Recensioni

Questa non è una baby-sitter

Gabriella Kuruvilla
Questa non è una baby-sitter
terre di mezzo   2010

raffaele  taddeo

Le cose, si sa, a volte sono molto diverse da quelle che sembrano. E non sono soltanto alcuni proverbi a ricordarcelo. Certi libri per bambini sono pensati per far giocare con piccoli fraintendimenti e capovolgimenti di senso, stimolando curiosità e uno sguardo attento e riflessivo. È quanto propone, guardando all’oggi, un simpatico e colorato piccolo albo di Gabriella Kuruvilla, “Questa non è una baby-sitter”.
Matteo ha una mamma, Ashima, di origine indiana e un padre italiano; lei ha una carnagione scura, e lui è color “beige”. Matteo ha dei nuovi compagni di classe che parlano lingue strane, come il cinese di Ginko e soprattutto il siciliano di Salvatore. Tutta questa diversità è ideale per provocare malintesi e fraintendimenti. Ma se presi per il verso giusto, i piccoli equivoci quotidiani ci fanno sorridere e capire tante cose. Ad esempio, che Ashima non una baby-sitter ma la mamma di Matteo, a volte adorabile, a volte insopportabile, come tutte le mamme del mondo.
Belle le illustrazioni di Gabriella Giandelli (di cui vi consiglio l’onirica e commovente favola metropolitana, “Interiorae”, edita da Coconino Press nel 2010) che colgono nei volti le sensazioni di sorpresa, stupore, allegria e affetto dei vari protagonisti della storia (soprattutto della mamma, a partire da quell’occhiolino che introduce l’albo).
Questo piccolo albo illustrato, rivolto ai bambini (dai 4 anni) segna l’esordio di Kuruvilla, apprezzata scrittrice di romanzi per adulti (godibilissimi anche da lettori più giovani, o come sono chiamano oggi, “giovani-adulti”) in cui racconta, con brio e ironia, scene di quotidiana convivenza multiculturale. Aspetti questi ben evidenti anche in questa nuova prova. Una nota biografica posta nel libretto, ci ricorda che l’autrice è figlia di padre italiano e di madre indiana. Che ci sia dell’autobiografico nella storia di Ashima e Matteo?

31-01-2011

L'autore

Raffaele Taddeo

Raffaele Taddeo

E’ nato a Molfetta (Bari) l’8 giugno 1941. Laureatosi in Materie Letterarie presso l’Università Cattolica di Milano, città in cui oggi risiede, ha insegnato italiano e storia negli Istituti tecnici fin dal 1978. Dal 1972 al 1978 ha svolto la mansione di “consulente didattico per la costruzione dei Centri scolatici Onnicomprensivi” presso il CISEM (Centro per l’Innovazione Educativa di Milano). Con la citata Istituzione è stato coautore di tre pubblicazioni: Primi lineamenti di progetto per una scuola media secondaria superiore quinquennale (1973), Tappe significative della legislazione sulla sperimentazione sella Scuola Media Superiore (1976), La sperimentazione nella scuola media superiore in Italia:1970/1975. Nell’anno 1984 è stato eletto vicepresidente del Distretto scolastico ’80, carica che manterrà sino al 1990. Verso la metà degli anni ’80, in occasione dell’avvio dei nuovi programmi della scuola elementare, ha coordinato la stesura e la pubblicazione del volumetto una scuola che cambia. Dal 1985 al 1990 è stato Consigliere nel Consiglio di Zona 7 del Comune di Milano. Nel 1991 ha fondato, in collaborazione con alcuni amici del territorio Dergano-Bovisa del comune di Milano, il Centro Culturale Multietnico La Tenda, di cui ad oggi è Presidente. Nel 1994 ha pubblicatp per il CRES insieme a Donatella Calati il quaderno Narrativa Nascente – Tre romanzi della più recente immigrazione. Nel 1999 in collaborazioone con Alberto Ibba ha curato il testo La lingua strappata, edizione Leoncavallo. Nel 2006 è uscito il suo volume Letteratura Nascente – Letteratura italiana della migrazione, autori e poetiche. Nel 2006 con Paolo Cavagna ha curato il libro per ragazzi Il carro di Pickipò, ediesse edizioni. Nel 2010 ha pubblicato per l’edizione Besa La ferita di Odisseo – il “ritorno” nella letteratura italiana della migrazione.