la conchiglia

Non c’era nessuna valigia
Da preparare
Non c’era nessun documento
Da portare
Solo un corpo e
Un’anima smarrita

Mi hai presa per mano
E nella tua ho stretta la mia
Piccola, fragile, magra
Non avevo idea di dove andavamo
Non avevo idea da dove venivamo
Era solo casa
Era solo famiglia

Alla spiaggia
Mi hai stretto ancora più forte la mano
Ti sei chinata
Ho visto i tuoi occhi bagnati
Lacrime lapidarie
Rigare il tuo viso
Hai preso una grande conchiglia
Me l’hai poggiata sull’orecchio
“Ascolta, la musica del mare
Il richiamo del ventre terreno
Non dimenticare mai
Da dove vieni
Non dimenticare mai chi sei
Non dimenticarmi mai!”
Hai posato la conchiglia nella mia mano
E con essa hai lasciato la vita nelle mie mani.
La conchiglia è ancora con me
La vita è ancora con me
Ma tu, dove sei?

 

LA TUA MANO
( Dedicato alle vittime di Firenze)

la tua mano
il tuo corpo
la tua anima…
la tua mano
che ha parato i colpi della vita
che ha parato gli insulti
che ha parato sguardi offensivi
che ha parato odio
che ha accettato strette di mano sincere
che ha offerto aiuto
che ha lavato via offese e pregato.

Il tuo corpo
che ha viaggiato
che ha abbandonato gli affetti
che si è posato sul materasso stanco e triste
che ha sofferto la nostalgia
che ha desiderato il calore di un amore.

La tua anima
che ha sempre veleggiato in alto
osservato da lontano il tuo dolore
per l’abbandono della tua terra e dei tuoi amori
che ti ha visto piangere e ridere
e che con te ha pianto e riso
che ora si libra serena
mentre il tuo corpo è coperto a malapena da un lenzuolo
e la tua mano
con dita lunghe e magre,
la tua giovane mano forte
giace inerte…
Tutte vittime di un’altra mano
ma vile e sporca come i mali del mondo
tutte vittime: mano, corpo, anima!

 

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