Parole dal mondo

Due donne che bevono il caffè

Sedute, indossano jeans e bevono caffè, nero
come la matita che hanno negli occhi. Passano
al setaccio storie
di amori finiti: le parole,
benché sappiano di cardamomo, sono inglesi.
Oggi si trovano fuori da un bar;
dopo il lavoro, sulla strada verso casa.
È qui che costellano le loro giornate
con storie, battute allegre, e sigarette.
L’umore è leggero, le risate non troppo rumorose.
Le chiacchiere sono dominate dai pensieri
di casa, dove non c’è ritorno: come un amore
perduto che lascia dentro solo un’ardente tristezza
a stringere il cuore senza alcun preavviso.
Quella che di recente ha perduto di più emette un sospiro.
Ha mani silenziose e la testa girata
mentre pronuncia parole che sanno di fiori d’arancio:
l’angelo che credevo qui per sempre
se n’è volato in cielo e ora mi tocca affrontare
da sola un amore in un’altra lingua
che io capisco fin troppo bene.

traduzione di Verusca Costenaro

L'autore

Avatar

Laila Halaby

Laila Halaby è nata a Beirut da padre giordano e madre americana. È cresciuta negli Stati Uniti, per lo più in Arizona. Ha viaggiato molto, vissuto sia nella East Coast che nella West Coast, nel Midwest, in Giordania e in Italia. Possiede una laurea triennale in arabo e in italiano, e due lauree specialistiche, una in Letteratura Araba e una in Counseling. Al momento, fa la counselor per l’Università dell’Arizona. La sua pubblicazione più recente è un memoriale di poesie, my name on his tongue. Con il romanzo West of the Jordan si è aggiudicata il PEN/Beyond Margins Award, mentre con il romanzo Once in a Promised Land è stata nominata una delle migliori autrici esordienti dalla Barnes & Nobles. Il romanzo stesso è stato incluso tra le 100 migliori opere di fiction del 2007 dal Washington Post.

Lascia un commento