L’opposta riva

Alborghetti Fabiano
L’opposta riva
ed. LietoColle   2006

F.A.

L’Opposta Riva è una raccolta composta come una Spoon River dei vivi.

Le voci sono quelle dei Clandestini di stanza in Italia che ho
contattato e con cui ho vissuto per diverso tempo a cavallo tra il
2001 e il 2004. Li ho incontrati nei pressi dei  C.P.T. (campi di
permanenza temporanea), in Questura, nei “ghetti” etnici dove vivono
ricreando comunità indipendenti per luogo e per spazio, nelle strade.
Emerge dalla composizione dei quadri raccolti cosa è l’essere un
Clandestino in Italia, il travaglio del viaggio dal paese d’origine
(area Balcanica, Albania, nazioni dell’Africa centrale squassate da
guerre e fame di cui si sono perse le origini ma anche paesi più
pacifici, segnati solo dalla povertà e dai quali la fuga è necessaria
per andare altrove, guadagnare ed inviare denaro in seno alle famiglie
che spesso hanno solo quell’introito come sostentamento).
Nelle tre sezioni della raccolta vengono tracciate le mappe del come e
del perché accade il viaggio sino all’Italia, del come e dove vivono
una volta giunti nel nostro paese, delle relazioni che governano
l’interagire tra noi e loro, delle pratiche burocratiche, dello
svolgere la vita secondo le minuscole regole comprese tra mattina e
sera.
Ogni pagina racchiude una voce, un episodio, tutte insieme danno la
misura dell’accaduto e dell’accadere.
È un popolo in ombra anche se pienamente visibile, che qui trova una
voce (un’altra voce direi piuttosto) per dire dell’istinto e della
forza che sorregge quando tutto viene sottratto – anche la terra su
cui posare il corpo –  terra spetta, che viene ricavata di nascosto
negli angoli della nostra cecità e che viene protetta col silenzio,
con la speranza.

 

06-04-2006