Cuori di sabbia

Bousso Thioune Benussi
Cuori di sabbia
CACIT      2011

raffaele taddeo

Questo  breve romanzo, piuttosto che lungo racconto, di Bousso Thioune Benussi è una storia d’amore narrata con  piglio e  sensibilità  giovanile.
L’autrice di questo testo, pur essendo figlia di genitori senegalesi, è lontanissima dalle tematiche che, solitamente le cosiddette seconde generazioni propongono nei loro scritti. In questo testo sono lontanissimi i problemi  relativi all’identità, al rapporto con i pari, al colore della pelle. Non ci sarebbe stata nessuna differenza se fosse stata scritta da una ragazza figlia di italiani.
La storia è semplice perché si incentra sulle difficoltà che incontra la protagonista, Luna, a liberarsi dall’angoscia per la morte di una amica.   Sahel,   fratellastro dell’amica, Israel,  cerca di aiutarla, mostrandole anche il suo interesse. Luna non riesce più ad avere una vita serena, anche a scuola non    rende come una volta. Il rapporto con i genitori è sempre più difficoltoso. Decide di allontanarsi da casa e recarsi in un rifugio in montagna sperando che la solitudine le possa ridare serenità. Le si accompagna proprio Sahel che continua  a dimostrare interesse per lei. Nel rifugio trovano un’altra ragazza, Audrey, bellissima che suscita l’invidia di Luna. Si stabilisce una sorta di triangolo insopportabile per Luna che decide di tornare, rompendo con Sahel.  Il lungo racconto/romanzo  termina con la rivelazione del come l’amica era morta. Mistero rimasto sospeso su tutta la narrazione.
Il testo è scritto con leggerezza, con frasi semplici e con capacità di ispezionare l’animo della protagonista.
I problemi che pone questo testo è relativo alla assenza totale  delle questioni della migrazione, della integrazione, della società multietnica.
L’assimilazione alla cultura italiana, alla cultura occidentale sembra totale. Da una parte non si può che rimanere confortati perché quando ciò accade significa che i rapporti fra le persone anche di origine diversa si sono appianati a tal punto da essere scomparsi ogni diffidenza, ogni  diversità e  ogni apparenza o esteriorità è stata sussunta dal rispetto reciproco tanto da far sentire tutti  “a casa propria”.
Dall’altra si rimane meravigliati perché testi narrativi di ragazzi appartenenti alle seconde generazioni  sembrano molto più lacerati dalle problematiche razziste, identitarie.  E’ sufficiente  leggere anche un semplice racconto di Igiaba Scego per cogliere la distanza che la separa dalla modalità di scrivere di Bousso Thioune Benussi.
Ogni  analisi critica non può che essere sospesa perché il testo di questa figlia di senegalesi  apre una prospettiva di rapporto  fra italiani e stranieri, fra cultura italiana e quella veicolata dalle diverse etnie, molto più positiva di quanto ci si sarebbe aspettati.

23-01-2012