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Editoriale

Home sweet home Cari lettori, “Home sweet home” è un titolo banale. Però è una frase che ciascuno avrà pronunciato e sentito annunciare da figli, amici e sconosciuti. Tante volte l’abbiamo sentito al cinema,  alla televisione, alla radio.  Abbiamo letto e riletto “Home sweet home” tra le righe di romanzi, fumetti, giornali. L’abbiamo visto scritto con mano ferma o insicura su muri di città o di villaggi geograficamente distanti e culturalmente diversi tra loro. Tanti –noi compresi- hanno scritto “Home sweet home” su parapeti di ponti o l’hanno tracciato sulla sabbia di una spiaggia. “Casa dolce casa”, sussurrata dentro di sé o urlata in faccia ai quattro venti con rabbia o con gioia. Sono tre parole, tre pillole che sappiamo di potere auto prescriverci, perché speriamo possano avere un effetto placebo e calmare momentaneamente i nostri mali di tristezza, ansia, nostalgia, disorientamento … soprattutto quando la nostra casa è lontana.

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Poesia transnazionale

La sezione  propone testi poetici transnazionali, inediti ed editi, di vario approdo linguistico.  Gli inediti sono contrassegnati da asterisco. Compagniadellepoete        La casa  fuori Pascal Gabellone                Stare di casa Gili Haimovich                   Tre poesie         versione originaria Adriana Langtry                 Bs.As. 21 febbraio 1977 Gentiana Minga                  Ciao Mamma Heleno Oliveira                  Poemetti Shirin Ramzanali Fazel    Papà             versione originale...
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