Parla il caffè

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Parla il caffè

Mi scruti

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mi vuoti

ti scotti.

Fai “ahi!”

con la lingua persa nel mio liquido

bollente,  

come un sollevamento del cuore.

Il cuore, invece, lo hai lasciato

accanto al comodino. Come ogni mattino.

Ché non si sciupi troppo.

Mi vuoi,

ancora,

alle labbra,

mi allunghi

mi affoghi

nell’acqua: che credi, che io nuoti?

Mi sforzo di piacerti.

Ti piaccio anche così

meno intenso

più annacquato?

Che strazio

per me,

più tempo per te. Per assaporarmi meglio.

Io resto

quel poco di felicità

calda

che ti aiuta a rifiorire al mattino.