Stanza degli ospiti

Poesiole

di Clementina Coppini

Ultima notte
C’è sempre un’ultima cena
c’è sempre un ultimo giorno
e un’unica piccola vita
con tanto di dura salita

c’è sempre speranza
ci sono canzoni e musica e danza
amore e passioni

c’è il gatto che dorme
la nave che affonda
il bimbo che piange
o annega nell’onda

Grondanti d’orrore
ci sono ferite multicolore
dolore e rancore

L’attesa dell’ultima notte
mi angoscia ogni tanto
e forse non oltre
ma l’oltre non so dove sia

Ho chiesto alla morte
se posso aggiungere alcol alle mie note
Ha detto che ne ho facoltà


Purtroppo e soprattutto
Io non ho casa
io non ho tempo
io non ho te

La notte sogno di baciarti
e invece questo mare ci separa
Oggi è un bel giorno per sognare
Sogno te, la vita, la morte
Soprattutto te

Purtroppo e soprattutto te

C’è ancora tempo
Che si allunga e pesa
Quando penso a te sbaglio le parole
Anche nei pensieri

Tu mi confondi


La poesia non si può toccare
La poesia non si può toccare
È una casa nella nebbia
Il desiderio di un viaggio
La poesia non ti può toccare
Se non la tocchi tu per primo
Se non lasci a terra il cuore
Senza raccoglierlo
Senza lavarlo
Senza conforto
Se lo tieni con tutte le macchie
E la polvere
E il grasso che cola
Se lo accetti pesante com’è
Se ti arrendi a ciò che resiste
Se ogni volta combatti
Se fai queste cose insieme
E altre che non so dire
La poesia ti verrà a toccare


Bel giorno
Oggi è un bel giorno per sognare
Sogno te
La vita, la morte
Soprattutto te
Purtroppo e soprattutto te
C’è ancora tempo
Che si allunga e pesa
Quando penso a te sbaglio le parole
Anche nei pensieri

Tu mi confondi


Non ho
Io non ho casa
io non ho tempo
io non ho te

La notte sogno di baciarti
e invece questo mare ci separa

Quanto mi sei mancato
in questa enorme vita
che si allarga di anni
Mi sei mancato un quanto
che non so neanche dire
ma se ci penso piango


Tutti tranne me
Il poeta mi disse che con fatica forse potevo diventare bravo
Intendeva bravo come lui, ma non l’ha detto.
Mai pensato fosse un bravo poeta.

La madre mi disse che con dedizione forse potevo diventare brava
Intendeva brava come lei, ma non l’ha detto.
Mai ritenuta una brava madre.

Il collega mi disse che con impegno forse potevo diventare bravo
Intendeva bravo come lui, ma non l’ha detto.
Bravo quello lì?

Chissà per quale astrusa alchimia a questo mondo
di arguti consiglieri in mezzo ai quali caddi per sbaglio
son tutti bravi tranne me.


L'autore

Clementina Coppini

Clementina Coppini

Laureata in lettere classiche da oltre vent'anni, durante i quali ho dimenticato pressoché tutto quello che sapevo, non ho molto da dire su me stessa. Scrivo per giornalettismo.com, mondointasca.org e grey-panthers.it, per il Cittadino, giornale di Monza, la mia città, e per Vivere, rivista della Brianza, la mia terra. Prima ho collaborato con tante riviste e scritto tanti libri per bambini, poi sono cambiata e ho cercato cose nuove. Bisogna provare a fare tutto per diventare bravi e a me manca ancora tanta strada per diventarlo. Non credo di essere arrivata, anzi certi giorni mi pare di non essere nemmeno partita. Ho pubblicato due romanzi a puntate (un capitolo ogni domenica) su Giornalettismo non tanto per la loro bellezza quanto perché il direttore è buono e mi vuole bene, e ne sto pubblicando un terzo. Ho pubblicato un romanzo cartaceo e spero di pubblicarne altri, ma questo bisogna chiederlo al mio editore. L’ultimo romanzo lo scrivo in via sperimentale su un blog che ho fatto apposta per lui e che si chiama Pensierini di un Mandarancio (pensierinidiunmandarancio.blogspot.it). Il mandarancio sarei io, per via del nome (argh!). Per me è un grande onore scrivere su El-ghibli, che mi ha dato la soddisfazione di veder pubblicati i miei racconti ma soprattutto le mie poesie. Nessuno aveva mai fatto questo per me prima. Grazie.

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