenti di crisi e sfiducia…

Eh! Ah! Eh! Ah!
Al lavoro si va!
Eh! Ah! Eh! Ah!
Eh! Ah! Eh! Ah!

L'autore

dabrowsky