Racconti e poesie

Cattedrale di vergogna

Quanti ancora Ground Zero nell’abisso del Mediterraneo
speranze squarciate dai tsunami nostrani
quante?
Quanti respingimenti
e lenti annegamenti di corpi protesi verso le sponde-chimere
che i sogni mai più oseranno
che gli occhi mai vedranno
i piedi non toccheranno
le bocche zittite non canteranno
neppure più malediranno.
Prima di morire hanno gridato?
Imprecato?
Pregato?
Quante morti ancora Thalassa impietosa
rabbiosa di schiuma
furia bagnata
rimbombo di morte da sponda a sponda
che mordi la vita offrendo ai pesci
le anime scartate da leggi infauste?
Esci allo scoperto
stendi il giaciglio di corallo
al miraggio smembrato di chi ti giace nelle viscere brune
offrigli la pace
fallo.
Rigurgiti spavaldi di onde ornanti sepolcri fondi
di messaggi cifrati degli sciamani
assieme agli amuleti di salvezza e terrene scritture silenti
vergogna del cielo e dei viventi.
Thalassa placati
ferma l’umano salasso nella vastitudine del tuo grembo
guardati cosa sei diventata
una volta purezza blu
oggi Heimat bagnata
profanata da corpi benedetti dalle madri in attesa.
Non ha funzionato la tua impresa imperdonabile
di coprire da Libeccio osceni inganni
di retate e oceaniche palizzate dell’infamia.
Smiri svoje bijesne vode (1), tramutale in brezza
altrimenti
né oggi né mai
potrò coprirti di lode e gioire di tramonti dorati.
Quanti
quanti ancora?
Cattedrale di vergogna cristallina
spina profonda
ferocemente dis/umana.

——–
1. Placa le tue acque furibonde, (in croato).

L'autore

Melita Richter

Melita Richter

Sociologa, saggista, mediatrice culturale. Già docente di Letteratura serba e croata moderna e contemporanea alla Facoltà di Lettere e filosofia dell’Università di Trieste, attualmente docente al Corso “Donne, Politica e Istituzioni” della stessa Università.
Coautrice del libro Conflittualità balcanica integrazione europea(Editre Edizioni, Trieste, 1993), curatrice del libro L’Altra Serbia, gli intellettuali e la guerra (Selene Edizioni, Milano 1996). Assieme a Maria Bacchi, curatrice del libro Le guerre cominciano a primavera – soggetti e identità nel conflitto jugoslavo, Rubbettino, Soveria Mannelli, 2003. Curatrice del libro Percorsi interculturali. Esperienze di mediazione culturale a Trieste, Interethnos, Trieste, 2006; Curatrice (con Silvia Caporale Bizzini) del libro Teaching Subjectivity. Travelling Selves for Feminist Pedagogy, book series by ATHENA, Centre for Gender Studies, Stockholm University, 2009; la versione ampliata dello stesso libro esce in lingua italiana con il titolo “Soggetti itineranti. Donne alla ricerca di sé” nel 2013 da Albo Versorio, Milano.
Collabora a molte riviste nazionali e internazionali sui temi dell’interculturalità, questioni balcaniche e l’integrazione europea.

Ha promosso la raccolta dei testi di autori ‘migranti’ a Trieste diventata collana editoriale del CACIT – Coordinamento delle Associazioni e delle Comunità degli Immigrati della provincia di Trieste. Alcuni titoli delle antologie: “Sguardi e parole migranti” (ed. 2005); “Sapori incontri fragranze” (ed. 2006), “Migrazioni e paesaggi urbani” (ed. 2008); “Migrazioni e memorie delle donne” (ed. 2010);
Ha curato anche “Cuori di sabbia” (ed. CACIT 2011) – primo romanzo dell’autrice Bousso Thioune Benussi, appartenente alla seconda generazione degli immigrati a Trieste.
E’ membro della SIL – Società italiana delle letterate. Per la sezione triestina della SIL ha curato il Quaderno no.1 sul tema “Terzo spazio”, ed. SIL Trieste, 2011.
E’ una delle fondatrici della Casa internazionale delle donne di Trieste e fa parte dell’Associazione Donne d’Europa- Women of Europe – Zene Europe.
Scrive anche poesia. Fa parte della Compagniadellepoete, fondata da Mia Lecomte a Roma nel 2009. Partecipa ai reading di poesia in Italia e all’estero. Ha preso parte attiva all’incontro internazionalePoetesaparis, Parigi, ottobre 2013, promossa dal poeta Yvan Tetelbom. E' deceduta nel 2018