L’arco della pace

Carlo Vallauri
L’arco della pace
ediesse   2011

Sabatino annecchiarico

Nelle milleottocentosette pagine, suddivisi in tre volumi che contengono sedici capitoli oltre sette appendici, Carlo Vallauri ci propone una traccia sia dei rapporti tra gli Stati sia dell’evoluzione dei movimenti politici e sociali in riferimento allo specifico tema della pace, ma avvertendoci prima ancora, che il suo lavoro non tratta di una storia del pensiero politico moderno né tanto meno è una sinossi delle relazioni internazionali

Dunque, nel L’arco della pace, nome del saggio (Ediesse, Roma, settembre 2011), Vallauri affronta nei sedici capitoli, da un lato le contrastanti spinte tra potenze statuali ed economiche, dall’altro, l’attività svolta da organizzazioni politiche e del lavoro, dall’associazionismo culturale e femminile, da gruppi di fautori della non violenza e centri di studi sul disarmo, per mettere in atto comportamenti ed istituzioni in grado di corrispondere alle aspirazioni per le quali, malgrado tutto, s’impegnano tante persone e tanti movimenti in vari parti del mondo.

Nel XVI e ultimo capitolo, l’autore individua correnti di pensiero critico e azioni che negli ultimi tempi hanno favorito maggiore conoscenza e comportamenti tra gli essere umani di diverse provenienze. Esse arricchiscono le conoscenze sui comportamenti già maturati da molteplice storie di migranti di tutti i tempi, senza escludere quelle italiane che nella propria storia ha mutato nel tempo, passando dal fornire stranieri nei quattro angoli del pianeta all’essere oggi fruitore del flusso migratorio in entrata.  Tutti manifestano decisione a non piegarsi di fronte alle violenze, al potere della forza materiale […] e dei sistemi di omologazione di menti.

Nel primo dei tre volumi, dedicato al periodo trascorso tra Ottocento e primo Novecento, Vallauri affronta argomenti Per la libertà e la pace (sottotitolo del volume) che ci portano, quale filo conduttore su tutta l’opera, alla considerazione che la pace non è solo assenza di guerra. Inizia infatti dal rispetto degli altri nei piccoli gesti della vita quotidiana.

Invece, nel secondo volume mostra come  negli ultimi cinquant’anni del Novecento si sia espressa la Difesa dei diritti e pluralismo (sottotitolo del volume) percorrendo quel filo conduttore prima citato da Gandhi alla fine della Seconda guerra mondiale con uno sguardo sul “rimasto” tra vinti e vincitori.

Il terzo e ultimo capitolo Vallauri lo sviluppa a partire dal nuovo secolo con Le contraddizioni della pace, (sottotitolo del volume) per chiuderlo con un’analisi sul multiculturalismo, identità plurali e cosmopolitismo.

Termina il saggio, come sopra anticipato, con sette appendici che valorizzano ulteriormente l’opera, tra cui uno di particolare interesse al mondo dell’immigrazione (l’appendice IV), dedicato ai Sindacati internazionali, migrazioni, mutamenti del lavoro per proporci in chiusura (appendice VII) uno sguardo sulla recente guerra in Libia.

Sebbene l’opera pecchi a tratti per apprezzamenti storici emanati da una cultura eurocentrica, diventa in ogni modo, un saggio completo, di grande utilità non solo per chi sviluppa studi attraverso la ricerca su ogni azione di pace avvenuta negli ultimi secoli della nostra storia, ma anche per chi è soltanto curioso dei fatti che tanto hanno influenzato la nostra contemporaneità, nel bene e nel male. Il merito è dovuto alla semplicità e alla linearità con cui Carlo Vallauri ha scritto e sviluppato il lavoro.

04-01-2012