Recensioni

Il cane bilingue

Juan Carlos Calderon
Il cane bilingue
Cosmo Iannone editore     € 15,00

raffaele taddeo

La raccolta di racconti Il cane bilingue mostra due caratteristiche fondamentali, una prima relativa a quei racconti che appaiono a dimensione autobiografica, racconti nei quali l’autore sembra mettere a nudo il proprio animo, i propri sentimenti. Sono narrazioni che affascinano per la capacità introspettiva che emerge. In ciascuno di essi il territorio di nascita, con la cultura esistente e i modi di vita, sembra la dimensione spaziale che condiziona e determina la propria struttura psicologica. L’erranza, la migrazione, quasi costitutiva al protagonista pare derivare dalla stessa organizzazione spaziale della capitale messicana fatta a macchie di leopardo, e cioè una struttura socio-territoriale che passa dalla bellezza più inconsueta ad uno squallore desolante da cui si vuole sfuggire per salvaguardare la propria identità, così come emerge dal racconto Ricordi di un pescecane e di un cane. Ma poi è la stessa organizzazione economica del territorio in cui vive, che costringe ancora il narratore, protagonista nello stesso racconto, ad attraversare giornalmente, per recarsi da scuola a casa, un mercato del pesce con i suoi lezzi nauseabondi, ad invitarlo ad evadere. La dimensione migratoria dell’autore, che sembra essere il narratore protagonista di questi racconti, trova le sue radici in questi aspetti ed altri ancora anche più strettamente sociali. E tuttavia il ricordo-racconto di questi ambienti è sempre carico di nostalgia, così che ne emerge una continua contraddizione presente nell’io. Da una parte lo spazio territorio in cui ha vissuto era pieno metaforicamente di pulci, dall’altra è la terra dove la persona amata nella sua giovinezza era vissuta ed aveva perso la vita privandosene. Il territorio di nascita, sede delle esperienze infantili e adolescenziali non rimane nell’io solo come un ricordo ma modella la nostra esistenza senza potercene privare pena la perdita della nostra identità, così come è possibile intravedere nel racconto Quando la scossa sarà passata, in cui l’io narrate mostra l’attaccamento al suo territorio devastato da un terribile terremoto. Altri momenti della vita, altri spazi si aggiungeranno a questi primordiali della nostra esistenza formando in noi un’identità multipla o per “addizione” come dice Carmine Abate, ma quelli della nascita rimarranno in noi come dimensione paradisiaca o nostalgica.

Poi ci sono gli altri racconti che sembrano avere la caratteristica dello straordinario, dell’inconsueto. A partire da Il salvataggio per finire con la La finale di Zebretta.  Intanto oltre l’aspetto della straordinarietà della vicenda è possibile rintracciare elementi comuni che fanno da substrato anche alla stessa ideazione? A me pare che un rapporto significativo con l’animale cane emerga in maniera costante, anzi è personaggio principale nel racconto Il cane bilingue ma è significativo anche in altri racconti anche quelli a carattere autobiografico come Ricordi di un pescecane e di un cane. Il cane risulta non solo amico, ma confidente, strumento necessario per sopportare le avversità della vita e le sue contraddizioni.
Il secondo aspetto che sembra comune in questi racconti è dato da un soffuso e sottile substrato di sessualità che rende i racconti un po’ segnati. La raccolta si apre con il racconto Il salvataggio, a struttura sperimentale perché è organizzato a più voci, non è plurifocale, ma plurivocale, se mi si consente questo neologismo. La plurivocalità fa sì che si possano manifestare diverse personalità e un’articolazione della vicenda che risulta serialmente composta e narrata da voci diverse.
I vari racconti in cui la dimensione sessuale è in qualche modo sottesa fanno sorridere per l’autoironia che vi si legge. Un solo racconto appare strano e di cui non si comprende la necessità non tanto della sua scrittura ma della sua pubblicazione perché sembrerebbe non aver senso a meno che non si voglia condannare a fondo certo comportamento dell’alta borghesia, certa indifferenza nei confronti della vita umana, certo cinismo nei confronti della sofferenza altrui, certo assoggettamento degli altri ai propri istinti sessuali.
Ad una prima lettura questo racconto sembra dare il tono a tutta la raccolta offuscando la poesia esistente negli altri. Mi è stata necessaria una seconda lettura per apprezzare pagine di toccante sincerità e dense di cenni di poesia.
Infine la scrittura è minuziosa e offre al lettore dettagli che rendono le descrizioni quasi fotografiche nella individuazione di particolari.

L'autore

Raffaele Taddeo

Raffaele Taddeo

E’ nato a Molfetta (Bari) l’8 giugno 1941. Laureatosi in Materie Letterarie presso l’Università Cattolica di Milano, città in cui oggi risiede, ha insegnato italiano e storia negli Istituti tecnici fin dal 1978. Dal 1972 al 1978 ha svolto la mansione di “consulente didattico per la costruzione dei Centri scolatici Onnicomprensivi” presso il CISEM (Centro per l’Innovazione Educativa di Milano). Con la citata Istituzione è stato coautore di tre pubblicazioni: Primi lineamenti di progetto per una scuola media secondaria superiore quinquennale (1973), Tappe significative della legislazione sulla sperimentazione sella Scuola Media Superiore (1976), La sperimentazione nella scuola media superiore in Italia:1970/1975. Nell’anno 1984 è stato eletto vicepresidente del Distretto scolastico ’80, carica che manterrà sino al 1990. Verso la metà degli anni ’80, in occasione dell’avvio dei nuovi programmi della scuola elementare, ha coordinato la stesura e la pubblicazione del volumetto una scuola che cambia. Dal 1985 al 1990 è stato Consigliere nel Consiglio di Zona 7 del Comune di Milano. Nel 1991 ha fondato, in collaborazione con alcuni amici del territorio Dergano-Bovisa del comune di Milano, il Centro Culturale Multietnico La Tenda, di cui ad oggi è Presidente. Nel 1994 ha pubblicatp per il CRES insieme a Donatella Calati il quaderno Narrativa Nascente – Tre romanzi della più recente immigrazione. Nel 1999 in collaborazioone con Alberto Ibba ha curato il testo La lingua strappata, edizione Leoncavallo. Nel 2006 è uscito il suo volume Letteratura Nascente – Letteratura italiana della migrazione, autori e poetiche. Nel 2006 con Paolo Cavagna ha curato il libro per ragazzi "Il carro di Pickipò", ediesse edizioni. Nel 2010 ha pubblicato per l’edizione Besa "La ferita di Odisseo – il “ritorno” nella letteratura italiana della migrazione".
In e-book è pubblicato "Anatomia di uno scrutinio", Nel 2018 è stato pubblicato il suo romanzo "La strega di Lezzeno", nello stesso anno ha curato con Matteo Andreone l'antologia di racconti "Pubblichiamoli a casa loro". Nel 2019 è stato pubblicato l'altro romanzo "Il terrorista".