Parole dal mondo

Luce e pioggia

Negli spruzzi dietro vetture e carri
sciftavano(1) arcobaleni semi-formati. La luce,
calando a lame da pulpiti di nubi,
si frangeva tersa nei prismi di pioggerella,
spiegando due archi sull’autostrada.

Guidavamo in un vento sferzante,
l’autista parlava solo di alluvioni a ovest.

Quei brevi ponti d’elementi sempre
sospesi innanzi a noi, invalicabili.
Alle spalle, nei nostri spruzzi agitammo
prismi per quelli che seguivano.

(1)[1] Non è il neologismo ‘shiftare’ usato in ambito informatico. È un calco lessicale creato al fine di mantenere il suono e la ricchezza semantica del verbo inglese (cfr. HOEPLI,sv). Ritengo che to shift sia stato scelto (fra le altre possibilità che la lingua inglese offre) proprio perché il suo suono evoca il rumore di ruote sull’asfalto bagnato, oltre che per l’immagine degli arcobaleni instabili, cangianti, che si formano e rapidi trascorrono negli schizzi d’acqua piovana sollevati dalle auto in transito.

 

traduzione Angela d’Ambra

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Michael Blackburn