Furio Camillo

I primi fichi si sono spaccati
nella notte romana notoriamente senza fine.
Lei per un istante s’è increspata sulle
vetrine abbuiate di negozi e caffè
fra tracce di parole vane ed echi di passi.
Nelle orbite spasmodiche dei pipistrelli,
irritanti frinii di grilli integrano
remote armoniche di stelle di mezz’estate .
Insonne, un vicino,
sussurra a un qualche dio o bambino.
(traduzione di Angela D’Ambra)