Nuovo scenario italiano

Maria Cristina Mauceri- Marta Niccolai
Nuovo scenario italiano -Stranieri e italiani nel teatro contemporaneo
Ensemble  2015     €  15,00

raffaele taddeo

Dopo “Nuovo planetario italiano”, in cui si mettevano in evidenza gli apporti degli stranieri presenti in Italia nelle diverse arti e specialmente in letteratura, è stato dato alle stampe questo nuovo testo che mette a fuoco un’attività artistica non focalizzata nel volume sopra citato. Ciò che emerge immediatamente è la puntualità delle ricerche fatte dalle curatrici che hanno prestato particolare attenzione a quella parte delle espressioni teatrali  avvenute   nel nostro paese che hanno maggiormente avuto la caratteristica di strutturarsi come esperienze transculturali perché diventa importante, ai fini della creazione di qualcosa di imprevedibile, “fare insieme”. La ricerca, che prende in analisi la produzione teatrale avvenuta in oltre 20 anni, non è stata semplice anche perché non esiste una catalogazione dei drammaturghi italiani che si siano interessati dell’argomento migranti,  e sono pochissimi i testi di drammaturgia scritti da stranieri e pubblicati, di cui era possibile reperire notizie attraverso il data base Basili.
Chi percorre le pagine di questo testo non può che rimanere affascinato dai tentativi del teatro in Italia di affrontare la questione immigrazione e cercare di contribuire ad allontanare o far scemare il problema del razzismo ed invece evidenziare quegli elementi che non solo rendono lo straniero accettabile, ma visto con un’ottica totalmente diversa,  per nulla dissimile da noi su tutti i piani.
Importante è stata l’opera pionieristica sotto molti aspetti del teatro delle Albe, il cui direttore artistico Martinelli poteva affermare alla fine degli anni ’80 “noi sentivamo  che stava avvenendo qualcosa di grosso, che la Storia stava passando di lì silenziosa”. L’importanza del lavoro di Martinelli è stato quello di cercare di trovare le affinità fra le diverse culture , specialmente fra quella occidentale ed africana. Non è stato solo il teatro delle Albe ad intraprendere una strada che mettesse al centro dell’attività teatrale il lavorare assieme,    anche il gruppo di Maschere Nere ha svolto un’opera tendente al riconoscimento della cultura sub sahariana come importante  perché il teatro si faceva con loro e non su di loro. Ma anche altri drammaturghi hanno avuto questa attenzione come Fiorenza Menni che ha lavorato in particolar modo con i rom.
IL testo curato da Cristina Mauceri e Marta Niccolai è organizzato in tre sezioni. La prima chiamato “Teatro creolo”, ritenuto il più significativo dalle curatrici. Esse infatti così si esprimono: “L’aspetto più innovativo è il carattere dialogico del teatro che abbiamo definito ‘creolo transculturale’ dei drammaturghi che hanno voluto  la partecipazione dello straniero nelle diverse fasi della produzione dello spettacolo”. La seconda sezione riguarda come è visto “Lo straniero in drammi e commedie di drammaturghi italiani”. E’ la parte più succinta. Infine  la terza sezione denominata “Teatro di narrazione”, che riguarda la modalità teatrale proposta negli anni ’80 da Baliani e Paolini e ripresa poi da Ascanio Celestini. In questa proposta teatrale sono presenti  attori-drammaturghi italiani ma anche attori-drammaturghi di origine straniera che hanno saputo sfruttare la tradizione dell’oralità presente nelle culture di provenienza come ad esempio quelle africane senegalesi ed etiopi.

Nuovo scenario italiano colma una lacuna degli studi sulla espressione culturale letteraria degli stranieri in Italia e riguardante l’attività teatrale proposta dagli stranieri e/o organizzati a partire dagli stranieri. Ritengo che ancora ci sia molto di sommerso e  da scoprire. Ad esempio testi teatrali scritti da autori di origine straniera pubblicati o meno, ma testimonianti  una attenzione ad una forma artistica che è fra le più antiche, se non la più antica. Božidar Stanišić ha pubblicato circa 10 anni fa il testo teatrale Il sogno di Orlando che ha cercato di far rappresentare  senza riuscirci.  Abdel Malik Smari ha scritto fin dal 1999 il testo “Il poeta si diverte”, presentato in forma di lettura nella Biblioteca Dergano-Bovisa. Nella stessa biblioteca  qualche  anno fa  veniva rappresentato il dramma Vite parallele, commissionato da La Tenda e organizzato teatralmente da Giancarlo Monticelli che mise sulla scena il racconto di due stranieri che in modo diverso erano arrivati in Italia, in aereo e sul gommone. I testo che veniva interpretato da  coloro che avevano fatto quel  particolare viaggio migratorio risultò così coinvolgente che non fu possibile riproporlo. Gli attori non se la sentirono di rifare lo spettacolo  perché rivivevano troppo intensamente le esperienze che avevano fatto.

Se alla fine degli anni ’80 i più avveduti avvertivano che qualcosa di importante stava avvenendo, che “La Storia stava passando  di lì silenziosa”, ora possiamo dire che la storia non è più silenziosa, in questi ultimissimi anni la pressione migratoria si è fatta drammatica anche per il sopraggiungere di guerre e distruzione.  Il Mediterraneo è oggi  al centro di queste nuove e strazianti tragedie a cui l’Europa si manifesta incapace di rispondere in modo adeguato. Forse è ancora il teatro, il cinema, la letteratura che dovranno assumersi il compito di portare le società umane di tutta l’Europa  fuori dalle secche nelle quali i politici si stanno incagliando azzerando conquiste civili fatte nel tempo e riproponendo rigurgiti xenofobi, razzistici e dai quali si sperava  ci si fosse vaccinati. Proprio per questo le esperienze teatrali di questi anni, coraggiose e tese a far vedere come lo straniero rischia di essere considerato un paria, e, nel momento in cui questo avviene, allora  tutta la società ripiomba in barbarie e inciviltà, devono essere riproposte e sostenute.

15-03-2016