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My Wife – una premessa

Scritto da Sis Lav

Sis Lav

A quasi due anni da quell’undici febbraio che cambiò radicalmente la mia vita, mi ritrovo qui, ora,  a scrivere queste righe.
Grazie a Dio – per noi Rasta JAH – sono ancora viva, il cuore pieno di ricordi e la forza “ancora” per costruire un futuro da sola.
Non è sempre facile ricordare, le emozioni a volte sono forti, le immagini che ne scaturiscono scavano profondi solchi, mentre il fiume della vita – incessabilmente – scorre.
E solo JAH-Dio lo può fermare, solo Lui sa quando, come e dove.
Noi possiamo solo attendere quel giorno e fare del nostro meglio, perché fino a quella data ora la nostra vita sia degna di essere chiamata Vita.
Ecco perché noi Rasta facciamo il voto di Nazireato (Numeri 6)[1]: per essere vicini a JAH-Dio il più possibile – anche da qui.
Questa che vi racconto è una storia vera: è “l’autobiografia” delle mie esperienze africane – in Nigeria – fino ad oggi. “My Wife[2] è il nome che mi diedero al Villaggio durante il primo soggiorno. Visto che l’uomo di cui ero la moglie non era con me, io diventai, per così dire, la moglie di tutti, uomini e donne comprese, nel senso – mi spiegarono – che ognuno di loro si sentiva in dovere di trattarmi e di occuparsi di me con la stessa cura che si ha della propria moglie. Un pensiero gentile e ospitale, che credo seppi apprezzare e che voglio onorare riprendendolo nel titolo di questo libro. Persone e fatti sono quindi reali e, per rispetto, i nomi sono per lo più spersonalizzati o modificati – per mantenerne l’anonimità – raramente mantenuti invariati – per rendere omaggio alla loro bontà. Alcuni dettagli e spiegazioni verranno volutamente omessi: non tutto ha bisogno di essere raccontato.
Nella mia ormai non più tanto breve vita ho avuto modo di conoscere più continenti: l’Europa – mia terra natia e domicilio attuale, l’America, la California e il Messico – per una prolungata vacanza, l’Asia, o meglio l’India – per due esperienze più che significative, e l’Africa – la Nigeria appunto, terra di provenienza della mia altra metà.
Mi sia permesso un confronto un po’ azzardato tra questi tre continenti sulla base dei cinque elementi.
L’Europa è la mia culla, è quindi per me: acqua, terra, aria, fuoco e spazio.
In India c’è la terra, prevalgono però a mio avviso l’aria e l’acqua. Il quinto elemento – lo spazio – è percepibile ovunque e c’è meno forza di gravità. Così si cammina come sollevati di qualche centimetro dal suolo.
In Africa c’è più terra sotto ai piedi e sotto di lei c’è decisamente il fuoco.§
Ecco perché probabilmente mi colpì moltissimo la seguente definizione colta da un libro scolastico di fisica: “Heat is the measure of the total internal energy of the body[3] che volli annotare già allora e che voglio riproporre per una riflessione.
Il calore atmosferico, ma anche e soprattutto quello umano, sono alla base del continente nero: i  sorrisi raggianti della gente, la loro vitalità e l’incredibile ospitalità a dispetto della loro stessa condizione economica. Questa è secondo me la loro vera energia, che non è ancora stata riconosciuta per quella che è: un bene culturale e umano molto prezioso, ancor più prezioso per noi occidentali che abbiamo perso i valori di solidarietà e fratellanza da secoli ormai.
Allo stesso modo il potenziale fisico del territorio, così ricco di risorse naturali – nel caso della Nigeria petrolio e pietre preziose in primis – è sempre stato sfruttato da noi e lo è ancora. La corruzione interna e la dipendenza dall’Occidente impedisce ai veri proprietari, loro, gli Africani appunto, di averne il giusto ritorno economico, che porterebbe automaticamente a un maggiore sviluppo della società. E infine l’energia solare, bene inesauribile e non ancora utilizzato: luce ed elettricità alla portata di tutti.
Un augurio ancora a chi legge e leggerà, perché comprenda e riconosca che la vita è un dono divino e merita sempre di essere vissuta al meglio. Sta a noi impegnarci. §Che questo libro possa esserne un esempio.

By Jah Grace

[1] Questa, come le citazioni che seguiranno, sono prese dalla Bibbia – qualsiasi traduzione e versione vogliate prendere a confronto – indicando il libro, il capitolo ed eventualmente i versi da cui sono tratte.

[2] “Mia Moglie”.

[3] “Il calore è la misura dell’energia totale interna al corpo”.

L'autore

Sis Lav

Sis LAV nasce a Milano. Dal 1988 al 2003 vive a Berlino, assiste alla caduta del muro nel 1989, e si laurea in Storia dell'Arte e Italiano alla Freie Universität nel 1998. In quegli anni scrive poesie e racconti in tedesco che successivamente traduce in italiano. Nel 2003 si trasferisce in Africa e dopo un anno, suo malgrado, rientra in Italia. Insegna dapprima tedesco, ora inglese da oltre dieci anni.
Scrive poesie, racconti e favole per bambini e partecipa a eventi poetici collaborando con diversi gruppi di poesia. Ama confezionare i suoi scritti, che rilega e decora a mano uno ad uno, trasformandoli in piccoli scrigni letterari.

Pubblicazioni
Con la casa editrice Modu Modu è appena uscita la sua prima raccolta di favole Leoncino e le quattro esse (febbraio 2021), quattro avventure ambientate nel regno della savana e illustrate magistralmente da tOmi. Con la stessa pubblica nel 2014 il suo primo libro autobiografico MY WIFE – la moglie di tutti, una storia vera, una storia d'amore, d'immigrazione e d'integrazione ‘al contrario’, ovvero dall’Europa al Continente Nero.
Con La Vita Felice pubblica nel 2020 il racconto “L’altra metà” nell’antologia Incontri d’Amore e nel 2018 due racconti, “Angeli Metropolitani” e “La Farfalla” nell’antologia Sguardi di Donne entrambe a cura di Silvana Ceruti.
Con il Movimento Internazionale Artistico Letterario pubblica le poesie “Service and the City – L’altruismo e la Città”, “Reclusa, Resiliente” e “La Città” nell’antologia Tra Semafori e Strade Ristrette – Covid19 Il Nunc stans – Volume 2 a cura di Anna Maria Lombardi, 2021.
Con edizioni Borella pubblica la poesia “Castelli di Carte” nell’antologia Briciole di Poesia 2020 a cura di Liesette Fernandez.
Con Overview Editore pubblica le poesie “DEAD or ALIVE” nell’antologia Poesia sull’Estinzione (2020) e “La Riscossa dello Stivale” nell’antologia Poesia sugli Stivali (2019) a cura di Paola Zan.
Sul Librorivista Internazionale di Poesia TAM TAM BUM BUM pubblica nel 2019 le poesie “Abschied oder Insel – Distacco o Isola” nel secondo numero e “Angelo di Pace” nel numero speciale per il Kurdistan nella sezione curata da Antje Stehn.
Prossime pubblicazioni sono in lavorazione.

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