Il comandante del fiume (1)

Ubah Cristina Ali Farah
Il comandante del fiume
Editore 66thand2nd – ottobre 2014

Valerio Maggio

Ognuno di noi inizia a scrivere una storia dall’istante in cui viene al mondo. E non vi è storia che cominci dal nulla giacché affermato o taciuto, in ogni racconto, ci sarà sempre un elemento preesistente. Conoscersi permette di scoprire quindi le trame e le storie che in parte ci hanno determinato. Rintracciare le trame, riallacciare il discorso col passato è un modo per leggere il presente; per leggere il sostrato fondamentale del nostro essere storia. Il comandante del fiume, ultima perla di Ubah Cristina Ali Farah, si intreccia intorno a questo principio. E nelle volute che formano la trama del romanzo l’autrice spalanca finestre aperte sulla storia presente e passata, italiana e somala, sul senso di appartenenza e su cosa significhi appartenere, sulla famiglia di sangue e sulla famiglia elettiva, su due fiumi che scorrono tra realtà e leggenda.

         Se ogni storia è un punto di incontro necessario col passato allora Yabar – protagonista diciottenne che vive a Roma ed ha origini somale – sfoglia la storia che porta scritta nel cuore cercando col dito un punto di incontro col passato. Cerca suo padre. Lo cerca perché di lui non ha che una mostruosa e deforme foto-collage realizzata con vecchi ritagli. Di fronte alle reticenze della madre nell’affrontare l’argomento la curiosità aumenta e con lei anche la voglia di capire. Di dare un volto umano a quell’ammasso di ritagli che porta sempre con sé.

Si viene introdotti nella vita di Yabar nel momento in cui viene ricoverato in ospedale perché ferito ad un occhio. Da qui Ubah Cristina Ali Farah comincia ad intessere una narrazione fresca e piacevole che porta il lettore a scoprire la storia di Yabar e insieme al protagonista, anche il suo passato.

Alla narrazione principale fa da sfondo e da necessaria controparte un’altra storia: una leggenda somala, la leggenda del comandante del fiume. Le due trame proseguono di pari passo e la mitica storia somala fa da chiave di lettura per la trama principale. Ma sarà solo quest’ultima a dettare la cifra interpretativa della leggenda. E’ un costante gioco di rimandi interni ad uno stesso arazzo dove i due fili di μύθος e λόγος si intrecciano inscindibilmente. A ciò concorre la presenza fisica del fiume. Il Tevere che scorre sinuoso e che è costante punto di attrazione per Yabar, per Sissi e per Zia Rosa.

Il fiume italiano all’interno del quale i tronchi diventano i coccodrilli che popolano il fiume somalo della leggenda. Attraverso la narrazione i due fiumi, quello mitico e quello reale, quello somalo e quello italiano, scivolano l’uno nell’altro, così come il passato somalo e il presente romano si uniscono e si agitano in Yabar. La storia somala, con gli orrori della guerra civile e della diaspora, sono il sostrato concreto su cui si poggia il presente italiano del protagonista. L’Italia e la Somalia si allacciano e si uniscono.

In questa corrente impetuosa di dolcezze e difficoltà, di adolescenza e infanzia, di passato e presente Ubah Cristina Ali Farah dipinge un timone: la famiglia. La famiglia assurge a stella polare nella lettura del romanzo. L’autrice innesca una riflessione profonda sul valore ultimo della famiglia e sulle sfaccettature che questa può avere. Ne Il comandante del fiume il concetto di famiglia si scinde: da una parte la famiglia di sangue e dall’altra la famiglia elettiva. Quest’ultima costituita da Zia Rosa e Sissi, da sempre vicini a Zahra e suo figlio Yabar, diviene il centro solido e il sicuro porto di riferimento per il protagonista. Da una parte il polo della famiglia per scelta e dall’altro quello della famiglia per nascita. È questa la più fragile tra le due. Resa instabile dal misterioso abbandono del padre. Resa fragile da una contingenza storica su cui l’autrice riflette: la guerra in Somalia. Se nel romanzo, infatti, Ubah Cristina Ali Farah fa della famiglia un punto cardine al tempo stesso inserisce ne Il comandante del fiume la pura nemesi della famiglia: la guerra civile. È questa a rappresentare uno dei motori principali della vicenda. Yabar lo scoprirà alla fine. Guarderà in faccia il peso che ha avuto il passato e scoprirà chi è il comandante del fiume.

09 – 04 – 2015