Biografie

Ibtisam Barakat

IBTISAM BARAKAT è scrittrice, poetessa, educatrice e attivista di pace palestinese. Nata a Ramallah, in Palestina, ebbe la vita sconvolta all’età di tre anni, quando Israele occupò la Cisgiordania e Gerusalemme Est a seguito della Guerra dei Sei Giorni del 1967. Dopo aver conseguito la laurea all’Università di Bir Zeit in Cisgiordania, nel 1986 si è trasferita a New York, dove ha lavorato come stagista per il giornale The Nation. In seguito si è laureata in Giornalismo e in Studi sulla Famiglia e lo Sviluppo Umano all’Università del Missouri, Columbia, e ha insegnato Etica del Linguaggio allo Stephens College, nel Missouri.

Scrive in arabo e in inglese ed è fondatrice dei seminari “Write your Life”, attraverso cui persone di ogni età e provenienza contribuiscono alla scrittura di una Storia collettiva condividendo racconti personali. Nel 1994 ha vinto l’Outstanding Poetry Award alla National Library of Poetry. Ha contribuito alla stesura dell’Antologia per ragazzi di Amnesty International, insieme ad altri quindici scrittori provenienti da tutto il mondo, in occasione del sessantesimo anniversario della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani. Si batte da sempre per combattere le ingiustizie sociali e le ingiurie della guerra che colpiscono soprattutto i più piccoli.
Il suo racconto autobiografico Tasting the Sky: A Palestinian Childhood ha vinto più di 20 premi, tra cui l’International Reading Association’s Best Non-Fiction for Young Adults; il Middle East Council Best Literature Book e l’Arab-American National Best Book for YA and Children.
Nell’estate del 2013 ha scritto in inglese il suo nuovo libro, Balcony on the Moon, il seguito di Tasting the Sky, e ultimato la stesura di un nuovo racconto per ragazzi, in arabo.
Nel 2011 ha scritto, inoltre, il poema per ragazzi Al-Ta’ Al-Marbouta Tateer, pubblicato in lingua araba dal Tamer Institute for Community Education, Palestina.

L'autore

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El Ghibli

El Ghibli è un vento che soffia dal deserto, caldo e secco. E' il vento dei nomadi, del viaggio e della migranza, il vento che accompagna e asciuga la parola errante. La parola impalpabile e vorticante, che è ovunque e da nessuna parte, parola di tutti e di nessuno, parola contaminata e condivisa.