opera 99

Yousef Wakkas
Opera 99 – L’autobus dei sogni
youcanprint  e-book   2016    € 2,99

raffaele taddeo

Gli autori che fanno fatica a farsi stampare ormai incominciano ad ipotizzare l’uso dell’e-book per poter entrare comunque nel circuito comunicativo e in quello della letteratura.  Non siamo abituati e non sempre prestiamo attenzione a questo fatto pensando che il libro è solo e solamente quello stampato, mentre quello informatico, l’e-book non profuma di carta o stampa, non si sfoglia o almeno lo sfoglio è così silenzioso che è come non ci fosse. L’e-book non si mette in bella vista nella libreria e non lo si prende con un solo gesto della mano, ma  occorrono più  operazioni a  volte anche un po’ più complicate che non il semplice spostamento del braccio. L’e-book non ci sembra un libro. Ed invece dobbiamo incominciare a guardare questo oggetto come un vero libro. Perciò occorre anche una sorta di etica che solo il libro stampato si era guadagnato. Etica da parte dello scrittore, ed etica anche da parte dei fruitori. Il primo ha il dovere, come per il libro stampato di curarlo, di farne fare un editing accurato perché solitamente l’autore stesso non è in grado in quanto le sue sviste linguistiche non le nota anche se ci ritorna sopra. Il lettore deve avere lo stesso rispetto dell’e-book come lo ha per il libro stampato. Anche la cura della formattazione, che vuol dire impaginazione, caratteri, note e così via devono essere oggetto di estrema attenzione, anzi proprio perché elettronico l’oggetto deve essere molto più curato.
E poi c’è l’etica del critico che non può mettersi a ragionare solo sui testi stampati e che pesano sulle ginocchia quando li legge sulla poltrona. Il critico deve avere la stessa attenzione e intenzionalità come per il libro stampato, anzi la sua preoccupazione e concentrazione deve essere ancora maggiore e se per il libro stampato a volte gli è sufficiente la matita per sottolineare qualcosa, mettere note a margine che gli saranno utili nell’esprimere la sua interpretazione di lettura. Non so se ci  sono readers che permettano note a margine,   quello che ho io no, ed allora è opportuno a volte che sia proprio il critico a riusare la carta per segnare termini o note che poi potranno essere di ausilio nella stesura dell’analisi del testo e-book.
Tutto questo per dire che anche noi di el-ghibli dobbiamo ormai guardare all’e-book  alla stregua di qualunque altro libro stampato.

Yousef Wakkas , ritornato da poco in Italia e desideroso di rimettersi in comunicazione con i suoi lettori, non avendo trovato una casa editrice che lo pubblicasse, ha preferito piuttosto che tenere un testo in un cassetto o in una penna USB, fare in modo che circolasse e così l’ha pubblicato in e-book questo romanzo intitolato  Opera 99.
Vediamo alcuni aspetti caratteristiche del testo.
Il romanzo ha una struttura narrativa più piana, meno intrisa di metafore e simboli di tutti i suoi testi precedenti, e proprio per questo più leggibile anche da parte di un pubblico più ampio che non possa essere stato quello che ha aggredito gli ultimi testi di Wakkas  prima che ritornasse momentaneamente in Siria. Quindi il romanzo si distingue per una sorta di leggerezza, insolita per uno scrittore come il nostro siriano.
Un secondo aspetto significativo, ma in continuazione con tutti gli scritti precedente è una carica di umorismo che non si spegne mai. In fondo il narratore ironizza su tutto, sulla storia, sui personaggi maschili e femminili, sui  compagni.
Ritorna in questo romanzo l’attenzione verso il mondo dei carcerati, anch’esso visto con sorniona ironia. C’è chi vuole spadroneggiare e chi è destinato ad essere succube senza riuscire a ribellarsi; ci sono  le guardie carcerarie che non sembrano corrotte, ma parteggiano con il più forte. Quello dei carcerati è comunque un mondo in cui l’umanità è presente in tutte le sue sfaccettature.
La storia di questo carcerato in semilibertà, perché di giorno lavora e di notte ritorna dietro le sbarre, si sviluppa nella dimensione della ricerca dell’appagamento sessuale da una parte e dell’innamoramento dall’altra. E’ un carcerato che progetta grandi rapine di banche senza però averne né i mezzi né la sufficiente preparazione o inclinazione al crimine per poterlo fare.
Sarà così anche per l’ultima rapina progettata con tanta cura insieme alla sua compagna che si concluderà con una tragedia, il cui peso non si avverte perché tutto è giocato sul filo dell’ironia.
Wakkas   al primo concorso Eks&Tra propose il suo racconto Io marokkino con due kappa, testo che si distingueva per la forte carica innovativa sul piano della organizzazione formale. Io lo definii racconto a struttura circolare perché consistente in tre parti si poteva iniziare a leggere a partire  da ciascuna delle tre parti e poteva essere concluso con la fine della parte precedente. La circolarità formale in questo romanzo è spostata sui personaggi e sulla storia dei personaggi più che sulla organizzazione formale perché anche qui si inizia con il rapporto di dipendenza fra il protagonista e un altro detenuto che la fa da padrone e termina nella stessa maniera cioè con un ritorno dello stesso protagonista a riprendere il suo ruolo di sottomesso. Ma la vita è questa: un corso e ricorso della micro storia personale, perché gli eventi sembrano essere gestiti da noi, ma quello che siamo, quello che pensiamo, non fa altro che riportarci al punto di partenza, nonostante la nostra voglia di cambiare. Noi pensiamo di poter gestire la realtà, ma è invece questa che gestisce noi e ci riporta sempre al punto di partenza.