Le gambe di Alice

Nimrod
Le gambe di Alice
Nottetempo     2010

raffaele taddeo

La guerra civile del Ciad è sullo sfondo ed è più che altro l’occasione che permette al protagonista, giovane docente in un istituto tecnico, di portare a compimento l’adescamento, l’instaurazione  e la conclusione di un rapporto amoroso con una giovane allieva.

Le gambe di Alice non è solo un romanzo di amore, perché oltre la vicenda amorosa il narratore ha bisogno di ricercare e individuare elementi giustificativi e/o  anamnestici del suo comportamento; ha bisogno di comprendere le ragioni sia dell’insorgere della fiamma sia del suo spegnersi,  ha bisogno anche solo di intuire le ragioni che lo spingono ad abbandonare per breve tempo la moglie e la figlia per seguire Alice.

Gli aspetti più significativi di questo breve, ma suggestivo romanzo sono dati dal ruolo che lo spazio gioca all’interno della dimensione sensuale del romanzo e dai risvolti para feticistici che la dimensione amorosa assume.

Lo spazio viene assunto e partecipa alla suggestione sensuale, ne è l’alveo da cui procede e si distende ogni palpito di carnale richiamo. “Ero nel vento (anzi, nell’assenza di vento sul vasto mondo), ero nella luce e le prodigavo carezze. Quest’accoppiamento sotto il sole era privo di contrasto, denudato da ogni enigma”. “l’avventura è cominciata quando siamo tornati sull’asfalto: luccicava dietro di noi, come acciaio liquido. Si spandeva, ampliandosi fino all’estremo limite della strada, come lo specchio della nostra vita nella sua fuga inarrestabile”.

L’aspetto para feticistico è più intrigante, si rivela  più nascosto nei recessi della psiche con i suoi richiami culturali e archetipici. Non so se lo scrittore sappia che i piedi nella Bibbia,  eufemisticamente, indicano gli organi genitali femminili, certo è che aver scelto i piedi come elemento di richiamo e inebriamento sessuale è qualcosa di inusitato e  strano.

Il narratore però sa farne un forte elemento di costruzione narrativa, di fantasiosa rappresentazione, di richiamo conturbante. Quando era ragazzo il personaggio principale aveva “con mano tremante raccolto l’impronta del suo piede destro [di una donna di cui era affascinato,]…poi ci ho appoggiato la testa. Secondo la prescrizione (esoterica beninteso) la bella mi sarebbe appartenuta in capo a tre giorni”.  L’esoterismo, qui si iscrive in una dimensione tradizionale o culturale. Ma questo elemento in sé feticistico, stimolante solo nel tradimento (“Eppure finora non ho mai baciato il piede di una donna. Maureen, mia moglie, non ha mai avuto questo piacere, né credo che l’avrà mai in futuro”), è il determinante dell’attrazione subita.  “I piedi si alzano e oscillano nello spazio, toccano terra e di nuovo si sollevano…L’acqua, l’aria e il vento sono il loro regno…sono piedi decisamente miracolosi, il loro scatto è una gioia che ogni feticista ha l’obbligo di adorare.”

Il piede avrà poi anche una funzione importante nella ricerca dei piaceri sessuali con Alice, giovane atleta di basket.

Ma né la giovinezza della sua allieva, né la seduzione delle sue forme, né la fascinazione della sua sensualità veicolata dalle movenze dei passi saranno capaci di protrarre più di un qualche briciolo di tempo l’amore del protagonista verso Alice, perché tre settimane sono un nulla. La passione amorosa non è neppure iniziata che subito il giovane docente ne sente la stanchezza;  ha appena conosciuto e assaporato la congiunzione carnale con  la sua allieva che è distratto un po’ confusamente da altre figure femminili. Ma la stanchezza arriva velocemente. “Rimpiangevo la mia biblioteca e il conforto procurato dai libri. Sugli scaffali del mio studio…avrei scovato il volume che mi avrebbe permesso di evadere. Condannato com’ero all’immobilità languivo…[così] il processo mortifero della noia riprese ben presto il suo corso”.

La guerra civile, l’arrivo nel villaggio dei combattimenti provocati dalla guerra civile permettono al docente di allontanarsi definitivamente da Alice alla ricerca di sua moglie e della figlia.

Questa storia d’amore è come una cometa  che fa spasimare nell’attesa, ma dopo che è arrivata ed ha spiegato la sua forza di lucentezza si allontana con una velocità impressionante nella sua curva parabolica lasciandoci alladimensione, forse anche confortante, del quotidiano e del reale.

16-03-2010