Parole dal mondo

C’era una volta la vita – dabrowski

Stasiek aprì gli occhi e vide il soffitto ingiallito dallo sporco, illuminato dalla
debole luce della lampadina. Non sentiva dolore. Non lo tormentavano allucinazioni di delirio. Sono persino scomparsi gli effetti della sbronza. Si sentiva meravigliosamente, come rinato. Gli dava solamente fastidio il singhiozzare di Baska, sua moglie.
– Femmina, che tieni? Non fai neanche dormire l’uomo!
Il lamento non si fermava.
– No, questa donnaccia mi sta facendo perdere il lume della ragione – ha pensato.
– Sogguardò verso di lei. In un mare di lacrime, la paffuta bionda di mezza età, stringeva e scuoteva la sua mano.
– Accipicchia! Sei impazzita? Smettila di piagnucolare!
Ha deciso di strappare via la mano e far ragionare la donna, ma cosa strana la sua mano… si staccò da quella mantenuta da Baska. Adesso aveva due mani sinistre!
O madre santissima! O ……! – gemette rendendosi conto che doveva essere ubriaco fradicio.
C’era qualcosa però che non andava – almeno aveva questa sensazione – lo stato di salute era buono e non era neanche un po’ ubriaco. Peggio! Si sentiva normale – e non cosi come dovrebbe sentirsi davanti queste allucinazioni! Era cosi lucido come un monaco buddista che passa intere giornate seduto sul deretano e si collega mentalmente con il cosmo (eh, se mandasse giù un po’ di acquavite allora si che vedrebbe il cosmo!).
Poiché ho le allucinazioni di un ubriaco, e la testa non mi rimbomba – ha dedotto – allora forse sono malato? Bisogna alzarsi e darsi un’assestata !

Con una leggerezza sorprendente, non sembrava una persona che ha passato tre giorni di sbronza, si è messo seduto sul letto. Bacha piena di lacrime lo fissava, ma il suo sguardo era strano, come se… se non lo vedesse!
Che diavolo? Che è successo a questa donnaccia ? – si meravigliava. Forse anche lei è ancora piena di acquavite ?
Muoviti vecchia e preparami la colazione! – ha ordinato. – Qui non c’è niente da guardare come Fido che fissa l’osso! Io sono malato!
Non ha reagito. Tutto questo iniziava ad essere leggermente preoccupante – due mani sinistra e i piagnucolii della mogliettina. Si girò. Vide… se stesso sdraiato con gli occhi aperti.
Diavolo, a che gioco giochiamo?
La mente non è riuscita ancora a dedurre bene la conclusione di tutto ciò che ha visto, quando Stasiek è stato alluvionato da una luce accecante. Istintivamente ha fatto una smorfia come se un bicchierino di vodka fosse andato storto.
Scusami. Sono troppo luminoso? – gli rispose una voce delicata, quasi da fanciullo.
E tu uomo ardito chi sei? Mi prendi in giro? – s’irritò Stanislaw. – Smettila di buttarmi luce negli occhi!
Per fortuna sei morto quando ero nei dintorni – lo splendore si è impallidito.
Sono morto? Perché stai facendo lo scemo …… io sono vivo! Vuoi un pugno sul muso? – Ha sentito come se in lui si stesse risvegliando una bellicosità slava.
Aspetta, ti spiego tutto. Tutti i morti… cioè significa tutti i vivi, allora de facto morti, nonostante che vivono mmmhh… no, perché probabilmente senti che vivi, è vero? Vivi dopo la tua morte. Capisci?
Mmmhh – appena morto aveva l’impressione di non essere sulla strada giusta per capire.
Dunque, senti. Sei morto ed io sono un angelo. Mi chiamo Armuel.
Mmmhh – Stasiek evidentemente a causa dello shock, non era capace di trasmettere i pensieri attraverso le parole (questa è la base della comunicazione interpersonale, ma per fortuna non riguarda quella angelico – umana).
Non aver paura, tutto andrà bene – lo tranquillizzava l’angelo. Adesso voleremo insieme e ti spiegherò precisamente il tuo ruolo, perché probabilmente ancora non lo sai, ma sei stato scelto – adorava ingannare in questo modo i morti.
Oohh. Scel….sce…. – Stasiek evidentemente ha iniziato a fare progressi sulla nuova strada, la strada della vita d’oltretomba.
Si, è vero – continuava contento dell’andamento della faccenda Armuel. – Sei uno di alcune migliaia di eletti, quelli che dopo un breve addestramento ci aiuteranno, cioè significa aiuteranno gli angeli e l’Altissimo a rimettere in ordine il casino che si creerà dopo l’Apocalisse.
Apo….. apo….. – il paziente (cosi chiamava Armuel “i freschi di morte”) evidentemente sembrava cadere leggermente nel panico.
Ma, con calma, con calma. Non devi avere paura. Non in questo stato. E adesso dammi la mano – ha detto con un tono leggero e annoiato (meno male che questo teatrino con la Terra tra poco finirà).
Stasiek non riuscendo a parlare ha fatto ciò che gli hanno chiesto e sentì che si sollevava leggermente. Guardò ancora una volta Baska che urlava disperatamente. Guardò sul suo seno benfatto. Per la testa gli passò un pensiero:
“Eh, Baska aveva un bel seno”.
All’improvviso come se avesse ripreso i sensi.
Fermati! Ti colga un malanno! Fermati!
Hai una domanda per me? Coraggio, non esitare.
Mmhh rispettabile angelo mmhh, potrei… se potrei no..
Si?
Potrei farmi una scopata, un ultima volta, cosi un po’, posso? Ehh ciò significherebbe che dovrei rinascere per un paio di minutini – evidentemente incoraggiato vedendo la faccia allegra dell’angelo – e lo sai, no, vorrei palpare la mogliettina per dargli l’addio e ti do la mia parola che morirei una volta per tutte, almeno come si deve!
Oh, fratellino, se dipendesse da me anch’io mi farei una pausa di lavoro e tu avresti un po’ di tempo, ma lo sai, non sono io che decido qui. Purtroppo.
Si stavano sollevando dolcemente. Sono penetrati per il soffitto entrando volando nel bagno del vicino. Sotto la doccia si stava stendendo una donna che aveva una delicata bellezza. La faccia di Stanislaw esprimeva una disperazione sempre più grande. Per alcuni brevi momenti Armuel aveva l’impressione che “il paziente” stava opponendo resistenza. Hanno oltrepassato ancora alcuni piani non trovando più nessuna veduta curiosa, dopo di che sono volati sul tetto e lì, si sono fermati.
Adesso ascolta con l’attenzione, perché adesso saprai come stanno le cose – l’angelo cercava di parlare al morto in modo chiaro e limpido, come l’uomo all’uomo. – Concentrati e guarda attentamente la punta del mio dito.
Nel raccoglimento, con solennità Stasiek guardava fisso il grande dito luminoso che scivolava dalla punta del naso fino alla fronte. All’improvviso senti un forte dolore tra le sopracciglia.
Adesso apro il tuo terzo occhio.
Oh madre, il terzo?! – gridò disorientato. – Come sembrerò con questo terzo occhio, come un essere bizzarro!
Non scocciare! – rimbeccò l’angelo e come aveva stabilito cosi ha fatto.
In un momento tutto il mondo brillò di una fantasmagoria di colori. Dappertutto s’intrecciavano fili colorati aggrovigliati tra di loro. Da quell’intrico crescevano cento migliaia, se non milioni di tubetti di color bianco latte che collegavano la Terra con uno stranissimo cielo dorato. In una parola, il mondo sembrava una fabbrica di fili, nella quale una banda di gattoni inselvatichiti ha organizzato una festa violenta.
Oh porca miseria, qualcuno mi ha dato SLD?
Se qualcosa LSD – per un attimo sognò ricordando i momenti quando si era permesso un festino “umano”. Per quest’occasione aveva dovuto mettere per un po’ di tempo un involucro carnale di un uomo tisico, ma ne era valsa la pena! – E questo che vedi qui è il mondo dell’energia.
Dell’energia?
Sì. Vedi i filini lì giù che si raggomitolano, vedi, dove hanno inizio?
Fiorellini, merdini – s’incazzò Stasiek. Smettila di strepitare come quelle dalla televisione che parlano di telefoni!
Quei palloncini colorati che circondano le persone – l’angelo ha ignorato l’umore del morto – sono le loro auree, cioè in poche parole, le anime. Quei fili colorati sono i loro legami, emotivi, affettivi..
Stasiek stralunò gli occhi e spalancò la bocca scioccamente, come un pesce pulitore nell’acquario. Armuel giungeva pian piano alla conclusione che aveva sopravalutato le capacità percettive del suo futuro aiutante.
Eh – sospirò l’angelo – mi esprimo diversamente. Hai conosciuto la tua Baska. Nel momento in cui vi siete incontrati, sei stato affascinato da lei e hai cominciato a sentire qualcosa. Allora, dal tuo palloncino è cresciuto un filo ed anche dalla sua anima. Non potevate smettere di pensarvi perché siete stati spesso lontani. I vostri fili si sono uniti e tramite loro vi mandavate i sentimenti. E loro sono, nient’altro che energia. Da cui provengono i casi di telepatia.
Tele, che cosa?
Ah, non è importante. Hai capito ciò che ho detto prima?
Capisco, è normale! – si stizzò il morto. – Non essere cosi saputello!
Va bene, va bene. Adesso sarà un pochettino più difficile, intellettualista da strapazzo. Vedi questi fili bianchi che finiscono lì, sopra?
Stasiek sospirò rassegnato e fece solo cenno di si con la testa.
Essi anche escono da questi palloncini. Ogni essere vivente ha un filo cosi. Lassù, questo filo si unisce con gli altri. La sopra, creano una grande mente che circonda il vostra pianeta. Tra l’altro è per questo che alcune persone sanno prevedere il futuro oppure hanno l’intuizione che tra poco succede qualcosa di brutto. Lì, si raccolgono e uniscono nell’integrità i pensieri, i sentimenti e le emozioni.
La bocca spalancata dell’alunno non ispirava ottimismo ad Armuel, però come aveva già iniziato prima, doveva finire in qualche modo.
E va bene, non imbroglierò tutto ciò ancora di più. Adesso voleremo più in alto e forse li capirai tutto.
Volavano lentamente, con calma, all’improvviso Stasiek cominciò a divincolarsi.
Si? – s’irritò l’angelo. Cominciò ad averne abbastanza di questa tutta situazione.
L’alunno si sollevava vicino ad un filo e indicava i lampi di vari colori che passavano dentro.
Ah, quello! Ho dimenticato di dirti. Quello che è passato un attimo fa erano le emozioni di qualcuno. Guarda quel lumicino rosso è la rabbia. Quell’azzurro scuro è l’odio. Verde pallido è la tristezza. L’arancione che batte è la sofferenza di qualcuno – in questo momento a qualcuno fanno del male.
Mmhh – ansimò Stanislao, evidentemente sovraccaricato mentalmente, Armuel volò e lo afferrò per la mano. Ha deciso che devono volare presto in alto, perché se si fermano ogni momento non riescono ad arrivare in tempo per la spettacolare fine del mondo (per reclutare dei nuovi aiutanti, in queste bellissime circostanze naturale, non poteva più aspettare).
Correvano con una velocità da capogiro. Quando sono volati dentro la coscienza collettiva, l’atmosfera diventò più densa e Stasiek aveva la sensazione come se stessero attraversando a nuoto una piscina piena di gelatina a base di succo di frutta e fecola di patate.
Triste, si è reso conto che non è riuscito durante la sua misera vita a vedere come combattono le donnine dentro quest’untume. Quando sono usciti fuori, davanti ai loro occhi c’era la Terra, circondata del chiarore dorato e screziata di tante macchioline colorate. Al pianeta era collegato un enorme filo d’argento che assomigliava ad un cordone ombelicale. Respirava tutto ciò appariva nella zona della coscienza collettiva. Si sono fermati.
Stach – ha detto l’angelo – questo che vedi qui, è il punto essenziale di tutto ciò che volevo dirti. Ti ricordi quando parlavo della mente collettiva? Vedi, ogni uomo è una particella dell’Altissimo, nella vostra lingua di Dio. Il Dio ha creato questa pianeta e la vita per rendersi svariata la sua eterna esistenza.
Sii signo….. – ha detto Stach. – Lui sicuramente si annoiava moltissimo.
Si, qualcosa del genere… All’inizio creava le pianete morte. Quando si sentì annoiato di ciò, creò gli esseri viventi. Dopo ha deciso di dargli le menti, ma nello stesso tempo controllare tutto ciò che aveva creato. Tuttavia, era tutto troppo prevedibile, allora anche questo diventò noioso. Alla fine ha deciso di fare un esperimento e darvi volontà propria.
Forse, mannaccia sto capendo.
Avendo la volontà propria avete iniziato a fare non solo il bene ma anche un mucchio di male, farsi male e farsi torto a vicenda. Tutte queste sofferenze e tristezze, che con il tempo aumentavano, andavano direttamente in cielo, nella coscienza collettiva.
Adesso vedi questo, come se fosse un enorme cordone ombelicale collegato alla Terra?
Uuuaaaa…, porca troia sii, quando mi risveglio, non sbevazzerò più, do la mia parola!
Tutto va attraverso lui all’Altezza – continuava non scoraggiato Armuel – perciò Dio sente tutto ciò che sentono gli esseri viventi. Sente ogni piacere nello stesso momento in cui lo sente una persona, perché in realtà questa persona è Lui. Lo stesso succede con ogni male fatto, con ogni tristezza, con ogni sentimento d’odio che prova una persona verso l’altra. Lui sente tutto ciò nello stesso istante.
Madre Santissima – gemette spaventato Stasiek – allora è delirio, è sicuro.
Mi ha mangiato il cervello!
Finalmente, l’Altissimo ha deciso che non vuole soffrire cosi e non per questo vi ha creato. Doveva essere piacevole e interessante, invece è andato tutto storto.
Hanno continuato a volare e si sono allontanati ancor più dalla Terra. Adesso erano nella folla delle anime disorientate e gli angeli si sforzavano di controllare il caos nato. In un attimo a Stasiek era sembrato di vedere Zenek; incomparabile compagnone di bevuta.
Già lo stava rincorrerlo, già stava scappando da quest’angelo sapientone, quando avvenne un lampo enorme. Si girò Stach – la Terra non c’era più. Non ne era rimasta neanche traccia. Un vuoto spaventoso, non contando la luna rimasta orfana e la folla delle anime perdute che non avevano minima idea di cosa fosse successo.
Oh Gesù, che botto! – gemette Stasiek.
Sì, è successo – ha detto con gioia Armuel. – E adesso a lavoro, bisogna accompagnare fino al tunnel quei poveracci .
Adesso ci aspetta un mucchio di lavoro, il mio aiutante… e dopo, la pausa dal lavoro eterna!
Angelo, durante questa pausa nel cielo avrò qualcuno con cui potrò “divertirmi” un po’, o mi devo già svegliare? – chiese Stasiek non consapevole del fatto che veramente aveva esalato l’ultimo respiro.

L'autore

dabrowsky